domenica 28 novembre 2010

Dalla Campania con solidarietà


L’Emilia Romagna ha detto “si”, il nostro Presidente Vasco Errani ha accettato i rifiuti dalla Campania. Un nobile gesto verso il governo Berlusconi che senz’altro non verrà dimenticato, anche perché è già la seconda volta. Anziché essere solidali verso i cittadini che chiedono la raccolta differenziata (Campani, Romagnoli, etc. etc.) e si prendono delle botte per difendere i propri figli dai tumori, Errani è solidale con chi vuole smaltire i rifiuti bruciandoli, togliendoli ancora una volta da quest’inghippo spiacevole sotto agli occhi di tutti. Oppure è solo “business”, per Hera, per la Regione, per Impregilo, per Marcegaglia. Fra qualche giorno leggeremo dalla stampa che le percentuali di raccolta differenziata in Emilia Romagna sono aumentate (mettendoci dentro potature e macerie e pesandole), ma intanto bruciamo anche la monnezza di Napoli. Il 1 dicembre è la giornata mondiale contro gli inceneritori, Ravenna Punto a Capo digiunerà in forma di protesta. Alcuni di noi lo fecero anche due anni fa presenziando il Consiglio Comunale, e da allora nulla è purtroppo cambiato. Speriamo che i regali di Natale di Errani, almeno per quest’anno, si fermino qui.

Ravenna Punto a Capo

venerdì 26 novembre 2010

Un'altra foglia di fico per la lotta alla mafia

La Regione Emilia Romagna si appresta ad approvare la nuova legge sulla legalità per tener lontane la mafie dal nostro territorio. Un’altra volta una foglia di fico. Questa legge è piena di buoni propositi, ma senza alcun strumento concreto. Legalità, trasparenza, e un osservatorio, tutte buone intenzioni con strumenti inesistenti. Da anni la nostra Regione è zona di riciclaggio attraverso l’ investimento nel cemento, movimenti terra, sanità, l’ecomafia; le realtà locali si sono dimostrate non pronte ad affrontare tutto ciò. Continuiamo a sottolineare che in Emilia Romagna non c’è la D.I.A. (Dipartimento Investigativo Antimafia), infatti tutte le indagini partono da dipartimenti di altre regioni. Questo è l’ennesimo tentativo di mostrarsi ai cittadini come attivi per la trasparenza e la legalità attraverso un uso mediatico e pubblicitario. Ne è evidente un punto di vista sbagliato della legge: sembra che ci sia il rischio di infiltrazioni e quindi c’è da prevenire ….
Reputiamo questa legge inutile, redatta senza alcuna conoscenza dei rapporti D.I.A. e senza alcuna conoscenza delle leggi già vigenti e non fatte rispettare. Intanto i 3000 boss presenti in Emilia Romagna girano fra di noi, magari anche al centro commerciale..
Vorremo altresì specificare una volta per tutte, che gli attuali arresti non sono da imputare a un Governo o a un altro, bensì alle indagini delle Forze dell’Ordine partite da anni. La maggior parte degli attuali arresti risalgono ad indagini iniziate circa 4/5 anni fa e portate avanti dalla Polizia di Stato o dai Carabinieri autofinanziandosi a causa dei tagli avuti.

Ravenna Punto a Capo

giovedì 25 novembre 2010

The best of Circoscrizioni

La nostra associazione ha concluso il tour nelle Circoscrizioni per la discussione della petizione sulla maggior trasparenza negli appalti pubblici. Abbiamo racchiuso il meglio di ciò che è successo in un video,per non riportare cose inesatte o mal interpretate i cittadini potranno veder da soli alcuni episodi che hanno movimentato questo percorso. Intendiamo anzitutto ringraziare tutti i Presidenti delle Circoscrizioni per averci dato parola, poiché la cosa è ancora normata “a loro discrezione”, quindi non obbligatoria. Abbiamo avuto la possibilità di presentare la petizione motivandola in tutte le Circoscrizioni, tranne quella di Sant’Alberto. In quest’ultima, infatti, ci avrebbero dato parola, ma il Presidente con motivazione “nella mia circoscrizione non siete autorizzati a riprese video” ha vietato la video ripresa di una seduta pubblica con funzionari pubblici. Sapendo che il Garante della Privacy ha già ampliamente trattato quest’aspetto e che non si può impedire una video ripresa di una seduta pubblica (oltretutto di nostri dipendenti in nostra Circoscrizione), abbiamo ritenuto opportuno chiamare la Polizia di Stato per difendere i nostri diritti. Durante l’arrivo della volante il Presidente ha dichiarato rinviata la seduta per mancanza di numero legale, ma alla seduta successiva non siamo stati inviati….forse non gli siamo più simpatici. Ci ricorderemo di questo percorso per il “Segretario Generale” al quale saranno fischiate le orecchie più volte per una sua relazione fornita ad alcune Circoscrizioni, che è poi scomparsa e che non ci viene consegnata perché parrebbe “documento per uso interno”, usato in seduta pubblica per la discussione. Lo stesso Segretario chiamato dal Presidente di Sant’Alberto alle 21,00 per le video riprese…. E poi i cittadini si lamentano che i nostri dipendenti sono poco presenti sul lavoro?!? Il segretario risponde anche alle 21,00..
In ultimo, gran numero di Ancarani, come si vede nel video che sarà felice di vedersi su you tube.
Preferiamo però, rimanere con il ricordo di alcune persone che ci hanno rafforzato e che hanno parlato di coraggio nelle nostre attività. Comunque vada, a volte il percorso diventa più importante dell’obbiettivo. Adesso ci aspetta il Comune di Ravenna per la discussione della petizione, e questo percorso ci ha sicuramente aiutati a crescere.


domenica 21 novembre 2010

La 'ndrangheta in "gita" a Ravenna?



Un plauso alle forze dell ordine per l'arresto di Nicola Acri avvenuto nella
nostra regione. La 'ndrangheta, infatti, è da ritenersi l'organizzazione mafiosa più
potente e la meglio radicata anche nel nostro territorio . pertanto è molto importante l'arresto di Acri, che tuttavia ci evidenzia ancora una volta quanto sarebbe importante avere un centro antimafia anche in Emilia Romagna. Restiamo tuttavia con un interrogativo: il boss era latitante da tre anni all'estero , ed è stato arrestato grazie alle riprese di una videocamera di sorveglianza nel centro commerciale di Ravenna conclusosi con inseguimento a Bologna , ci chiediamo cosa ci faceva Nicola Acri dopo 3 anni di latitanza proprio a Bologna e Ravenna?
Quanto è ramificata l'organizzazione criminale nella nostra regione per permettere la latitanza di un pericoloso boss?

martedì 16 novembre 2010

Basta sparare sui magistrati

Il 20 novembre il Popolo delle Agende Rosse scende in piazza a sostegno di Nino Di Matteo e per dire "basta sparare sui magistrati". Le piazze in cui si svolgerà l'evento sono : Milano, Firenze, Palermo e Roma.
La nostra associazione ha aderito alla manifestazione e sarà possibile seguire la diretta streaming anche dal nostro sito in home page cliccando sul volantino dell'evento.

sabato 13 novembre 2010

Non è mai abbastanza: no alla centrale a biomasse di Russi

Non basta Clan-destino, non basta il premio Nobel Dario Fo, non basta Grillo, non basta il PDL, non basta il Movimento 5 stelle, non basta Libera Russi, e ci fermiamo qui.... Non bastano tutte queste voci di “no” ai nostri dipendenti seduti in Comune per fermare la centrale di Russi. Anche Ravenna Punto a capo dice “no”, banale dirlo, ma evidentemente non è mai abbastanza.
Un progetto insostenibile con la materia locale, pertanto sarà importata da altrove e ricordiamo in merito che già importiamo mille cinquecento metri cubi l’anno di legno da tutto il mondo, un consumo energetico che sta mettendo in seria crisi il nostro ambiente e anche l’industria del mobile che inizia a sentire della carenza di legno. Lo scopo di tutto questo? Bruciare il legno per far funzionare le “bio”masse.
Evitiamo di chiamarle “bio”, cos’hanno di bio? Disboscamento, impiego altissimo di energia per il trasporto, fumi che escono dai loro camini e che noi ci respiriamo. Certo, godono dei certificati verdi (ex cip 6), le quote pagate da chi inquina per finanziare chi produce energia da fonti rinnovabili, peccato che se una fonte non è sul posto o è in esaurimento non è “rinnovabile”, al massimo sarà “importabile”. Di “bio” non c’è proprio nulla, quindi chiamiamo le
centrali con il loro nome: inceneritori.
Ecco cosa viene offerto ai lavoratori dell’Eridania, un bell’inceneritore in cui lavorare e i sindacati puntano pure i piedi affinchè avvenga la riconversione
... Non hanno il diritto alla salute i lavoratori iscritti ai sindacati?Forse no, forse non sono più gli anni 80, quando gli grattavamo via dalla gola i nostri diritti. Fortuna che ogni tanto c’è chi ,senza far nemmeno tanto notizia, si adopera con coraggio per la propria vita e per quella di tutti. Come gli operai della centrale di Argenta, che spaventati da ciò che dovevano incenerire lì dentro hanno
presentato denuncia, alla quale è seguito il sequestro dell’impianto. Ciò che ci stupisce è che a Ravenna è già in corso la campagna elettorale e si parla di green economy.....ma di cosa state parlando?Mettiamo la parola bio anche davanti al rifiuto tossico fra un po’, per raccontarla ai cittadini. Almeno siate coerenti con le vostre scelte, fatevi un logo elettorale con il simbolo dell’inceneritore, così vi riconosceranno subito. Concludiamo con un invito agli imprenditori che
continuano a presentare di questi progetti: andatevene da qui, lasciate spazio agli imprenditori illuminati, abbiam bisogno di lavorare senza crepare.

giovedì 4 novembre 2010

Fumo negli occhi


In riferimento al "disegno animato" dell'INCENERITORE sul sito di Hera, ecco ns. c.s.:
I “termovalorizzatori” non esistono. La parola “termovalorizzatore” non esiste, è stata inventata da chi ha le mani su questo mercato ber buttarci il loro fumo negli occhi. Provate voi stessi a scriverlo al vostro pc, vi darà sempre errore. Sono INCENERITORI, che bruciano e dal loro camino emettono polveri, nano particelle e diossina. Fino a quando verrà raccontata una realtà mistificata, non capiremo mai che danno ci stanno facendo. Cerchiamo in pochi brevi punti di analizzare l’inceneritore.
Aspetto economico: l’energia prodotta dall’incenerimento è una perdita in realtà, poiché l’energia impiegata per fabbricare, trasportare e distribuire i materiali che vengono inceneriti, è nettamente maggiore. I rifiuti sono “materia” e se si distrugge una materia, bisogna rifarla. Quindi altra perdita. Pochi posti di lavoro perché per riempire un buco e poi svuotarlo per bruciarne il contenuto non richiede un gran chè (nemmeno di progettazione e d’intelligenza, la camorra lo fa da anni).
Aspetto logistico: produciamo troppi rifiuti, le discariche dove si deposita il raccolto prima di essere incenerito, aumentano, così come aumentano gli abitanti e i loro consumi. Le città crescono e aumentano i loro confini territoriali, presto, molto presto, le villette a schiera avranno la vista sulla montagna di monnezza, gli orti già ci son vicini ora. Ogni 3 tonnellate di rifiuti bruciati, ne resta una tonnellata, che da qualche parte dovrà pur andare…
Aspetto ambiente/salute: eccoci al top. L’inceneritore è sicuramente redditizio, produce malati e morti, l’industria del cancro è fiorente. Ma questo non siamo noi a dirlo (i soliti ambientalisti rompi…).
- Parla l’I.S.D.E. (Associazione Medici per l’Ambiente riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.) comunicando da numerose ricerche epidemiologiche, risultati più che allarmanti nelle popolazioni vicine agli inceneritori.
- Parla il Dott. Stefano Montanari e la Dott. Gatti (Nanodiagnostics) scopritori, grazie alla loro ricerca, delle nanoparticelle. Ascoltati anche dalla Camera dei Lords in Inghilterra e in tutto il mondo.
- Parla il Dott. Paul Connett (USA) che gira da 22 anni il mondo facendo conferenze proprio sui danni da inceneritori e dalla scelta in città internazionali di chiuderli per salvare la popolazione.
- Parla il processo in corso a Forlì per la morte di un bimbo di 8 anni, che abitava vicino all’inceneritore. Nel suo pancreas sono state trovate nano particelle di cadmio, cromo, tungsteno e altri metalli. Materiali che non escono certo da tubo di scappamento di un’auto.
E poi parla il Dott. Veronesi (chirurgo plastico e non oncologo come molti pensano) che grazie al suo staff di oncologi che gli hanno “giurato” che l’inceneritore non fa danni porta avanti la sua industria finanziata proprio dalle ditte proprietarie di inceneritori o affini. Peccato che proprio negli ultimi mesi vi sia un’accusa pesante: nella traduzione dall’inglese all’italiano di un testo nel quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente e ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II” di Elliott, sia stato cambiato il senso di ciò che dicevano gli autori, modificando o omettendo i risultati emersi dall’indagine epidemiologica fatta sugli abitanti che abitano vicino agli inceneritori al fine di dichiarare la “non pericolosità”.
Le alternative ci sono già, sono già partire in diversi Comuni italiani, così come le realtà imprenditoriali che hanno portato posti di lavoro. Ma a Ravenna non vi è alcuna intenzione di intraprenderle. Piccoli personaggi, forse gli scienziati e i medici, che Hera e la nostra amministrazione continueranno ad ignorare, così come è stata ignorata la vicenda Cosentino e il clan dei casalesi. Il sottosegretario è stato accusato da due pentiti di essere legato con Hera Comm Mediterranea al clan dei casalesi, indagine della Procura di Napoli. Due ordini d’arresto per lui, ma il nostro governo si oppose. Tutto tace, noi crepiamo e giù botte a chi si mette davanti a un compattatore portatore di morte per i nostri figli. Nel frattempo guardiamoci il disegno in movimento dell’INCENERITORE nel sito di Hera , come se fosse un cartone animato.

Ravenna Punto a Capo

lunedì 1 novembre 2010

Un commento alle dichiarazioni del presidente Coralli

Decisamente la risposta di Coralli arriva in ritardo, ma non per lo scritto mandato alla stampa, bensì perché tutta la discussione parrebbe essere in ritardo. Infatti, come Associazione L’Occhio Verde, portammo una petizione alla Circoscrizione di San Pietro in vincoli (iter per giungere in Comune) riguardante la sicurezza stradale. Nella petizione vi erano come oggetto la via Cella e la via Petrosa, ma nella prima parte di quella riunione alla quale noi eravamo presenti, si discusse , innanzi ad un tecnico del Comune, proprio della questione traffico presso l’asilo e la scuola. Ora leggiamo che si indice assemblea pubblica con i tecnici del Comune…. Ancora? Siamo ancora qui a parlarne? Eppure già in quella riunione dell’ottobre 2009 parevano essere in ritardo….
Inoltre, l’assemblea pubblica che verrebbe convocata per novembre è aperta al pubblico? Come è stata avvisata la cittadinanza visto che qui in zona nessuno ne sa nulla e sul sito on line del Comune non vi è traccia né dell’assemblea in questione né delle prossime riunioni?
Tutto quanto accennato sopra non c’è nel video di quella famosa seduta, però potete vedere cosa pensano i consiglieri della Circoscrizione di San Pietro in Vincoli e del clima di inesistente democrazia che si creò quella sera, ecco il video.

Samantha Comizzoli
Ravenna Punto a Capo