lunedì 12 aprile 2010

Richiesta di rettifica al sindaco Matteucci

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

In merito a comunicato stampa del Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci relativo alla manifestazione sulle “buche di Ravenna”, e alla quale le associazioni Ravenna Punto a Capo e l’Occhio Verde hanno aderito, ove egli stesso cita “Avevano aderito anche il gruppo consigliare PDL-Forza Italia, il consigliere Ancisi e due associazioni di estrema sinistra. Sono sicuro che se avesse avuto successo se ne sarebbero presi il merito. Trovo il loro silenzio di oggi una dimostrazione di pavido opportunismo.”

Non risultandoci altre associazioni alla manifestazione di sabato a parte le nostre, sembrerebbe che questa definizione di “estrema sinistra” sia riferita alle stesse, pertanto essendo le nostre associazioni apartitiche, né di destra, né di sinistra e una delle due nata dal meetup di Beppe Grillo di Ravenna, CHIEDIAMO:
rettifica del Sindaco per averci affibbiato errata corrente partitica.
Ravenna Punto a Capo non è stata in silenzio, anzi ha commentato la manifestazione come positiva presa di coscienza da parte dei cittadini dei loro diritti e ha anche pubblicato il video della manifestazione.
L’Occhio Verde che già si era battuto per la sicurezza stradale e continuerà a farlo soprattutto dopo la manifestazione in essere.
Il merito va ogni cittadino che partecipato, non vi è altro merito.

Se il commento del Sindaco non era riferito alle nostre due associazioni, preghiamo di specificare a chi si riferisse per evitare malintesi.
Grazie.

Ravenna Punto a Capo
L’Occhio Verde

domenica 11 aprile 2010

Alla manifestazione "LE BUCHE DI RAVENNA"- il video

Eravamo presenti alla manifestazione di protesta contro le numerose buche presenti sulle strade di Ravenna.

venerdì 9 aprile 2010

Mercatino dello scambio

Terzo appuntamento con il mercatino dello scambio.
Non gettare via gli abiti e gli oggetti che non ti servono più: possono avere nuova vita!
Portali al mercatino dello scambio sabato 17 aprile e per ogni oggetto portato potrai prenderne uno qualsiasi di quelli presenti.


Anacleto Capozzoli, organizzatore del corteo contro le buche sulle strade di Ravenna, scrive...

Riceviamo e pubblichiamo:

"In seguito all'articolo uscito oggi sui giornali, relativo l'adesione del PDL alla manifestazione da NOI organizzata:

Sono venuto a conoscenza della loro adesione tramite i giornali, non ho ricevuto, come mi sarei per lo meno aspettato in qualità di organizzatore, una richiesta formale.
Richiesta che ho invece ricevuto da parte dell'Associazione Ravenna Punto a Capo, associazione di citadini.
Dal momento che in queste settimane mi sono impegnato personalmente, coinvolgendo altre persone, permettendo la pubblicazione del mio nome, a mio rischio e pericolo, nelle pagine dei giornali, avrei gradito un attegiamento più attendo nei nostri e sopratturro nei miei confronti.
Ciò che tentavo di evitare era mettere in piazza la parte politica di maggiore opposizione e quella che ci governa, anche solo ideologicamente, perchè non nascesse un caso politico, dietro il quale poter polemizzare all'infinito.
Non ho gradito personalmente il loro dover dichiarare la loro presenza sui giornali, avrei preferito vederli fra i partecipanti in veste di privati cittadini. A questo punto sarebbe corretto fossero scritti i nomi e cognomi di tutti coloro che parteciperanno!
La cosa che mi preme sottolineare è che Sabato non sarà la giornata della propaganda politica di questo o di quel partito, come è stato ampiamente dichiarato in queste ultime settimane. Sabato sarà la giornata dei RAVENNATI, ognuno con la sua idea politica ovviamente, idee che però rimarranno a casa ad aspettarli, perchè ciò per cui manifestiamo non può avere colore!

Concludo ringraziando ad ogni modo tutti coloro che finora hanno lottato con noi e prima di noi per garantire il rispetto dei diritti di tutti.

Anacleto Capozzoli per "Le buche di Ravenna"

giovedì 8 aprile 2010

LE BUCHE DI RAVENNA/2

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ADESIONE AL CORTEO CONTRO LE BUCHE DI RAVENNA

Le nostre associazioni sabato aderiranno al corteo organizzato da un gruppo di cittadini tramite face book contro le buche del manto stradale di Ravenna che avrà inizio alle 9,30 dal Pala De Andrè.
Già un anno fa l’associazione L’Occhio Verde aveva segnalato lo stato di pericolosità di due strade del ravennate tramite petizione popolare. Nonostante questo e nonostante l’incremento degli incidenti stradali, la nostra amministrazione limita il suo intervento a maggiori controlli delle forze dell’ordine. Sembrerebbero aver applicato la regola della repressione anziché della prevenzione, con pochi risultati e impiegando le Forze dell'Ordine già a disagio a causa di gravi tagli economici. Ora, dopo un intenso inverno di neve, ghiaccio e pioggia, i cittadini fanno i conti con auto danneggiate, cadute ed incidenti.
La cifra stanziata per il ripacimento del manto stradale è irrisoria, ma è possibile che sia sempre un problema di “crisi economica”? Oppure è solo una questione di scelte?
Il materiale impiegato per l’asfalto che si sbriciola e la segnaletica che si cancella alla prima pioggia è stato “scelto”?
Suona strana oramai alle orecchie dei cittadini questa motivazione viste le cifre che si investono a Marina di Ravenna o per altri mostri di cemento che i cittadini non si sono mai sognati di chiedere.
Questo corteo spontaneo e nato senza strumentalizzazioni partitiche è l’ennesima conferma che qualche cittadino informato e con senso civico c’è a Ravenna. Non disponibili ad accettare compromessi, senza fette di salame sugli occhi e con la voglia di scendere in piazza anche solo per una buca nell’asfalto.
Siamo con i cittadini poiché anche noi lo siamo. Quanti incidenti dobbiamo ancora vedere?
La città è dei cittadini e non di chi la governa.

Ravenna Punto a Capo
L’Occhio Verde

LE BUCHE DI RAVENNA/1





Sabato 10 Aprile 2010 ore 9,30 davanti al Pala De Andrè partirà un corteo contro le "buche di Ravenna". Indossate una giacca cartarifrangente e partecipate. Qui la pagina evento facebook:



Ravenna Punto a Capo aderisce alla manifestazione.

martedì 6 aprile 2010

Ravenna città discarica? No, grazie

In risposta all’indisponibilità del Sindaco di Ravenna al trattamento dei rifiuti urbani di Lugo


Il Sindaco Matteucci con una lettera alla provincia si dichiara indisponibile a continuare a ricevere rifiuti urbani da fuori provincia invocando il criterio di prossimità. Questo è giusto, ognuno dovrebbe essere autosufficiente per quanto riguarda i rifiuti che produce, nel senso che è indispensabile prima di tutto ridurli e quando non ulteriormente possibile, riciclarli in loco, senza bruciarli o metterli in discarica. La legge sancisce il principio di prossimità per quanto riguarda i rifiuti urbani, ma per tutto il resto? Si continua la tragica farsa che porterà ad esaurimento la nostra discarica, e che, pervicacemente, la nostra amministrazione vuole farci ignorare: la metà dei rifiuti che saturano la discarica di via Romea sono si origine industriale dove, per legge, il principio di prossimità non si applica. Inoltre questa amministrazione si ostina a non innalzare il livello di raccolta differenziata mettendo in campo soluzioni come le isole interrate o i cassonetti di prossimità, che aiutano solo marginalmente a ridurre i rifiuti da bruciare o smaltire. La lettera del Sindaco ci appare come un modo per innalzare gli utili di Hera utilizzando lo smaltimento autorizzato esclusivamente per i rifiuti speciali. Insomma per noi la lettera del Sindaco suona in questo modo: “La discarica ci serve per appianare il bilancio comunale; riprendetevi la vostra immondizia che non abbiamo altre risorse per far cassa”. Beninteso, nessuno vuole prolungare la vita della discarica; ci penseranno gli altri… Alla faccia del patto generazionale, alla faccia delle buone pratiche, alla faccia della protezione del territorio, alla faccia della salvaguardia della nostra salute.

Ravenna Punto a Capo

sabato 3 aprile 2010

LA PAROLA AI CITTADINI: secondo appuntamento

A RAI per una notte

Pino Masciari : testimone di giustizia e nostro socio onorario

Quello che ai cittadini non dicono: nuovo limite alle ipoteche

Apprendiamo con non poca gioia per i cittadini che si trovino in situazioni economiche precarie che la Corte di Cassazione ha emanato una sentenza che farà storia.

La Corte di Cassazione, in data 22 febbraio 2010 con Sentenza n. 4077, a sezione unite ha messo un importante paletto alle ipoteche: tutte le iscrizioni ipotecarie per cartelle esattoriali inferiori agli 8 mila euro sono nulle.

Ciò significa che non è più legale ipotecare beni per debiti inferiori alla soglia degli 8000 euro, sono pertanto a rischio di nullità almeno la metà delle 160 mila ipoteche del solo anno 2009, secondo i dati forniti da Equitalia.

La sentenza scatuirsce dal ricorso di Equitalia, che aveva presentato ricorso ritenendo incompetente il Giudice di Pace a cui si era rivolto un cittadino per opporsi ad un'ipoteca. Il ricorso fu respinto ed Equitalia condannata al pagamento di 2700 euro per spese processuali.

L'ipoteca dunque soggiace al limite della legge e non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8mila euro. Per detti motivi chiunque si sia visto ipotecare beni per cifre inferiori a questo limite può recarsi presso gli uffici di Equitalia e richiedere il modulo per “istanza di riesame” per procedere alla cancellazione dell’ipoteca e chiederne l’eventuale rimborso.

Una sentenza a dir poco clamorosa passata pressoché sotto silenzio...

INTERVISTA AL SINDACO MATTEUCCI

Fiaccolata per la giornata di commemorazione alle vittime della mafia

CONTRO IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO E IL DECRETO SALVALISTE

DEMOCRAZIA DIRETTA: LA PAROLA AI CITTADINI

Eroi del XXI secolo

Carraie (Ravenna) 27 febbraio 2010, chiude il supermercato del paese da poco aperto. La crisi economica colpisce i piccoli imprenditori e gli artigiani, ma quando iniziano a chiudere i supermercati è qualcosa di più della normale “crisi”. Il supermercato CRAI di Carraie aveva aperto due anni fa, un grosso cambiamento per un paese di 900 anime e per le sue botteghe. Vivendo all’ombra del suo affiliato a San Pietro in Vincoli, di più vecchia apertura, godeva di quasi tutta la clientela del paese, quella che per anni aveva speso i suoi soldi nelle poche botteghe. Il resto degli abitanti, invece, considerano il paese come dormitorio e per la spesa, grossa o piccola, si affidano alla città dove lavorano e nel paesino si torna solo per dormire.
Niente lasciava presagire le chiusure dei due supermercati, nemmeno il cambio gestione di otto mesi fa. Invece giovedì scorso l’annuncio ai dipendenti: “sabato chiudiamo l’attività”. Nemmeno il tempo per capire……. 23 persone a casa senza lavoro nella realtà dei grandi numeri di dipendenti che perdono il lavoro non sembra essere nemmeno una notizia. Eppure ci sono 23 persone a cui in tre giorni è cambiata la vita, nell’assoluta indifferenza. Il silenzio assenso?
Nel nostro gruppo ci sono piccoli artigiani che hanno chiuso l’attività, operai che hanno perso il lavoro, disoccupati, precari, persone che lottano ogni giorno per mantenersi il posto. Questi siamo noi.
Noi siamo vicini alle 23 persone che sabato forse hanno sospirato, forse hanno pianto, forse si sono arrabbiate. Gli siamo vicini perché sono i nostri eroi, così come i dipendenti dell’OMSA di Faenza, così come tutte quelle persone che hanno un lavoro precario o sono in cassa integrazione . Gli eroi del XXI secolo sono quelli che cercano di mantenere la famiglia ogni giorno e sono in difficoltà. Gli eroi del XXI secolo sono le persone come Luca che un anno fa scriveva “non guadagnando abbastanza avrei voluto mettere un braccio sotto la pialla, così la mia famiglia avrebbe avuto un po’ di soldi, ma non c’è l’ho fatta. Mi è mancato il coraggio”. Gli eroi del XXI secolo sono tutti quei piccoli imprenditori che si trovano costretti a chiudere e a lavorare per il resto della vita per pagare i debiti che quell’esperienza gli ha lasciato.
Le scelte economiche fatte dalla nostra politica di “casta” hanno portato a questo risultato e si è soliti dar la colpa allo Stato. Allora vorremmo dire a tutti questi eroi a cui siamo vicini, che lo Stato siamo noi, noi siamo lo Stato. Dovremmo riappropriarci delle nostre vite, delle nostre città, dei nostri posti di lavoro. Ci vorrà tempo, molto tempo, ma infondo ci sono voluti 30 anni per ridurci così, potrebbero volercene altri 30 per assicurare un futuro ai nostri figli. Abbiamo il dovere, contando solo sulle nostre forze, di lottare a testa alta e con dignità quali eroi siamo, poiché c’hanno tolto ciò che c’è di più nobile nella vita di un uomo: il lavoro.
Art. 1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

I fatti dimostrano che oggi è una Repubblica fondata sul sangue dei lavoratori.

Gioacchino Genchi: un uomo in balia dello Stato

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE!

Solidarietà a L'Occhio Verde e a Samantha Comizzoli: chi fa domande viene denunciato


A seguito di una recente puntata della trasmissione Report di RAI 3 che si occupava delle convenzioni fra sanità pubblica e privata e in cui si parlava tra l'altro dell'attività del Gruppo Villa Maria di Ettore Sansavini con sede a Ravenna, uno dei più grandi gruppi imprenditoriali del settore, l'Associazione ravennate L'Occhio Verde e Ravenna Punto a Capo chiedevano alla Ausl, alla Regione Emilia Romagna ed al Comune di Ravenna le garanzie che detta convenzione fosse stipulata seguendo le leggi vigenti ed in particolar modo chiedeva che fosse attestato il possesso da parte della suddetta azienda del certificato antimafia, prescritto per legge. A seguito di tale missiva non solo non ci sono state risposte né la documentazione richiesta è stata esibita, ma il sig. Ettore Sansavini ha risposto denunciando per diffamazione l'associazione L'Occhio Verde nella persona della signora Samantha Comizzoli quale sua legale rappresentante.

Ci chiediamo quindi: è questo il trattamento che viene riservato ad un gruppo di cittadini che chiede quello che è nei loro diritti? Essere denunciati penalmente per aver chiesto in che mani finisca il loro denaro? Esprimiamo pertanto piena solidarietà ad Occhio Verde e a Samantha Comizzoli e ci auguriamo che la Procura di Ravenna riconosca il pieno diritto dell'associazione L'Occhio Verde così come di ciascun libero cittadino di chiedere informazioni su come le Istituzioni spendano il denaro pubblico senza dover subire simili ritorsioni ed intimidazioni.
Altresì esprimiamo rammarico per la mancata risposta sull'iter seguito per la convenzione e per la denuncia nei confronti della signora Comizzoli, persona che lotta nel mondo delle associazioni contro la mafia, per i diritti dei cittadini, per la trasparenza e la democrazia dal basso.
Riproponiamo di seguito la lettera in oggetto sperando che questa volta le istituzioni elette da noi cittadini che amministrano il nostro denaro, ci degnino di una risposta:

Dove finiscono i soldi destinati alla sanità privata?

La trasmissione televisiva Report (RAI 3) del 6 dicembre 2009 con servizio intitolato “La convenzione” circa le cliniche private convenzionate con la sanità pubblica, segnalava all’interno di un servizio quantomeno critico, la recente espansione non totalmente chiara del Gruppo Villa Maria di Ettore Sansavini che possiede numerose cliniche private in Emilia Romagna, su tutto il territorio nazionale e persino all’estero.
Ci rivolgiamo alla nostra Regione e agli organi preposti dell’Emilia Romagna in quanto il Gruppo Villa Maria ha sede proprio a Ravenna e quali cittadini di questa Regione ci sentiamo particolarmente chiamati in causa dall’utilizzo del denaro pubblico che a tale imprenditore incassa tramite i rimborsi.
Riteniamo che, purtroppo, ogni euro tolto alla sanità pubblica per essere erogato alle cliniche private corrisponda inesorabilmente ad un peggioramento del servizio pubblico a scapito della sicurezza che esso offre. Apprendiamo inoltre che le convenzioni verrebbero stipulate con imprenditori già coinvolti in indagini per reati riguardanti proprio la gestione delle suddette convenzioni e riteniamo che ciò sia inaccettabile.
Considerato che la nostra Regione non è esente da infiltrazioni delle mafie come anche la stampa ha recentemente confermato e memori degli scandali legati alla gestione del denaro pubblico in ambito sanitario che hanno recentemente interessato regioni come l’Abruzzo e la Puglia CHIEDIAMO, quindi, di far luce sulle convenzioni in essere e di volerci dare precise risposte fornendoci accurata garanzia che la convenzione con il Gruppo Villa Maria sia gestita nella più totale trasparenza e aderenza alle vigenti leggi antimafia (regolare certificato e verifiche su sub-appalti) e che in tale rapporto non si intravede alcun tipo di reato.

Le ragioni della petizione contro la mafia

FIRMA LA PETIZIONE!

GALLETTI ABBIOSI: INTERVISTA A CRISTINA RIZZI

Galletti Abbiosi: spunta anche la P2


Continuando a leggere atti e documenti storici sulla vicenda dell'eredità Galletti-Abbiosi spuntano di continuo nomi e notizie interessanti.
Sfogliano il volume pubblicato dalla Casa Matha « Storia del lascito Galletti Abbiosi », al capo VIII (disposizioni generali) troviamo un nome eccellente: Giordano Gamberini.
Gamberini figura nella commissione amministratrice dell'orfanatrofio alla data del 25 settembre 1968. Basta una breve ricerca su internet per scoprire che il nome di questo oscuro personaggio appare più volte associato ad un mome molto più celebre, quello di Licio Gelli, « Venerabile Maestro » della celeberrima loggia massonica P2.
Giordano Gamberini fu agente della CIA e vescovo valdese, responsabile della repentina scalata ai veritici della massoneria italiana di Licio Gelli nella P2, facendogli proseguire l'opera iniziata da Frank Bruno Gigliotti, altro prete agente della CIA e responsabile del risanamento della mafia in Italia.
Già Gran Maestro nei primi anni '60 del GOI (Il Grande Oriente d'Italia), durante l'ultimo suo periodo alla guida Gamberini fece entrare nell'ordine numerosi militari che gli erano stati segnalati da Gelli.
Nei progetti del Gran Maestro Gamberini vi era la riunificazione delle due famiglie massoniche di "Palazzo Giustiniani" e quella di "Piazza del Gesù" (quest'ultima nata da una scissione negli anni sessanta avvenuta nella Serenissima Gran Loggia d'Italia), guidata da Francesco Bellantonio, ex funzionario dell'ENI e parente di Michele Sindona.
Gamberini fu direttore nel 1966 della "Rivista Massonica"e militò nelle file del Partito Social Democratico Italiano.
Negli anni '70 per il GOI la Loggia P2 era ufficialmente ormai sospesa, ma in pratica questa continuava ad esistere come gruppo gestito direttamente da Gelli, mantenendo comunque rapporti (documentati dalla commissione) con Salvini, Gamberini (che dopo il 1976, nella sua veste di ex Gran Maestro, continuò a celebrare molte iniziazioni per conto della Loggia P2) e gli alti vertici della massoneria.

Sin intorbidisce sempre di più, dunque, la vicenda Galletti Abbiosi, chissà, scorrendo i documenti che coprono oltre un secolo di storia ravennate, quanto altro marcio troveremo?

Galletti Abbiosi: sete di giustizia

In un pomeriggio del marzo 2010 abbiamo incontrato Cristina Rizzi, una bella signora che ha con sé una valigetta che contiene letteralmente un secolo di storia di Ravenna. Storia che andrebbe riscritta a giudicare dalla vicenda che segue….
La madre di Cristina, orfana di entrambi i genitori, soggiornò nell’istituto “Galletti Abbiosi” di Ravenna dal 1946 al 1954. Un delle tante, una delle 339 orfanelle che ora parrebbero ereditiere dell'immenso patrimonio di colui che volle l’orfanatrofio nel 1897, vale a dire il Conte Galletti Abbiosi. E’ noto dalla stampa locale e nazionale che nel marzo 2009 è stata intentata una causa per petizione dell’eredità del Conte da parte di una ventina di orfane, mentre sul fronte penale è stato avviato un procedimento per il reato di malversazione di fondi del Giubileo nel corso della ristrutturazione dell'attuale “Ostello Galletti Abbiosi”..
Il Conte, infatti, proprietario di mezza Ravenna stipulò dinnanzi ad un Notaio un Testamento secondo cui al momento della morte di sua moglie Gertrude Lovatelli, tutto il suo patrimonio sarebbe dovuto andare all'educazione delle orfanelle ospitate nell'Istituto e, in caso di chiusura dello stesso, alle ragazze stesse. Patrimonio ricchissimo, successivamente incrementato nel corso degli anni grazie da ulteriori donazioni di altri ricchi signori di Ravenna, parliamo di terreni, ville, poderi, gioielli, case coloniche, quasi un feudo, insomma.
Sempre nel dettagliatissimo Testamento il Conte lasciò l’incarico di amministrare il patrimonio, fino alla chiusura dell’orfanatrofio o alla violazione del Testamento, alle seguenti eminenti Isituzioni della città: Comune, Cassa di Risparmio, Curia e Casa Matha (quest’ultima è un’associazione di personaggi illustri di Ravenna). Ai giorni nostri il tutto è tradotto nelle figure d
el Sindaco, il Presidente della Fondazione della Cassa, la Chiesa e il “massaro” della Casa Matha.
Nel 1975 l’orfanatrofio viene chiuso e poi successivamente restaurato per trasformarlo in Hotel di lusso, parrebbe usando i fondi del Giubileo in maniera quantomeno dubbia. Le orfanelle invece furono buttare per strada senza il denaro che gli spettava e con un passato di stenti e fame subito all'interno dell'orfanotrofio.
Siamo quindi arrivati ai giorni nostri, tralasciando tutte le alterne vicende di un patrimonio che ha attraversato un secolo di storia. Nella valigetta di Cristina ci sono atti di vendita, di cessione, poderi rasi al suolo, terreni venduti e poi ricomprati, prestanomi: una ricca mensa a cui hanno mangiato a quattro palmenti tutti i poteri di Ravenna, non le orfanelle. C’è anche un registro generale delle entrate ed uscite delle orfanelle dall’istituto che parrebbe manomesso, con la copertina verticale e le pagine orizzontali, rattoppate e con parte mancanti, correzioni fatte col pennarello (siamo nel fine '800 , esisteva il pennarello a punta fine?). E su questo documento, altra denuncia, altra indagine in corso. Troviamo, poi, una delibera Regionale (17 maggio 1994) che porta la firma dell’allora Presidente della Giunta Regionale, Pier Luigi Bersani, sulla fusione dell’orfanatrofio Galletti Abbiosi con l’IPAB. Questo in barba all’Art. 10 comma s del Testamento del Conte che assolutamente vietava qualsivoglia fusione . Il perché di una delibera Regionale è forse da ricercare nella natura dell’IPAB (Istituti di pubblica assistenza e beneficen
za): organo di diritto pubblico, soggetto giuridico patrimonializzato o commerciale o sovvenzionato dallo Stato o da altro Ente pubblico.
Questa storia è lunga e complessa, ci dice Cristina, intanto abbiamo davanti i quattro poteri di Ravenna e dall’altra parte le orfanelle, il senso civico, la giustizia. Sono stati fatti appelli a “Chi l’ha visto?” di RAI 3 per ritrovare tutte le orfanelle, perché al momento ne risultano un centinaio e il Tribunale di Ravenna ha rinviato l’udienza a novembre per ritrovarl
e tutte. Ma anche la Masciarelli di RAI 3 è stata invitata a non occuparsi più del caso e lo hanno fatto con i soliti modi democratici…
Ravenna non è quello che vediamo, o conosciamo, Ravenna è una città di cui c’è da ricostruirne l’identità. Mai come in questo momento sembra che la città non sia più dei cittadini, ma di chi l’amministra, forse anche anche in modo improprio. Continueremo a cercare la verità in quelle carte di un secolo di storia. Grazie Cristina, non sei sola.

L'oscura vicenda dell'eredità Galletti Abbiosi

Venerdì scorso presso in tribunale a Ravenna c'era la prima udienza del processo civile sulla vicenda "Galletti Abbiosi". La stampa locale e ora anche quella nazionale ha riportato qualcosa, ma c'è ancora molto da dire su questa storia.

La vicenda ruota all'eredità che il conte Carlo Galletti Abbiosi, morto nel 1867, aveva destinato al
mantenimento di un orfanotrofio femminile all'interno della sua ultima dimora di via di Roma. Il conte ravennate aveva indicato nel testamento le modalità di gestione dell'istituto e le disposizioni sull'educazione delle orfane ospitate nella struttura, prevedendo che, in caso di chiusura dell'istituto o di non adempimento alle disposizioni testamentarie, l'eredità sarebbe andata alle orfane.
L'amministrazione dell'eredità, successivamente al decesso della moglie avrebbe dovuto essere composta da tre componenti laici e tre componenti cattolici ossia:
"Dall'Arcivescovo pro-tempore di Ravenna o Vicario Capitolare
Dal Canonico più anziano della Metropolitana
Dal Parroco Pro tempore della Chiesa di S.Pietro Maggiore
Dal Sindaco o Capo del Comune
Dal Presidente della Cassa di Risparmio
Dal Primo Massaro della Casa Matha"

Cos'è accaduto invece?

1) Alla data della chiusura definitiva del Galletti Abbiosi nel 1975 le orfane non hanno ricevuto l'eredità come il conte voleva.
2) il Galletti Abbiosi è stato restaurato usando i fondi del Giubileo, ma da quel palazzo ne è uscito un hotel a 5 stelle, da qui il procedimento penale in corso per malversazione dei fondi del Giubileo, parallelo a quello intenatato da alcune delle orfanelle, e che vede imputati tra gli altri alcuni membri della Curia ravennate
3) dove sono finite tutte le proprietà del Conte e poi divenute con testamento eredità delle orfanelle? Sparito tutto nel nulla.
4) nel periodo in cui le orfanelle alloggiavano al Galletti Abbiosi hanno vissuto in uno stato tremendo, che mai avrebbe voluto il conte, che era un grande filantropo ed aveva previsto minuziosamente nel suo testamento come le bambine dovessero essere educate.

Ora a distanza di anni, molte orfanelle non ci sono più, alcune versano ancora in gravissime condizioni economiche. Delle 339 orfanelle, una trentina ha impugnato il testamento.

Ecco le condizioni di vita delle orfanelle....

Igiene personale:
Era consentito fare il bagno 1 volta all'anno
Era consentito lavarsi i capelli 2 volte all'anno
Non avevano dentifricio ma scaglie di sapone
Non avevano carta igienica ma fogli di giornale
Tutte le sere erano costrette a sfilare con le mutande in testa per far vedere se erano pulite!!

Alimentazione
Ogni giorno qualche bambina sveniva per gli stenti e la fame;

Guadagni e risparmi
Mai ricevuto nulla nonostante le bambine lavorassero fin da piccine , cardavano la lana, lavoravano in cucina;

Istruzione
Non c'erano i soldi per comprare i libri
Alcune orfane sono state allontanate perchè volevano studiare ed alcune sono state costrette a chiedere la carità;

Abbigliamento
Costrette ad indossare pantofole anche d'inverno;


E' difficile per loro credere che all'epoca il Conte Carlo Galletti Abbiosi avesse previsto minuziosamente nel suo testamento i fondi economici e regole severe di educazione ed istruzione, tutto quello che hanno subito veniva giustificato con l'assenza di fondi e nonostante quanto prescritto dal Conte non percepivano e non veniva accantonato alcun provento.


Ciò che rende questa vicenda importantissima per Ravenna è che qui non stiamo parlando solo di beni tolte alle legittime eredi, ma di una vicenda che vede coinvolti dei poteri che hanno fatto "sparire" un feudo intero: Stato, Chiesa, banche.

A sostenere le orfanelle abbiamo visto qualche politico, ma l'opinione pubblica indignata per un caso di tremenda ingiustizia, quella ancora no.

Per maggiori informazioni il blog delle orfanelle ed il video di Striscia la Notizia che si è occupata del caso.

Ravenna incontra Grillo

Le 10 domande a Matteucci su Hera

Riportiamo integralmente le 10 domande che abbiamo posto al sindaco Matteucci su Hera:


1. Certificato antimafia rilasciato ad Hera Comm Mediterranea srl?
Hera spa dichiara che questa sua società controllata al 50,01% non ha bisogno di chiedere il certificato antimafia, si afferma però che la stessa “dispone tutt'ora di regolare certificato antimafia”.
Si chiede, Chi ed in che Data è stato rilasciato il certificato antimafia, se e quali accertamenti a tal fine sono stati fatti e se fra questi vi sia anche quello sugli effettivi proprietari del 49,99% di capitale della stessa società che risulta coperto da “segreto fiduciario”?

2. Attività di Hera Comm Mediterranea srl?
Fra i poteri attribuiti al Presidente di Hera Comm Mediterranea srl vi sono:<< Rapporti con la pubblica amministrazione ed altri enti pubblici. Rappresentare la società nei confronti della pubblica amministrazione... Appalti, gare e licenze. Stipulare contratti di appalto; concorrere a gare bandite… da Enti pubblici governativi, regionali o locali ed ogni altra pubblica amministrazione...>>.
Si chiede, se la Società ha avuto rapporti con amministrazioni pubbliche a qualsiasi titolo (lavori, servizi, forniture, concessioni, autorizzazioni, licenze, forniture, etc) e se in questi casi ha omesso di segnalare, in contrasto con le norme antimafia, la propria condizione societaria con il 49,99 di capitale coperto da segreto fiduciario?

3. Identità dei proprietari del Capitale coperto da segreto fiduciario?
Fuori dai risvolti penali ed al di là degli eventuali illeciti, connessi con il comportamento della società con riferimento alle domande precedenti, e ricordando che, a Roma, tutti i partiti che fanno parte della Giunta Regionale hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario Cosentino.
Si chiede al Sindaco se non ritiene opportuno chiedere che nel gruppo Hera non vi siano società delle quali la proprietà del capitale sia comunque sconosciuta e nel caso specifico se non ritiene necessario invitare il Presidente di Hera spa a chiedere la immediata emersione della proprietà del capitale o la immediata uscita da Hera Comm Mediterranea srl?

4. Calenia Energia spa?
Nella ricostruzione delle vicende societarie di Calenia Energia spa, società in affari con Hera Comm Mediterranea srl, si fornisce solo il dato della partecipazione (15% di Hera spa e dell'85% EGL). Informiamo il Sindaco che Calenia Energia spa, gestore dell'impianto di turbogas a Sparanise, ha la sua sede legale a Genova, qui trasferita da Caserta e precedentemente con sede ad Ercolano (NA) e che EGL, presentata come multinazionale svizzera, è in realtà una società con sede in un “paradiso fiscale”, il Lussemburgo.
Si chiede se sono note le ragioni di questi strani trasferimenti e soprattutto se sono note e chi sono le persone che detengono la proprietà o il controllo del capitale di questa società lussemburghese?

5. Sistema delle nomine degli organi delle società?
La questione attiene ad un problema di trasparenza e di sottrazione alla spartizione partitocratica di incarichi guidata da interessi lontani anni luce dalla tutela dell'interesse pubblico.
Si chiede al Sindaco quale iniziativa intende assumere nei confronti di Hera spa per rendere trasparente il sistema delle nomine degli organi societari della capogruppo e delle 51 società controllate o partecipate?

6. Il Collegio sindacale di hera spa ed il controllo?
Hera spa giustifica il cumulo delle nomine dei membri del collegio sindacale sulla base di presunti indirizzi della Consob, citati ad arte per giustificare solo quello che interessa. Quello che interessa i cittadini è la trasparenza delle modalità di nomina e la mancanza di fatto della indipendenza di questo organo di controllo, che i fatti e gli atti stanno a testimoniare.
Si chiede al riguardo se il Sindaco conosce le relazioni del Collegio sindacale sui bilanci consolidati di Hera spa degli ultimi cinque anni e se in queste sono rinvenibili le presenze dei sindaci di Hera spa in tutte le società controllate o partecipate, se sono rinvenibili le indennità percepite, se sono rinvenibili valutazioni su tutte le società del gruppo, con riferimento alla conformità della loro costituzione e delle loro finalità con le norme che regolano l'attività di società “in-house” operanti nei servizi pubblici, le norme del codice dei contratti pubblici, le norme sulle società miste sancite dall’art. 13 della 248/2006, cosiddetta “legge Bersani”?

7. Il caso SEI spa e SET spa?
Nella relazione del Collegio Sindacale di Hera spa sul bilancio consolidato 2008, delle 51 società controllate o partecipate si trovano riferimenti a sole 4 società, con informazioni insignificanti di qualche riga. Nel caso di SEI spa, si informa l'assemblea dei Soci che “Hera spa ha acquistato da Ratia Energie Ag il 20% del capitale sociale di Sei Spa”. Sorvolando sulla inesistenza di una società di nome Ratia Energie Ag, che in realtà è “RAETIA ENERGIE A.G.”, nulla viene detto sulla legittimità di questa presenza, nulla sui partners presenti e nulla sulla stessa società venditrice. Eppure lo stesso organo di controllo esprime ben due presenze in un'altra società del gruppo, la SET spa, nella quale Hera spa ha come unico partner sempre RAETIA ENERGIE A.G.. Entrambe le società, SEI spa e SET spa, hanno sede legale nello stesso indirizzo a Milano mentre le attività operative, come in altri casi, sono rispettivamente a Montebello Ionico (Reggio Calabria) e Teverola (Caserta).
Si chiede, se è stata valutata la legittimità di queste partecipazioni in capo ad una società tutt'ora affidataria di servizi pubblici monopolistici senza alcuna verifica di mercato e, vista la collocazione geografica delle attività operative, se almeno sono note e chi sono le persone fisiche che hanno la proprietà o il controllo del Capitale di questa società estera operante in Italia?

8. Il costo degli Organi della Società capogruppo e delle società controllate?
Nel sito di Hera spa sono segnalate solo le retribuzioni dei consiglieri della capogruppo. I 15 consiglieri indipendenti, senza incarichi operativi, hanno percepito nel 2008 100 mila euro ciascuno per un impegno di n.12 (dodici) riunioni dell'Organo nel quale sono stati nominati, oltre a non specificati “benefici non monetari” per diverse migliaia di euro. Sullo stesso sito, nulla viene comunicato sulle retribuzioni dei “nominati” negli organi amministrativi e di controllo delle società controllate o partecipate, circa 600 beneficiari.
Si chiede, nell’attuale contesto, se sia politicamente ed eticamente sostenibile una retribuzione pari a circa 3.000 euro per ogni ora di impegno dei Consiglieri di Hera spa, attribuita comunque anche ai Consiglieri assenti alle riunioni del CdA e che cosa il Sindaco intende fare in proposito in occasione della prossima assemblea di Bilancio e se intende chiedere di rendere trasparenti le nomine e le relative retribuzioni nelle società controllate o partecipate?

9. Le politiche e le strategie?
Nei documenti di bilancio del comune degli ultimi 5 anni non è rintracciabile alcuna minima valutazione del Sindaco, della Giunta e del Consiglio sulle politiche industriali di Hera spa e tanto meno la definizione di indirizzi nei confronti di una società nella quale il 58% del capitale è pubblico e nella quale, in netto contrasto con le direttive europee, quasi tutti i soci pubblici hanno conferito la proprietà delle reti e delle infrastrutture.
Si chiede al Sindaco: se intende dare ascolto alla rete regionale di associazioni e di cittadini che hanno deciso di aprire una vertenza per “Un’altra Hera”, se e come intende definire indirizzi per le politiche energetiche ed ambientali della società monopolista di gran parte dei servizi pubblici locali, anche alla luce dell'art.15 della legge 133/2009 che impone la vendita di azioni pubbliche e che trasformerà hera spa, con la connessa proprietà delle reti e infrastrutture, in una società di diritto privato che entro il 2012 non avrà più una maggioranza pubblica?

10. Confronto e trasparenza?
Il caso “Hera-Cosentino” è in realtà solo la punta dell’iceberg di un “caso Hera”. Un caso emblematico e forse la metafora che meglio rappresenta il degrado della Politica e della Amministrazione dei beni pubblici, della privatizzazione della spesa pubblica in una economia senza mercato, degli affari per gli affari con soldi senza odore.

Confidiamo, anche a nome di molti che ci hanno sollecitato a formulare queste 10 domande, nelle pronte risposte e nelle conseguenti iniziative. Restiamo in attesa ed inviamo i nostri più cordiali saluti.

Esiti della sperimentazione del "porta a porta" al quartiere San Giuseppe

Qualche mese fa nostri rappresentati parteciparono ad alcune assemblee pubbliche del comitato cittadino di San Giuseppe dove si discuteva la partenza della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti nel quartiere.
Già allora, esprimemmo tutta la nostra perplessità nella modalità del progetto. I cassonetti in prossimità delle abitazioni non sono la raccolta differenziata porta a porta, mancano di lucchetti ( e quindi accessibili a chiunque di passaggio) e privi di imposizioni e controllo.
In moltissime realtà comunali italiane, il p & p differenziato ha avuto inizio dal 1998 (vedi Novara) data del Protocollo di Kyoto, senza alcuna sperimentazione, con dell’ottima informazione verso i cittadini e con l’obbligo e il controllo effettuato dall’amministrazione comunale.
Ovviamente i risultati sono ben diversi da quelli di San Giuseppe: eliminazione totale dei cassonetti con relativo aumento di spazio per il parcheggio auto, aumento dei posti di lavoro, riduzione delle bollette per i cittadini, chiusura dell’inceneritore e svuotamento della discarica per la salute sempre dei cittadini.
Quest’esempio fu fatto presente al Sindaco, che rispose con un “sperimenteremo”. Ci chiediamo esattamente che cosa si doveva sperimentare con queste modalità? Il metodo esiste già, ed affermato, non c’era nulla da sperimentareolo, ma solo da applicarlo.
Ricordando quell’assemblea cittadina ci sentiamo particolarmente colpiti dagli abitanti del quartiere a cui porgiamo i nostri ringraziamenti di tutto cuore per l’impegno messo nonostante i paletti messi da Hera, la cattiva informativa fatta, e l’assenza delle amministrazioni comunali.
A voi cittadini del quartiere diciamo grazie, soprattutto pensando che tutto ciò che stavate facendo era in funzione di un futuro migliore per i nostri figli.
Il Prof. Tomatis disse “le generazioni avvenire non ci perdoneranno il danno che gli stiamo arrecando”.

Ecco cos'è successo in Comune per il 118...

118 VETERINARIO

Esprimiamo il nostro vivo dissenso per la notizia diffusa a mezzo stampa da parte dell'Assessore Farabegoli sull’intenzione del Comune di Ravenna di sopprimere il servizio 118 veterinario a Ravenna, Cervia e Russi.
Vorremmo ricordare che questo servizio è d’obbligo ai Comuni per legge e che viene effettuato con il denaro dei cittadini.
Ci chiediamo, altresì, cosa succederà quando uno dei nostri animali dovrà essere soccorso in una giornata festiva o di notte. Lo lasceremo morire per mancanza di fondi?
I fondi del nostro Comune vengono forse destinati ad imprese od iniziative che non giovano alla cittadinanza? Ci auguriamo di no, ma con questa soppressione ogni conclusione è lecita.
Ci auguriamo pertanto che ogni voce venga smentita immediatamente e che venga prontamente rinnovata la convenzione nei termini previsti,

NO B DAY

VIDEO BREVE "PRIMARIE" BREVI

Il nostro no alla Lista Regionale 5 stelle

Ravenna Punto a Capo meetup di Beppe Grillo di Ravenna intende comunicare e spiegare la scelta di non appoggiare la Lista Regionale del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che parteciperà alle elezioni regionali nel marzo prossimo.

Nei mesi scorsi abbiamo partecipato come Provincia di Ravenna alla costruzione per la Lista Regionale in questione mediante le riunioni al tavolo tecnico di Bologna. Tavolo che fin dall’inizio è stato per pochi e scelti…

Durante queste riunioni s’è vista la peggior politica della prima repubblica, fatta di intrallazzi, accordi sottobanco, politica nei corridoi, minacce d’espulsione, decisioni prese, votate e poi rimaneggiate. Tutto ciò che per anni avevamo contestato portando la bandiera di Grillo.

Tutto veniva portato avanti senza metodo né regole, ma la mancanza di regole non genera la democrazia, bensì l’anarchia, dove, purtroppo, vince il più scaltro.

Nonostante ci fossero tre candidati alle primarie per il ruolo di Presidente, con un comunicato da veggente Grillo annuncia sul suo blog che il candidato è Giovanni Favia, neo eletto consigliere comunale a Bologna, che si appresta pertanto a lasciare l’incarico per il quale è stato votato dai cittadini dopo solo 5 mesi.

Successivamente si sono inscenate delle primarie a numero chiuso, con delegati scelti in maniera poco trasparente e con voto palese per la maggioranza di essi.

In vista della presentazione ufficiale alla stampa della Lista Regionale, Ravenna Punto a Capo, L’Occhio verde e il meetup 24 di Ravenna vogliono ribadire ai ravennati che : abbiamo ritirato ogni disponibilità per appoggiare questa politica senza etica, non saremo noi a raccogliere le firme necessarie a Ravenna, e che continueremo a costruire quell’alternativa politica in cui credevamo, fatta dai cittadini con la democrazia dal basso.

Ravenna Punto a Capo

I cocci rotti diventeranno un'anfora (Rinascita, Riciclo, Riutilizzo)

Buongiorno, da qualche anno ognuno di noi ha deciso di rendere costruttivo il proprio malcontento. Associazioni, meetup e liberi cittadini, si sono uniti in un’unica forza per sfociare in lista civica nel 2011, ma soprattutto per unire le forze sul territorio di Ravenna.
Siamo arrivati al tavolo tecnico (chiuso) delle regionali con molta umiltà, per dare una mano nel nostro piccolo. Non credevamo, però, di dover mettere in discussione i nostri principi etici. Abbiamo scelto di fare politica perché quella che ci viene propinata da anni ci disgusta, eppure ci siamo ritrovati di fronte proprio a quella linea politica che contestavamo da anni. C’è sembrato di camminare come i gamberi.
Peccando forse di presunzione e determinazione , abbiamo puntato i piedi su scelte imposte, su chiusure alla partecipazione e alla trasparenza, sul “non metodo” per la costruzione della Lista Regionale in Emilia Romagna.
Come tutte le associazioni abbiamo uno statuto, delle regole, un regolamento etico. Questo c’ha permesso di fare numerose battaglie sul territorio, esposti, inchieste, proposte.
Lavorare con un gruppo che dovrebbe coordinare tutto il territorio regionale senza statuto, né regole, non è stato facile. La totale assenza di regole non è democrazia, è anarchia, dove vince il più furbo.
Abbiamo investito tempo ed energie per formulare proposte (mai rese note in pubblico). Abbiamo presentato dei candidati autorevoli come Cinzia Pasi. Improvvisando video su di lei, perché chi lotta sul territorio da anni senza filmarsi, non c’è sul web e quindi non esiste. Abbiamo creduto di avere una strada comune con obiettivi comuni.
Nei partiti e nei movimenti, ci sono delle tappe fondamentali che o fanno crescere il movimento o lo disgregano. Non avendo delle basi per poter crescere, siamo arrivati alla disgregazione.
In questo momento ciò che ci preoccupa di meno è la sorte della lista regionale, dovremmo essere ciechi per non vedere il dissenso di molti davanti a questa vicenda. Quindi, stiamo pensando a Cinzia, al nostro gruppo, a tutti quelli che si ritrovano negli ideali di democrazia partecipata e dal basso e li vogliono applicare. Quello che c’è mancato per anni sul nazionale è un’identità politica, il metodo, la rete che unisse non solo i meetup, ma anche tutti coloro che collaborano e lavorano con noi. Queste voci dovevano arrivare al tavolo che costruiva la lista regionale, dovevano essere ascoltate e meritavano la possibilità di esprimere un voto. La lettera di Pallante, anche se non scritta per la nostra regione, ritrae benissimo quali erano le aspettative e quali sono stati i “non risultati”.
Bene, crediamo che sia arrivato il momento di rimboccarci le maniche e iniziare a contarci. Vorremmo capire se siamo la minoranza della minoranza, o la maggioranza. Se scopriremo di essere una minoranza non demorderemo, perché le nostre idee saranno sempre con noi e ci caratterizzeranno. Tutto questo percorso è servito per fare il primo passo verso la rinascita del movimento. Sarà un cammino duro e lungo, ma sarà quello in cui crediamo.
Continueremo a lavorare sul locale portando avanti le iniziative congiunte sul territorio nazionale. Abbiamo le capacità per far sì che non sia un momento di frammentazione del movimento, bensì di nascita.
Avendo queste prospettive, non possiamo pertanto continuare a sostenere la lista regionale che ci viene propinata. Chi ritornerà a questo progetto, lo farà esclusivamente a titolo personale. Non come delegato da Ravenna. Diffidiamo chiunque dal presentarsi come nostro delegato.
In questo momento siamo felici, il non essere scesi a compromessi ancora una volta ci permette di continuare in assoluta serenità e lucidità.

Ritiriamo quindi la candidatura per Ravenna di Cinzia Pasi alle “ non primarie” per la presidenza della regione, le nostre candidature, i nostri tecnici, la nostra manovalanza e il nostro supporto. Siamo certi che la lista avrà il percorso che merita e incoronerà il nuovo Capezzone di una politica che non ci appartiene e non ci rappresenta. Di cui ripudiamo la sola idea che si possano minacciare le persone con l’espulsione dal tavolo tecnico perché la pensano in modo diverso. Forse si sta creando una “nuova casta”. Rispettiamo comunque la scelta intrapresa da altri, come vorremmo che fosse rispettata la nostra. “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita purché tu lo possa esprimere”. Questa è la democrazia.

Ravenna Punto a Capo
Meetup-24 Ravenna
L’Occhio Verde

E Miranda è andata via...



Che la legge non sia più uguale per tutti viene messo in discussione anche nelle più alte sfere politiche, ma quando accade nel rispetto delle piccole norme c’è da porsi molte domande.

La settimana scorsa la nostra bella città di Ravenna è stata letteralmente tappezzata da manifesti del Circo di Miranda Orfei. Andando in auto verso la zona ESP mi sono resa conto che la maggior parte dei manifesti erano fuori dagli spazi autorizzati all’ affissione. Presso le due rotonde adiacenti al Centro Commerciale vi erano manifesti sui pali della luce, giganteschi manifesti nelle aiuole, sulle reti di recinzioni.

Come mai chi vuole usufruire delle pubbliche affissioni deve restare nel ripetto degli spazi destinati e pagare le relative tasse e la Signora Orfei no? Abbiamo avvisato la Polizia Municipale dando il beneficio del dubbio che vi fossero nuovi spazi adibiti all’affissione …..Arrivano altre segnalazioni di simili manifesti in altre zone della città, sempre su pali della luce, e poi ,dulcis in fundo ….. volantinaggio in zone pubbliche. Nei giorni di mercato e nel centro di Ravenna dei tristi omini vestiti di rosso, distribuivano materiale pubblicitario sempre del Circo in questione. Strano! Eppure c’è un’ordinanza Comunale che vieta il volantinaggio pubblicitario. A quel punto visto che verba volant ma scripta manent, abbiamo presentato la segnalazione scritta con foto di tutto ciò al Comune e alla Polizia Municipale.

E’ passata una settimana, Miranda Orfei è andata via con i suoi manifesti, i suoi tristi omini vestiti di rosso ed i suoi infelici animali. Ciò che invece non è andata via è la domanda: quale sanzione? Questo è il rispetto nei confronti dei cittadini che pagano le tasse dovute e rispettano le regole? Boh! INon abbiamo vuto alcuna risposta, solo silenzio …… Forse lo stesso silenzio che alcuni avrebbero voluto da noi. Purtroppo in città c’è ancora chi crede nell’Art. 3 della Costituzione “la Legge è uguale per tutti”, anche per Orfei…

Al prossimo Circo

Samantha Comizzoli

Il rastrello municipale

Leggiamo dalla stampa locale dell’ennesimo rastrellamento di biciclette presumibilmente abbandonate nel centro di Ravenna eseguito dalla Polizia Municipale.
L'azione ,motivata da una cura dell’immagine e del decoro, è sicuramente legittima, peccato però che fra i ferri vecchi portati via potrebbero esserci anche molte biciclette legittimamente di proprietà di alcuni ignari cittadini. le zone di via Tombesi dall’Ova e via Sant’Agata sono infatti frequentate da studenti universitari che, lasciate lì le loro biciclette, magari non nuove, le hanno credute rubate mentre erano state semplicemente rimosse dalla Polizia Municipale. Non si potrebbe avvisare nelle zone di rimozione e fuori dal Comando della Polizia Municipale che sono state raccolte delle biciclette? Così qualche cittadino privato della sua bicicletta potrebbe andare a controllare. Sicuramente alcune biciclette sono rimosse anche
perché fuori delle rastrelliere portabici, ma come dare torto ai cittadini ? Le rastrelliere non sono sicuramente sufficienti per un centro storico che si frequenta solo a piedi o in bicicletta, sarebbe di certo utile metterne qualcuna in più: meno lavoro per la Polizia Municipale, meno costi per i cittadini che devono poi ricomprarsele e più ordine e decoro per la città di Ravenna.

Ravenna Punto a Capo

POLPETTE AVVELENATE

COMUNICATO STAMPA DI SOSTEGNO ALLA SIGNORA SERENA SULL’AVVELENAMENTO PER POLPETTE AVVELENATE

Oggi da una lettera della Signora Serena pubblicata sul “Resto del Carlino” apprendiamo nuovamente della triste realtà che si propone ogni anno in questo periodo fra Madonna dell’Albero e S.Bartolo: le polpette avvelenate che uccidono i nostri amici più fedeli.
Ogni anno, infatti, questa storia si ripropone, questo REATO si ripropone con l’indifferenza di tutti….tutti tranne i cani che muoiono sofferenti e i loro padroni disperati ed impotenti davanti alla veloce morte.
In passato cercammo di informare persone che portano a passeggiare i loro cani in quella zona. Speriamo che con questo comunicato stampa e con lo scritto della signora, non solo si riesca ad allertare un maggior numero di persone, ma che qualcuno inizi ad indagare su questi reati. Uccidere è un reato, e in questo caso sulla polpetta non vi è l’indirizzo del destinatario, potrebbe toccarla o ingerirla chiunque, cani o persone.
Ad ogni reato segue un preciso Articolo del Codice Penale, questo vorremmo ricordarlo al “boia” di animali della zona.
Le associazioni L’Occhio Verde e Ravenna Punto a Capo chiedono alle forze dell’Ordine di intervenire e fermare la mano assassina, che infrange le leggi di questo Stato.
Porgiamo un abbraccio alla signora Serena e a tutti coloro che in questi anni hanno perso i loro amici in questo modo.

Associazioni L’Occhio Verde
Ravenna Punto a Capo

Il piano dell'arenile

La parola d’ordine “ufficiale” per il Piano dell’Arenile, dopo che la Regione ha dettato le Linee Guida per una Gestione Integrata delle Zone Costiere (GITZ), tutte teoricamente protese a salvaguardare le ultime e sempre più sottili linee di spiaggia e i miseri residui di duna, doveva essere la difesa ad oltranza delle spiagge e delle dune.

All’inizio di questo decennio oltre 12mila cittadini, naturalisti e personalità del mondo socio-culturale nazionale (tra cui registi, scrittori, premi Nobel). avevano sottoscritto la petizione del gruppo “LA DUNA VIVA”, per la difesa delle dune e del diritto alla spiaggia libera; ma il Comune aveva rinviato ogni decisione alla stesura del Piano dell’Arenile, promesso -era il 2001- “a breve”.

Son passati oltre sette anni per vederlo apparire all’orizzonte questo Piano dell’Arenile, e nel frattempo, sono state date nuove concessioni ed autorizzato espansioni, e si è costruito con finalità totalmente diverse da quelle tracciate dal Master Plant del Parco e dalle linee della GIZC. Il nuovo progetto è proiettato ad essere “uno strumento capace di aprire una nuova stagione per le spiagge ravennati”. “E’ stato individuato un piano dell’arenile –ha dichiarato alla presentazione il Sindaco Matteucci- che offrirà il massimo delle opportunità e servirà a destagionalizzare e diversificare l’offerta turistica dei nostri duecento stabilimenti balneari, che hanno un’attività troppo legata ai mesi estivi”.

Via libera, allora, ai centri benessere in spiaggia, con vasche di idromassaggio, massaggiatori e fisioterapisti in aperta concorrenza con gli appositi centri, bagno turco, aree polifunzionali, spazi per lo sport , beach stadium, attività amatoriali, manifestazioni di “livello” ed anche fantastiche ed esaltanti iniziative come il mare d’inverno e il ... mercatino di Natale sulla spiaggia. Sono previste anche possibili aggregazioni tra bagni, che privatizzeranno ulteriormente gli spazi attualmente a libera fruizione.

Il tutto “ovviamente” nel dichiarato rispetto e nella tutela dell'ambiente. Perchè, dice il sindaco Matteucci, "la spiaggia e' il piatto forte della nostra offerta turistica". Gli rispondiamo con una frase, da una lettera che ci ha inviato un cittadino austriaco in vacanza a Ravenna: "...Poi ...siamo andati a Marina per la notte. Al mattino abbiamo visto che Marina è quasi sotto il polo industriale e i fumi ci arrivano diretti… perchè restare qui? Siamo partiti per Senigallia: depliant dice: bandiera blu!"

La smaccata adesione alle esigenze imprenditoriali dei bagnini da parte dell'amministrazione comunale è confermato dall’ evidenza: a cominciare dalle enormi spese sostenute per i continui ripascimenti nelle spiagge in erosione, dagli eccessi di disponibilità che ha concesso ai “bagni” di trasformarsi in ristoranti ed intrattenitori musicali a scapito di altra imprenditoria, dai costi sostenuti dalla comunità locale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti, per i navetti gratuiti, per la creazione di parcheggi, per l’illuminazione degli stradelli e per l’intervento di “qualificazione” (con un costo di 5 milioni di euro) dello stradello retrodunale.

Se poi aggiungiamo che il tutto fa parte dell’immensa opera di cementificazione speculativa compiuta, e che tuttora continua a tappe forzate, a Marina, Porto Corsini, Casal Borsetti, che ha snaturato profondamente comunità marinare e località balneari provocando, da una parte, la fuga dei residenti e dall’altra la trasformazione dei centri abitati in luoghi di esclusivo uso commecial-turistico-affaristico, per un consumismo sempre più ossessivo, NON POSSIAMO CHE ESPRIMERE, in conclusione, TUTTA LA NOSTRA OPPOSIZIONE A QUESTO PIANO DELL’ARENILE .

MA NON PRESENTEREMO ALCUNA OSSERVAZIONE.

Da tempo abbiamo constatato come l’Amministrazione di Ravenna perseveri in un sistema di democrazia dichiarata ma non compiuta: le osservazioni presentate ai vari Piani PSC, PGTU, ZOO, per tacere di quelle avanzate su nuovi insediamenti produttivi, ecc. ecc. sono state sempre dichiarate incredibilmente “non pertinenti” e talvolta nemmeno degne di una spiegazione o di una contro-osservazione (come successo, ad esempio per le ultime 860 osservazioni sullo zoo-safari), in un deficit totale di democrazia partecipata e contrasto a tutte le forme di cittadinanza attiva: i cittadini fuori dal Palazzo!!!

Ravenna Viva
Legambiente
Ravenna Punto a Capo
Clan-Destino
Associazione Naturista

Mafia e Stato: guerra o compromesso?



Conferenza del 24 settembre avuta a Ravenna - 25 settembre 2009
Ieri 24 settembre a Ravenna si è ritornato a parlare di mafia, e con due ospiti illustri: il Dott. Gioacchino Genchi e Benny Calasanzio .
Crediamo che per la nostra città sia stato un onore averli avuti come ospiti, anzi vista la numerosa partecipazione di pubblico, ne siamo certi.
Le due testimonianze sono state emozionanti e molto intense, anche perché scaturite dall’esperienza diretta professionale ed umana.
Benny Calasanzio ha perso il nonno e lo zio perché uccisi dalla mafia. Il Dott. Genchi ha affiancato nelle indagini Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Luigi De Magistris. Quando Paolo Borsellino fu ucciso, Genchi arrivò in via D’Amelio , il luogo della strage , per la perizia. Ieri sera ha parlato anche di quest’esperienza terribile.
Il pubblico è rimasto incollato alle sedie fino al termine della conferenza a tarda ora. Al termine tutti hanno potuto intrattenersi con i relatori mentre ci si rilassava al buffet offerto dall’associazione.
Con il presente comunicato stampa intendiamo ringraziare i numerosi cittadini di Ravenna e degli altri Comuni vicini che hanno partecipato ieri sera alla conferenza.
Ravenna Punto a Capo attende con ansia l’uscita del libro del Dott. Genchi che rivelerà tutto dell’archivio Genchi agli italiani. in tale occasione lo abbiamo invitato nuovamente a Ravenna.

Ravenna Punto a Capo

Solidarietà a Pino Masciari

Qualche mese fa le nostre associazioni hanno avuto l’onore di portare a Ravenna in una conferenza presso la sala D’Attorre il testimone di giustizia Pino Masciari e Salvatore Borsellino, fratello del Magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia.
Masciari non è il solito commerciante che denunciò i suoi estorsori, bensì uno dei sette testimoni di giustizia più importanti in Italia che hanno permesso l’arresto di boss dell’ ‘ndrangheta e di un magistrato corrotto da essa.
Per questa denuncia di dovere civile, Masciari vive da 15 anni come recluso, senza una vita.
Un mese fa presso l’ex ditta di Masciari a Serra San Bruno in Calabria è stato trovato, prima dello scoppio, un ordigno espolosivo.
Qualche giorno fa uno sconosciuto si è introdotto nella residenza segreta dei Masciari. Ciò è avvenuto di notte, mentre i Masciari dormivano e , svegliati dai passi, hanno sorpreso l’uomo che si è gettato dal balcone assieme ad un secondo uomo e dati alla fuga con un’auto che li aspettava in strada.
Non è chiaro se fossero solamente dei balordi entrati per rubare ignari di chi fosse l’abitazione, quello che è certo è che se anche dei balordi riescono ad entrare in una casa che dovrebbe essere super protetta dallo Stato, può entrarci chiunque. E l’’ndrangheta adesso lo sa.
La sicurezza di Masciari era già stata messa a repentaglio dallo sbandieramento dei dati ad opera di Alfredo Mantovano, colui che dovrebbe provvedere alla sicurezza di Masciari. Se lo Stato combatte la mafia deve garantire la sicurezza dei testimoni di giustizia oppure sorgerà il dubbio che anch’esso sia colluso.
La scelta della denuncia che è stata fatta da quest’imprenditore dovrebbe essere la scelta di tutti. L’onestà, la legalità, il senso civico dovrebbero essere le nostre scelte, ma tutto ciò diventa ancora più difficile se è proprio lo Stato ad abbandonare i cittadini e a mettere a serio rischio di vita chi denuncia e testimonia.
Questo comunicato stampa è per rendere noti gli avvenimenti degli ultimi tempi ai danni dei Masciari, poiché sulle testate giornalistiche nazionali non si trova la notizia che da giorni corre via internet.
Ci auguriamo che lo Stato dimostri la sua posizione contro la mafia rendendo sicura la vita di Pino, di sua moglie e dei suoi figli. Cogliamo l’occasione di questo scritto per invitare il Sindaco di Ravenna ad offrire la cittadinanza onoraria a Pino Masciari come forma di solidarietà e di secco “no” alla mafia, così come hanno già fatto moltissimi Comuni italiani.
Chiudiamo con un abbraccio alla famiglia Masciari.
Associazione l’Occhio Verde
Collettivo Byzantium meetup di Beppe Grillo
Gruppo Punto a Capo

E I RIFIUTI RESTARONO IN CENTRO....

VIDEO INAUGURAZIONE ISOLA INTERRATA

Inaugurazione Isola interrata

Inaugurazione isola interrata in piazza A. Costa - Settembre 2009

In riferimento ai commenti dell’Assessore Dradi e dal Sindaco Matteucci riportati dalla stampa odierna relativamente alla nostra presenza all’inaugurazione dell’isola ecologica interrata di Hera in piazza A. Costa, vi porgiamo la nostra risposta.
Definirci “criticoni di professione” è la solita metodologia vecchia per denigrare le legittime domande di cittadini informati. Definirci “ambientalisti” è altresì errato poiché l’ambiente è di tutti, siamo solo liberi cittadini.
L’isola “ecologica” in Piazza A. Costa ha tolto spazio al cittadino, poiché per installare le 5 torrette di spazzatura hanno tolto parte delle portabiciclette, le panchine e le fioriere con esiti estetici quanto meno discutibili.
E’ stata messa mano , e ruspa, a una zona storica di Ravenna eliminando reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi, per ritrovarli, poi, in discarica.
Sottolineare che il servizio dell’isola di Hera sia attivo 24 su 24 non ha senso, in quanto non ci risulta che normalmente i cassonetti chiudano per riposo o per turno serale. Sul servizio “cassonetti” non è cambiato nulla, si continua a conferire nei cassonetti che porteranno tutto in discariche già piene.
Leggiamo sul manuale distribuito da Hera in Piazza Costa, che con la nascita dell’isola ecologica , il servizio di porta a porta in centro storico, particolarmente importante per i commercianti del centro, viene annullato a partire dal 1 di ottobre, inoltre verranno rimossi dal centro cittadino ben 175 cassonetti, di conseguenza i cittadini saranno costretti ad un continuo pellegrinaggio in piazzetta Costa per conferire i rifiuti in contenitori assolutamente inadeguati per capienza e numero, al modico costo per le tasche dei cittadini di 270mila euro.
Sono 10 anni che in molti comuni italiani è partito il servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti con conseguente riciclo del materiale, chiusura degli inceneritori, eliminazione delle discariche, creazione di posti di lavoro, diminuzione della TARSU per i cittadini, totale eliminazione dei cassonetti dando spazio ai cittadini. Con un investimento pari a quello di anche solo di una delle isole interrate in progetto si finanzierebbe il porta a porta in tutta Ravenna.
Alla domanda posta al Sindaco del perché sia stata scelta l’isola interrata piuttosto del porta a porta, la sua risposta è stata che è per abbellire la piazza …..Piazza Costa era già bella com’era, disegnata e costruita dai nostri avi. Rispettiamo il passato e progettiamo il futuro con più umiltà..


Ravenna Punto a Capo

Presentato il ricorso contro lo zoo



Il giorno 4 novembre 2009 le associazioni LAC, LAV, WWF, Ravenna Punto a Capo, L’Occhio Verde, Ravenna Viva, Animal Liberation, Clan-Destino, Cruelty Free, Animal Freedom, Colletivo Byzantium hanno notificato tramite l’Avvocato Valentina Stefutti di Roma un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica sul progetto Zoo a Ravenna.
Il ricorso frutto dell’unione delle sopracitate associazioni, è verso il Comune di Ravenna, la Provincia di Ravenna, la Regione Emilia Romagna e Alfa 3000.
I punti contestati sull’iter autorizzativo allo zoo, il progetto e le finalità sono moltissimi. Dalla mancanza di Valutazione d’Incidenza Ambientale, all’inutilità e diseducatività del progetto.
Alcuni punti del ricorso erano già stati portati alla luce negli anni fra le 806 osservazioni presentate da cittadini e associazioni e ignorate dal Comune. Altri punti sono frutto dello studio approfondito degli atti pubblici che riguardano il progetto dello zoo. Altri punti ancora, fondamentali, sono stati abilmente scoperti dall’Avvocato Stefutti.
Nel mese di giugno 2009 il Comune di Ravenna approvò la delibera che doveva mettere fine alla vicenda zoo. Avevamo annunciato che non ci saremmo fermati e non avremmo accettato compromessi. Ecco, quindi, lo studiato e meditato ricorso.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
RAVENNA PUNTO A CAPO

venerdì 2 aprile 2010

Zoo: nomina di un intermediario?

ZOO: NOMINA DI UN INTERMEDIARIO ??? LE ASSOCIAZIONI NON CI STANNO !!! Giugno 2009

Il giorno 29 giugno 2009 presso il Consiglio Comunale di Ravenna abbiamo assistito all'approvazione definitiva del progetto zoo, contro cui stiamo lottando da anni. Sono state ignorate le nostre voci e quelle dei cittadini, le osservazioni, l’etica e la correttezza dell'iter amministrativo della vicenda iniziata nel 2002. Eravamo vestiti di bianco per evidenziare il nostro movimento pacifico ma coeso. Eravamo vestiti di bianco per evidenziare le nostre anime bianche da quelle nere di chi vuole imprigionare gli animali e devastare il nostro territorio. La “ciliegina sulla torta” è stata messa dal Sindaco Matteucci con l’annuncio dell'istituzione di un mediatore per le Associazioni e monitorare il “benessere degli animali”,. Persona designata il Verde Marco Ferrari che, tra l’altro, pare non avere competenze specifiche, non essendo veterinario, né etologo, né animalista.
E’ inaccettabile che le Associazioni lo riconoscano perché è inverosimile concedere l’avallo ad un progetto scellerato, accettando la proposta di controllare la sua “corretta” realizzazione a termine di legge, quando non c’è nulla di corretto nel realizzare un luogo che altri non è che uno zoo, a dispetto della definizioni edulcorate di parco faunistico che vogliono propinarci.
Proposta che Sindaco non ha certo ritenuto opportuno sottoporre ed eventualmente condividere, ma l’ha semplicemente calata dall’alto, alla faccia della partecipazione creando ancora più sconcerto.
E’ inaccettabile ed ipocrita la figura del garante perché non ci può essere benessere per degli animali che vivono in uno stato di detenzione imposto, in ambiente non autoctono che potrebbe mettere a repentaglio are naturalistiche protette e ancor peggio a fine di lucro. Quale benessere dovrebbero avere gli uccelli a cui vengono tarpate le ali per impedirgli di volare?
Questo tentativo ipocrita di dare un contentino alle associazioni non ha il fine di fermare lo zoo, punto fermo del nostro coordinamento. Le Associazioni, firmatarie di questo comunicato, avevano già presentato avviso (ed alcune anche diffida) ai Consiglieri Comunali A non votare lo zoo, poiché con il loro voto avrebbero responsabilmente approvato un iter amministrativo dubbio, non democratico e privo di ogni etica. Le dichiarazioni “aberranti” fatte in Consiglio Comunale sono state non solo sentite da noi, ma volutamente filmate come documentazione . Le presenti Associazioni rispediscono al mittente l’invito del Sindaco e rifiutano ogni incontro con il Sign. Ferrari per mediare sullo zoo e ribadiscono la volontà di continuare a lottare contro la sua realizzazione.
“Le associazioni non si siederanno mai ad un tavolo con qualsivoglia esperto intermediario o sindaco per mediare sullo zoo”.
LORO NON MOLLERANNO MAI, NOI NEMMENO !!!!

Associazione L’Occhio Verde
Associazione Collettivo Byzantium - meetup di Beppe Grillo
Associazione Ravenna Viva
Associazione Clan-Destino
Associazione Animal Liberation
Associazione Cruelty Free
Associazione Attac Ravenna
Associazione Naturista Ravenna