sabato 3 aprile 2010

Il piano dell'arenile

La parola d’ordine “ufficiale” per il Piano dell’Arenile, dopo che la Regione ha dettato le Linee Guida per una Gestione Integrata delle Zone Costiere (GITZ), tutte teoricamente protese a salvaguardare le ultime e sempre più sottili linee di spiaggia e i miseri residui di duna, doveva essere la difesa ad oltranza delle spiagge e delle dune.

All’inizio di questo decennio oltre 12mila cittadini, naturalisti e personalità del mondo socio-culturale nazionale (tra cui registi, scrittori, premi Nobel). avevano sottoscritto la petizione del gruppo “LA DUNA VIVA”, per la difesa delle dune e del diritto alla spiaggia libera; ma il Comune aveva rinviato ogni decisione alla stesura del Piano dell’Arenile, promesso -era il 2001- “a breve”.

Son passati oltre sette anni per vederlo apparire all’orizzonte questo Piano dell’Arenile, e nel frattempo, sono state date nuove concessioni ed autorizzato espansioni, e si è costruito con finalità totalmente diverse da quelle tracciate dal Master Plant del Parco e dalle linee della GIZC. Il nuovo progetto è proiettato ad essere “uno strumento capace di aprire una nuova stagione per le spiagge ravennati”. “E’ stato individuato un piano dell’arenile –ha dichiarato alla presentazione il Sindaco Matteucci- che offrirà il massimo delle opportunità e servirà a destagionalizzare e diversificare l’offerta turistica dei nostri duecento stabilimenti balneari, che hanno un’attività troppo legata ai mesi estivi”.

Via libera, allora, ai centri benessere in spiaggia, con vasche di idromassaggio, massaggiatori e fisioterapisti in aperta concorrenza con gli appositi centri, bagno turco, aree polifunzionali, spazi per lo sport , beach stadium, attività amatoriali, manifestazioni di “livello” ed anche fantastiche ed esaltanti iniziative come il mare d’inverno e il ... mercatino di Natale sulla spiaggia. Sono previste anche possibili aggregazioni tra bagni, che privatizzeranno ulteriormente gli spazi attualmente a libera fruizione.

Il tutto “ovviamente” nel dichiarato rispetto e nella tutela dell'ambiente. Perchè, dice il sindaco Matteucci, "la spiaggia e' il piatto forte della nostra offerta turistica". Gli rispondiamo con una frase, da una lettera che ci ha inviato un cittadino austriaco in vacanza a Ravenna: "...Poi ...siamo andati a Marina per la notte. Al mattino abbiamo visto che Marina è quasi sotto il polo industriale e i fumi ci arrivano diretti… perchè restare qui? Siamo partiti per Senigallia: depliant dice: bandiera blu!"

La smaccata adesione alle esigenze imprenditoriali dei bagnini da parte dell'amministrazione comunale è confermato dall’ evidenza: a cominciare dalle enormi spese sostenute per i continui ripascimenti nelle spiagge in erosione, dagli eccessi di disponibilità che ha concesso ai “bagni” di trasformarsi in ristoranti ed intrattenitori musicali a scapito di altra imprenditoria, dai costi sostenuti dalla comunità locale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti, per i navetti gratuiti, per la creazione di parcheggi, per l’illuminazione degli stradelli e per l’intervento di “qualificazione” (con un costo di 5 milioni di euro) dello stradello retrodunale.

Se poi aggiungiamo che il tutto fa parte dell’immensa opera di cementificazione speculativa compiuta, e che tuttora continua a tappe forzate, a Marina, Porto Corsini, Casal Borsetti, che ha snaturato profondamente comunità marinare e località balneari provocando, da una parte, la fuga dei residenti e dall’altra la trasformazione dei centri abitati in luoghi di esclusivo uso commecial-turistico-affaristico, per un consumismo sempre più ossessivo, NON POSSIAMO CHE ESPRIMERE, in conclusione, TUTTA LA NOSTRA OPPOSIZIONE A QUESTO PIANO DELL’ARENILE .

MA NON PRESENTEREMO ALCUNA OSSERVAZIONE.

Da tempo abbiamo constatato come l’Amministrazione di Ravenna perseveri in un sistema di democrazia dichiarata ma non compiuta: le osservazioni presentate ai vari Piani PSC, PGTU, ZOO, per tacere di quelle avanzate su nuovi insediamenti produttivi, ecc. ecc. sono state sempre dichiarate incredibilmente “non pertinenti” e talvolta nemmeno degne di una spiegazione o di una contro-osservazione (come successo, ad esempio per le ultime 860 osservazioni sullo zoo-safari), in un deficit totale di democrazia partecipata e contrasto a tutte le forme di cittadinanza attiva: i cittadini fuori dal Palazzo!!!

Ravenna Viva
Legambiente
Ravenna Punto a Capo
Clan-Destino
Associazione Naturista

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