giovedì 4 novembre 2010

Fumo negli occhi


In riferimento al "disegno animato" dell'INCENERITORE sul sito di Hera, ecco ns. c.s.:
I “termovalorizzatori” non esistono. La parola “termovalorizzatore” non esiste, è stata inventata da chi ha le mani su questo mercato ber buttarci il loro fumo negli occhi. Provate voi stessi a scriverlo al vostro pc, vi darà sempre errore. Sono INCENERITORI, che bruciano e dal loro camino emettono polveri, nano particelle e diossina. Fino a quando verrà raccontata una realtà mistificata, non capiremo mai che danno ci stanno facendo. Cerchiamo in pochi brevi punti di analizzare l’inceneritore.
Aspetto economico: l’energia prodotta dall’incenerimento è una perdita in realtà, poiché l’energia impiegata per fabbricare, trasportare e distribuire i materiali che vengono inceneriti, è nettamente maggiore. I rifiuti sono “materia” e se si distrugge una materia, bisogna rifarla. Quindi altra perdita. Pochi posti di lavoro perché per riempire un buco e poi svuotarlo per bruciarne il contenuto non richiede un gran chè (nemmeno di progettazione e d’intelligenza, la camorra lo fa da anni).
Aspetto logistico: produciamo troppi rifiuti, le discariche dove si deposita il raccolto prima di essere incenerito, aumentano, così come aumentano gli abitanti e i loro consumi. Le città crescono e aumentano i loro confini territoriali, presto, molto presto, le villette a schiera avranno la vista sulla montagna di monnezza, gli orti già ci son vicini ora. Ogni 3 tonnellate di rifiuti bruciati, ne resta una tonnellata, che da qualche parte dovrà pur andare…
Aspetto ambiente/salute: eccoci al top. L’inceneritore è sicuramente redditizio, produce malati e morti, l’industria del cancro è fiorente. Ma questo non siamo noi a dirlo (i soliti ambientalisti rompi…).
- Parla l’I.S.D.E. (Associazione Medici per l’Ambiente riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.) comunicando da numerose ricerche epidemiologiche, risultati più che allarmanti nelle popolazioni vicine agli inceneritori.
- Parla il Dott. Stefano Montanari e la Dott. Gatti (Nanodiagnostics) scopritori, grazie alla loro ricerca, delle nanoparticelle. Ascoltati anche dalla Camera dei Lords in Inghilterra e in tutto il mondo.
- Parla il Dott. Paul Connett (USA) che gira da 22 anni il mondo facendo conferenze proprio sui danni da inceneritori e dalla scelta in città internazionali di chiuderli per salvare la popolazione.
- Parla il processo in corso a Forlì per la morte di un bimbo di 8 anni, che abitava vicino all’inceneritore. Nel suo pancreas sono state trovate nano particelle di cadmio, cromo, tungsteno e altri metalli. Materiali che non escono certo da tubo di scappamento di un’auto.
E poi parla il Dott. Veronesi (chirurgo plastico e non oncologo come molti pensano) che grazie al suo staff di oncologi che gli hanno “giurato” che l’inceneritore non fa danni porta avanti la sua industria finanziata proprio dalle ditte proprietarie di inceneritori o affini. Peccato che proprio negli ultimi mesi vi sia un’accusa pesante: nella traduzione dall’inglese all’italiano di un testo nel quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente e ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II” di Elliott, sia stato cambiato il senso di ciò che dicevano gli autori, modificando o omettendo i risultati emersi dall’indagine epidemiologica fatta sugli abitanti che abitano vicino agli inceneritori al fine di dichiarare la “non pericolosità”.
Le alternative ci sono già, sono già partire in diversi Comuni italiani, così come le realtà imprenditoriali che hanno portato posti di lavoro. Ma a Ravenna non vi è alcuna intenzione di intraprenderle. Piccoli personaggi, forse gli scienziati e i medici, che Hera e la nostra amministrazione continueranno ad ignorare, così come è stata ignorata la vicenda Cosentino e il clan dei casalesi. Il sottosegretario è stato accusato da due pentiti di essere legato con Hera Comm Mediterranea al clan dei casalesi, indagine della Procura di Napoli. Due ordini d’arresto per lui, ma il nostro governo si oppose. Tutto tace, noi crepiamo e giù botte a chi si mette davanti a un compattatore portatore di morte per i nostri figli. Nel frattempo guardiamoci il disegno in movimento dell’INCENERITORE nel sito di Hera , come se fosse un cartone animato.

Ravenna Punto a Capo

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