domenica 20 giugno 2010

Grande successo della serata con Ciancimino e Ruotolo






Ieri sera si è svolto, in collaborazione con il Bagno Hana-Bi l'incontro con il giornalista Sandro Ruotolo e Massimo Ciancimino. La serata è stata moderata dal giornalista di Annozero Andrea Casadio.
la risposta della cittadinanza è andata oltre ogni previsione con la una presenza massiccia di uditori, provenienti anche dalle città limitrofe.
Andrea Casadio, giornalista di Annozero, ha introdotto la serata, mentre Massimo Ciancimino e Sandro Ruotolo hanno presentato il libro di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata “Don Vito”, nel quale si squarcia il velo di silenzio su quarant’anni di relazioni segrete, occulte e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa nostra.
Nel corso della serata sono state raccolte le firme per la petizione popolare che Ravenna Punto a Capo presenterà al Comune di Ravenna per chiedere maggiore trasparenza nell'assegnazione degli appalti pubblici ed avitare infiltrazioni mafiose nel nostro territorio. Sandro Ruotolo e Massimo Cianciminio l'hanno simbolicamente firmata, a testimoniare il loro appoggio alla nostra iniziativa di contrasto alla criminalità.
Concludiamo ringraziando ancora una volta i cittadini che sono intervenuti a questa importante serata di informazione, il bagno Hana-Bi e Andrea Casadio.

Ravenna Punto a Capo

la nostra lotta alla mafia

sabato 19 giugno 2010

Mafia e Stato

Intervista di RavennaWebtv a Sandro Ruotolo in occasione dell'incontro che abbiamo organizzato presso il bagno Hana Bi con Massimo Ciancimino e Sandro Ruotolo.


giovedì 10 giugno 2010

Si parla di mafia con Ruotolo e Ciancimino

Il 18 giugno a Marina di Ravenna parleremo di mafia con Sandro Ruotolo ed un testimone d'eccezione: Massimo Ciancimino. Modererà l'incontro Andrea Casadio, giornalista di Annozero.
In collaborazione con il bagno Hana-Bi e con il patrocinio del Comune di Ravenna.
Vi aspettiamo!



lunedì 7 giugno 2010

COMUNICATO TRANSPOLITICO N. 1

In questi giorni alcuni di noi sono stati particolarmente coinvolti nell’appoggiare la manifestazione di dissenso di studenti e insegnanti. Limitare l’istruzione e mettere il bavaglio all’informazione sono le tecniche migliori per avere il controllo sulla popolazione. Nella storia italiana è già accaduto con il fascismo che dominò l’istruzione e l’informazione. Altresì si limita il potere delle forze dell’ordine e della magistratura che garantiscono la legalità e la nostra libertà.
Il panorama politico è inquietante, ma ancor di più lo è quello sociale. Davanti ad un paese allo “s”fascio vi è la maggior parte dei cittadini inermi e demotivati, che pensano di essere senza alcun diritto davanti alle decisioni dello Stato, incolpandolo.
Non avendo più alcuna fiducia in alcun partito politico esistente, scendiamo in campo come cittadini liberi.
Sappiamo di essere lo “Stato” e che abbiamo la possibilità di dissentire, modificando a piccoli passi i tentativi dell’autoritarismo.
Per questi motivi, Ravenna Punto a Capo si schiera a sostegno delle manifestazioni per l’istruzione pubblica e a sostegno del prossimo sciopero del 1 luglio dell’Associazione Nazionale Magistrati. Invitiamo tutti i cittadini a preoccuparsi per il futuro dei propri figli e nipoti e a riprendere coscienza dello Stato sociale che costituiamo.

Ravenna Punto a Capo

martedì 1 giugno 2010

Cos'era e cos'è Villa Ginanni



Qualche giorno fa abbiamo realizzato un video che documenta lo stato di degrado di Villa Ginanni, edificio storico situato lungo via Cella tra le località di Santo Stefano e Carraie a Ravenna.
Filmammo solo la facciata della Villa settecentesca (che poi è tutto ciò che è rimasto in piedi). Basta, infatti girare intorno alla costruzione per vedere che il resto è già tutto crollato, tetto compreso, così come la casa rurale annessa. La piccola cappella adiacente sta perdendo anch’essa il tetto.
Vedendo che sta crollando davanti alla totale indifferenza tentiamo, quindi, di far capire quale nostro patrimonio stiamo perdendo.
La Villa è stata fatta costruire da Prospero Ginanni, vescovo di Cervia poi divenuto cardinale, e fratello di Francesco, autore tra l'altro di “Storia civile e naturale delle pinete ravennati”.Nel 1817 il ramo principale della famiglia Ginanni mutò il proprio nome, aggiungendo il casato dei Fantuzzi grazie a Marcantonio erede del patrimonio del conte Giuseppe Fantuzzi, figlio di Marco, quel Marco Fantuzzi autore delle famose “memorie ravennati” che, deluso delle cose e degli uomini politici ravennati si trasferì a Pesaro dove morì. In seguito la Villa fu anche residenza dell’Arma dei Carabinieri. Nel timpano del frontone sarebbe riconoscibile lo stemma del casato.
Da antica foto si vede il bellissimo cancello in ferro (sparito) recante lo stemma della famiglia (sparito anch'esso) ,i vasi in marmo con decorazioni di piante in bronzo (spariti).
Nel 1996 la Villa, che è sempre stata di proprietà privata, viene venduta alla Immobiliare Santo Stefano s.r.l. di Bologna.
Ecco, siamo arrivati ad oggi, con la Villa così come la vedete, senza buona parte della sua bellezza e della sua ricchezza che doveva essere agli occhi di tutti. Eppure qualcuno ha messo la targa dorata che identifica la Villa su uno dei pilastri, non era quindi una costruzione nascosta o di cui si fosse perduta memoria.
Il fatto che la villa fosse proprietà privata non incide sul fatto che il Comune possa imporre gli interventi necessari alla conservazione di un bene tutelato. Ciò che chiediamo è: perché si è lasciato crollare quasi tutto?
In poche parole ….. Sindaco, Lei dispone della responsabilità di ciò che è sul territorio del Comune e possiede anche l’unico potere che serve: fare le ordinanze. Allora, perché non ha emesso ordinanza per imporre il restauro della Villa?