sabato 3 aprile 2010

Le 10 domande a Matteucci su Hera

Riportiamo integralmente le 10 domande che abbiamo posto al sindaco Matteucci su Hera:


1. Certificato antimafia rilasciato ad Hera Comm Mediterranea srl?
Hera spa dichiara che questa sua società controllata al 50,01% non ha bisogno di chiedere il certificato antimafia, si afferma però che la stessa “dispone tutt'ora di regolare certificato antimafia”.
Si chiede, Chi ed in che Data è stato rilasciato il certificato antimafia, se e quali accertamenti a tal fine sono stati fatti e se fra questi vi sia anche quello sugli effettivi proprietari del 49,99% di capitale della stessa società che risulta coperto da “segreto fiduciario”?

2. Attività di Hera Comm Mediterranea srl?
Fra i poteri attribuiti al Presidente di Hera Comm Mediterranea srl vi sono:<< Rapporti con la pubblica amministrazione ed altri enti pubblici. Rappresentare la società nei confronti della pubblica amministrazione... Appalti, gare e licenze. Stipulare contratti di appalto; concorrere a gare bandite… da Enti pubblici governativi, regionali o locali ed ogni altra pubblica amministrazione...>>.
Si chiede, se la Società ha avuto rapporti con amministrazioni pubbliche a qualsiasi titolo (lavori, servizi, forniture, concessioni, autorizzazioni, licenze, forniture, etc) e se in questi casi ha omesso di segnalare, in contrasto con le norme antimafia, la propria condizione societaria con il 49,99 di capitale coperto da segreto fiduciario?

3. Identità dei proprietari del Capitale coperto da segreto fiduciario?
Fuori dai risvolti penali ed al di là degli eventuali illeciti, connessi con il comportamento della società con riferimento alle domande precedenti, e ricordando che, a Roma, tutti i partiti che fanno parte della Giunta Regionale hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario Cosentino.
Si chiede al Sindaco se non ritiene opportuno chiedere che nel gruppo Hera non vi siano società delle quali la proprietà del capitale sia comunque sconosciuta e nel caso specifico se non ritiene necessario invitare il Presidente di Hera spa a chiedere la immediata emersione della proprietà del capitale o la immediata uscita da Hera Comm Mediterranea srl?

4. Calenia Energia spa?
Nella ricostruzione delle vicende societarie di Calenia Energia spa, società in affari con Hera Comm Mediterranea srl, si fornisce solo il dato della partecipazione (15% di Hera spa e dell'85% EGL). Informiamo il Sindaco che Calenia Energia spa, gestore dell'impianto di turbogas a Sparanise, ha la sua sede legale a Genova, qui trasferita da Caserta e precedentemente con sede ad Ercolano (NA) e che EGL, presentata come multinazionale svizzera, è in realtà una società con sede in un “paradiso fiscale”, il Lussemburgo.
Si chiede se sono note le ragioni di questi strani trasferimenti e soprattutto se sono note e chi sono le persone che detengono la proprietà o il controllo del capitale di questa società lussemburghese?

5. Sistema delle nomine degli organi delle società?
La questione attiene ad un problema di trasparenza e di sottrazione alla spartizione partitocratica di incarichi guidata da interessi lontani anni luce dalla tutela dell'interesse pubblico.
Si chiede al Sindaco quale iniziativa intende assumere nei confronti di Hera spa per rendere trasparente il sistema delle nomine degli organi societari della capogruppo e delle 51 società controllate o partecipate?

6. Il Collegio sindacale di hera spa ed il controllo?
Hera spa giustifica il cumulo delle nomine dei membri del collegio sindacale sulla base di presunti indirizzi della Consob, citati ad arte per giustificare solo quello che interessa. Quello che interessa i cittadini è la trasparenza delle modalità di nomina e la mancanza di fatto della indipendenza di questo organo di controllo, che i fatti e gli atti stanno a testimoniare.
Si chiede al riguardo se il Sindaco conosce le relazioni del Collegio sindacale sui bilanci consolidati di Hera spa degli ultimi cinque anni e se in queste sono rinvenibili le presenze dei sindaci di Hera spa in tutte le società controllate o partecipate, se sono rinvenibili le indennità percepite, se sono rinvenibili valutazioni su tutte le società del gruppo, con riferimento alla conformità della loro costituzione e delle loro finalità con le norme che regolano l'attività di società “in-house” operanti nei servizi pubblici, le norme del codice dei contratti pubblici, le norme sulle società miste sancite dall’art. 13 della 248/2006, cosiddetta “legge Bersani”?

7. Il caso SEI spa e SET spa?
Nella relazione del Collegio Sindacale di Hera spa sul bilancio consolidato 2008, delle 51 società controllate o partecipate si trovano riferimenti a sole 4 società, con informazioni insignificanti di qualche riga. Nel caso di SEI spa, si informa l'assemblea dei Soci che “Hera spa ha acquistato da Ratia Energie Ag il 20% del capitale sociale di Sei Spa”. Sorvolando sulla inesistenza di una società di nome Ratia Energie Ag, che in realtà è “RAETIA ENERGIE A.G.”, nulla viene detto sulla legittimità di questa presenza, nulla sui partners presenti e nulla sulla stessa società venditrice. Eppure lo stesso organo di controllo esprime ben due presenze in un'altra società del gruppo, la SET spa, nella quale Hera spa ha come unico partner sempre RAETIA ENERGIE A.G.. Entrambe le società, SEI spa e SET spa, hanno sede legale nello stesso indirizzo a Milano mentre le attività operative, come in altri casi, sono rispettivamente a Montebello Ionico (Reggio Calabria) e Teverola (Caserta).
Si chiede, se è stata valutata la legittimità di queste partecipazioni in capo ad una società tutt'ora affidataria di servizi pubblici monopolistici senza alcuna verifica di mercato e, vista la collocazione geografica delle attività operative, se almeno sono note e chi sono le persone fisiche che hanno la proprietà o il controllo del Capitale di questa società estera operante in Italia?

8. Il costo degli Organi della Società capogruppo e delle società controllate?
Nel sito di Hera spa sono segnalate solo le retribuzioni dei consiglieri della capogruppo. I 15 consiglieri indipendenti, senza incarichi operativi, hanno percepito nel 2008 100 mila euro ciascuno per un impegno di n.12 (dodici) riunioni dell'Organo nel quale sono stati nominati, oltre a non specificati “benefici non monetari” per diverse migliaia di euro. Sullo stesso sito, nulla viene comunicato sulle retribuzioni dei “nominati” negli organi amministrativi e di controllo delle società controllate o partecipate, circa 600 beneficiari.
Si chiede, nell’attuale contesto, se sia politicamente ed eticamente sostenibile una retribuzione pari a circa 3.000 euro per ogni ora di impegno dei Consiglieri di Hera spa, attribuita comunque anche ai Consiglieri assenti alle riunioni del CdA e che cosa il Sindaco intende fare in proposito in occasione della prossima assemblea di Bilancio e se intende chiedere di rendere trasparenti le nomine e le relative retribuzioni nelle società controllate o partecipate?

9. Le politiche e le strategie?
Nei documenti di bilancio del comune degli ultimi 5 anni non è rintracciabile alcuna minima valutazione del Sindaco, della Giunta e del Consiglio sulle politiche industriali di Hera spa e tanto meno la definizione di indirizzi nei confronti di una società nella quale il 58% del capitale è pubblico e nella quale, in netto contrasto con le direttive europee, quasi tutti i soci pubblici hanno conferito la proprietà delle reti e delle infrastrutture.
Si chiede al Sindaco: se intende dare ascolto alla rete regionale di associazioni e di cittadini che hanno deciso di aprire una vertenza per “Un’altra Hera”, se e come intende definire indirizzi per le politiche energetiche ed ambientali della società monopolista di gran parte dei servizi pubblici locali, anche alla luce dell'art.15 della legge 133/2009 che impone la vendita di azioni pubbliche e che trasformerà hera spa, con la connessa proprietà delle reti e infrastrutture, in una società di diritto privato che entro il 2012 non avrà più una maggioranza pubblica?

10. Confronto e trasparenza?
Il caso “Hera-Cosentino” è in realtà solo la punta dell’iceberg di un “caso Hera”. Un caso emblematico e forse la metafora che meglio rappresenta il degrado della Politica e della Amministrazione dei beni pubblici, della privatizzazione della spesa pubblica in una economia senza mercato, degli affari per gli affari con soldi senza odore.

Confidiamo, anche a nome di molti che ci hanno sollecitato a formulare queste 10 domande, nelle pronte risposte e nelle conseguenti iniziative. Restiamo in attesa ed inviamo i nostri più cordiali saluti.

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