sabato 3 aprile 2010

L'oscura vicenda dell'eredità Galletti Abbiosi

Venerdì scorso presso in tribunale a Ravenna c'era la prima udienza del processo civile sulla vicenda "Galletti Abbiosi". La stampa locale e ora anche quella nazionale ha riportato qualcosa, ma c'è ancora molto da dire su questa storia.

La vicenda ruota all'eredità che il conte Carlo Galletti Abbiosi, morto nel 1867, aveva destinato al
mantenimento di un orfanotrofio femminile all'interno della sua ultima dimora di via di Roma. Il conte ravennate aveva indicato nel testamento le modalità di gestione dell'istituto e le disposizioni sull'educazione delle orfane ospitate nella struttura, prevedendo che, in caso di chiusura dell'istituto o di non adempimento alle disposizioni testamentarie, l'eredità sarebbe andata alle orfane.
L'amministrazione dell'eredità, successivamente al decesso della moglie avrebbe dovuto essere composta da tre componenti laici e tre componenti cattolici ossia:
"Dall'Arcivescovo pro-tempore di Ravenna o Vicario Capitolare
Dal Canonico più anziano della Metropolitana
Dal Parroco Pro tempore della Chiesa di S.Pietro Maggiore
Dal Sindaco o Capo del Comune
Dal Presidente della Cassa di Risparmio
Dal Primo Massaro della Casa Matha"

Cos'è accaduto invece?

1) Alla data della chiusura definitiva del Galletti Abbiosi nel 1975 le orfane non hanno ricevuto l'eredità come il conte voleva.
2) il Galletti Abbiosi è stato restaurato usando i fondi del Giubileo, ma da quel palazzo ne è uscito un hotel a 5 stelle, da qui il procedimento penale in corso per malversazione dei fondi del Giubileo, parallelo a quello intenatato da alcune delle orfanelle, e che vede imputati tra gli altri alcuni membri della Curia ravennate
3) dove sono finite tutte le proprietà del Conte e poi divenute con testamento eredità delle orfanelle? Sparito tutto nel nulla.
4) nel periodo in cui le orfanelle alloggiavano al Galletti Abbiosi hanno vissuto in uno stato tremendo, che mai avrebbe voluto il conte, che era un grande filantropo ed aveva previsto minuziosamente nel suo testamento come le bambine dovessero essere educate.

Ora a distanza di anni, molte orfanelle non ci sono più, alcune versano ancora in gravissime condizioni economiche. Delle 339 orfanelle, una trentina ha impugnato il testamento.

Ecco le condizioni di vita delle orfanelle....

Igiene personale:
Era consentito fare il bagno 1 volta all'anno
Era consentito lavarsi i capelli 2 volte all'anno
Non avevano dentifricio ma scaglie di sapone
Non avevano carta igienica ma fogli di giornale
Tutte le sere erano costrette a sfilare con le mutande in testa per far vedere se erano pulite!!

Alimentazione
Ogni giorno qualche bambina sveniva per gli stenti e la fame;

Guadagni e risparmi
Mai ricevuto nulla nonostante le bambine lavorassero fin da piccine , cardavano la lana, lavoravano in cucina;

Istruzione
Non c'erano i soldi per comprare i libri
Alcune orfane sono state allontanate perchè volevano studiare ed alcune sono state costrette a chiedere la carità;

Abbigliamento
Costrette ad indossare pantofole anche d'inverno;


E' difficile per loro credere che all'epoca il Conte Carlo Galletti Abbiosi avesse previsto minuziosamente nel suo testamento i fondi economici e regole severe di educazione ed istruzione, tutto quello che hanno subito veniva giustificato con l'assenza di fondi e nonostante quanto prescritto dal Conte non percepivano e non veniva accantonato alcun provento.


Ciò che rende questa vicenda importantissima per Ravenna è che qui non stiamo parlando solo di beni tolte alle legittime eredi, ma di una vicenda che vede coinvolti dei poteri che hanno fatto "sparire" un feudo intero: Stato, Chiesa, banche.

A sostenere le orfanelle abbiamo visto qualche politico, ma l'opinione pubblica indignata per un caso di tremenda ingiustizia, quella ancora no.

Per maggiori informazioni il blog delle orfanelle ed il video di Striscia la Notizia che si è occupata del caso.

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