domenica 23 maggio 2010

Villa Ginanni ed il nuovo cemento che avanza- il video

Lo stato di abbandono di Villa Ginanni ed il nuovo cemento che avanza

A pochi km da Ravenna lungo la via Cella, in mezzo alla campagna del forese, incontriamo Villa Ginanni. Fra la carraia Ginanni e la via Aldo Moro sorge questa splendida villa, realizzata dall'architetto ravennate Camillo Morigia, autore tra le altre cose della Tomba di Dante a Ravenna, nel 1775. Il palazzo è in uno stato d’abbandono e degrado inverosimile. E’ crollato il tetto, la vegetazione ha ricoperto buona parte della struttura e nemmeno la cappella privata si intravede più.
La storia e la cultura della Romagna che vengono abbandonate, dimenticate. Forse c’è l’intenzione di dimenticare o cancellare il nostro passato per lasciar spazio al presente: rotonde e cemento anche dove sembrano inutili.
Sempre seguendo la via Cella si arriva al centro (piazza costituita da colata di cemento per parcheggio auto) del paese di Carraie. L’erba delle aiuole, che dovrebbero ornare il parcheggio, è incolta e arriva fino a un mt. d’altezza, provocando le giuste lamentele dei residenti.
Siamo alla periferia della periferia la dove i cittadini forse contano meno dei cittadini di serie B.
Eppure qualcuno investe in questa zona, ecco quindi il nuovo Re Mida che costruisce uno nuova urbanizzazione, con una rotonda gigantesca e che si impone allo sfondo del cimitero della zona, nel silenzio.
Cemento, cemento e asfalto. Distruzione della campagna circostante, abbandono delle bellezze architettoniche ravennati. Questa è la città che si candida a “capitale della cultura”, molto lontana dalla poetica e suggestiva Romagna di Federico Fellini . Lontana dai braccianti e dagli scariolanti che hanno costruito questi paesi pur essendo in miseria e che ora vedono avanzare senza rispetto il cemento sotto le loro case.
Per chi è tutto questo? Per chi voleva vivere in campagna? O per i non-abitanti delle nuove costruzioni (la maggior parte sono invendute)? O per i nostri figli?
Ma a chi amministra Ravenna, non è venuto in mente che la cementificazione sfrenata non la vuole nessuno? Perché le imprese edili della zona non vengono impegnate in opere di ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di case passive?
Non sarebbe possibile guardare al passato con un po’ più di rispetto e volgere lo sguardo al futuro con un po’ più d’umiltà?
Speriamo che qualcun'altro la pensi come noi.