sabato 3 aprile 2010

I cocci rotti diventeranno un'anfora (Rinascita, Riciclo, Riutilizzo)

Buongiorno, da qualche anno ognuno di noi ha deciso di rendere costruttivo il proprio malcontento. Associazioni, meetup e liberi cittadini, si sono uniti in un’unica forza per sfociare in lista civica nel 2011, ma soprattutto per unire le forze sul territorio di Ravenna.
Siamo arrivati al tavolo tecnico (chiuso) delle regionali con molta umiltà, per dare una mano nel nostro piccolo. Non credevamo, però, di dover mettere in discussione i nostri principi etici. Abbiamo scelto di fare politica perché quella che ci viene propinata da anni ci disgusta, eppure ci siamo ritrovati di fronte proprio a quella linea politica che contestavamo da anni. C’è sembrato di camminare come i gamberi.
Peccando forse di presunzione e determinazione , abbiamo puntato i piedi su scelte imposte, su chiusure alla partecipazione e alla trasparenza, sul “non metodo” per la costruzione della Lista Regionale in Emilia Romagna.
Come tutte le associazioni abbiamo uno statuto, delle regole, un regolamento etico. Questo c’ha permesso di fare numerose battaglie sul territorio, esposti, inchieste, proposte.
Lavorare con un gruppo che dovrebbe coordinare tutto il territorio regionale senza statuto, né regole, non è stato facile. La totale assenza di regole non è democrazia, è anarchia, dove vince il più furbo.
Abbiamo investito tempo ed energie per formulare proposte (mai rese note in pubblico). Abbiamo presentato dei candidati autorevoli come Cinzia Pasi. Improvvisando video su di lei, perché chi lotta sul territorio da anni senza filmarsi, non c’è sul web e quindi non esiste. Abbiamo creduto di avere una strada comune con obiettivi comuni.
Nei partiti e nei movimenti, ci sono delle tappe fondamentali che o fanno crescere il movimento o lo disgregano. Non avendo delle basi per poter crescere, siamo arrivati alla disgregazione.
In questo momento ciò che ci preoccupa di meno è la sorte della lista regionale, dovremmo essere ciechi per non vedere il dissenso di molti davanti a questa vicenda. Quindi, stiamo pensando a Cinzia, al nostro gruppo, a tutti quelli che si ritrovano negli ideali di democrazia partecipata e dal basso e li vogliono applicare. Quello che c’è mancato per anni sul nazionale è un’identità politica, il metodo, la rete che unisse non solo i meetup, ma anche tutti coloro che collaborano e lavorano con noi. Queste voci dovevano arrivare al tavolo che costruiva la lista regionale, dovevano essere ascoltate e meritavano la possibilità di esprimere un voto. La lettera di Pallante, anche se non scritta per la nostra regione, ritrae benissimo quali erano le aspettative e quali sono stati i “non risultati”.
Bene, crediamo che sia arrivato il momento di rimboccarci le maniche e iniziare a contarci. Vorremmo capire se siamo la minoranza della minoranza, o la maggioranza. Se scopriremo di essere una minoranza non demorderemo, perché le nostre idee saranno sempre con noi e ci caratterizzeranno. Tutto questo percorso è servito per fare il primo passo verso la rinascita del movimento. Sarà un cammino duro e lungo, ma sarà quello in cui crediamo.
Continueremo a lavorare sul locale portando avanti le iniziative congiunte sul territorio nazionale. Abbiamo le capacità per far sì che non sia un momento di frammentazione del movimento, bensì di nascita.
Avendo queste prospettive, non possiamo pertanto continuare a sostenere la lista regionale che ci viene propinata. Chi ritornerà a questo progetto, lo farà esclusivamente a titolo personale. Non come delegato da Ravenna. Diffidiamo chiunque dal presentarsi come nostro delegato.
In questo momento siamo felici, il non essere scesi a compromessi ancora una volta ci permette di continuare in assoluta serenità e lucidità.

Ritiriamo quindi la candidatura per Ravenna di Cinzia Pasi alle “ non primarie” per la presidenza della regione, le nostre candidature, i nostri tecnici, la nostra manovalanza e il nostro supporto. Siamo certi che la lista avrà il percorso che merita e incoronerà il nuovo Capezzone di una politica che non ci appartiene e non ci rappresenta. Di cui ripudiamo la sola idea che si possano minacciare le persone con l’espulsione dal tavolo tecnico perché la pensano in modo diverso. Forse si sta creando una “nuova casta”. Rispettiamo comunque la scelta intrapresa da altri, come vorremmo che fosse rispettata la nostra. “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita purché tu lo possa esprimere”. Questa è la democrazia.

Ravenna Punto a Capo
Meetup-24 Ravenna
L’Occhio Verde

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