domenica 30 gennaio 2011

IN GINOCCHIO

Il titolo è la posizione fisica che commercianti e artigiani hanno assunto da tempo in questo Comune. Da lunedì 31 gennaio il centro ESP seguirà l’ordinanza del Sindaco che gli permette di aprire l’esercizio senza giorno di riposo. Così, alla faccia di tutte le parole di facciata come “km zero” o “filiera corta”, con le super offerte e l’orario comodo, tutti i cittadini potranno snobbare ulteriormente i piccoli negozi e spendere soldi al centro commerciale. Ma non è finita: ricordiamo, infatti, che dalla prossima stagione estiva sarà aperto anche Eurolandia nei pressi di Mirabilandia, così il commercio del forese potrà definitivamente chiudere. C’è da chiedersi: ma questa amministrazione chi sta tutelando e agevolando con i nostri soldi? La grande distribuzione parrebbe. Questo comunicato è per invitare tutti i cittadini ad esercitare il potere più grande che hanno: dove spendere i loro soldi. Siamo padroni di scegliere e con intelligenza possiamo ribaltare l’attuale situazione che ci viene imposta. Pertanto vi invitiamo a frequentare i negozi del forese, della zona nella quale abitate, evitate di fare km con l’auto, fate shopping nel centro storico, ma state lontani da centri commerciali. Statene lontani perché stanno uccidendo l’artigiano, il commerciante, l’esercente che è vostro vicino di casa o vostro parente. Abbiamo un enorme potere, esercitiamolo e mettiamo noi in ginocchio i potenti.

Ravenna Punto a Capo

venerdì 28 gennaio 2011

DOMANDA CALDA AI GELATAI


Questa mattina alcune attiviste di Ravenna Punto a Capo hanno assistito (per breve tempo) alla convention di Algida presso il Pala De Andrè a Ravenna. Eravamo lì con una mission: fare una domandina a Paolo Radi, che intratteneva le duemila persone su un palco gigantesco, stile U.S.A. accompagnato da due megaschermi che lanciavano video di promozione dei prodotti. Abbiamo rinunciato a interrompere la convention benedetta anche dal Vice Sindaco Mingozzi, poiché nessuno avrebbe sentito la domanda in uno spettacolo davvero “american style”. Cogliamo quindi l’occasione per farla a Radi pubblicamente a mezzo stampa e invitandolo ad una risposta:

“ Caro Radi, ieri su tutti gli organi di stampa è uscita la notizia della vostra nuova partnership con Mirabilandia, anche con cuore Algida sulla famosa ruota panoramica. Sempre ieri però sono stati confermati i 6 indagati delle società Travelmix/Mirabilandia (Società Parco della Standiana) per evasione fiscale, false fatturazioni e false comunicazioni sociali con l’aggiunta del sequestro di un milione di euro di capitale sociale. Non crede che tutto ciò potrebbe essere dannoso per la reputazione di Algida?”

Augurandoci che ritornino i tempi di “un cuore di panna” attendiamo la gentile risposta.

Ravenna Punto a Capo

giovedì 27 gennaio 2011

Risposta al comitato promotore de "la casa delle donne"



Martedì 25 gennaio durante l’incontro per le “donne al buon governo” ci è stata espressa richiesta, verbale e scritta, dal Comitato promotore per la “casa delle donne” di spazio e sostegno concreto e di mettere in discussione il “maschilismo di cui è impregnata la nostra società”.

Dopo una discussione nel nostro gruppo, inviamo breve risposta della nostra posizione.

La nostra Lista Civica vede candidate 15 donne su 32 componenti, ha candidato a Sindaco una donna (Samantha Comizzoli), capolista un’altra donna (Emma Di Emidio). Non abbiamo percepito nella realtà del nostro gruppo un maschilismo che farebbe figurare le donne come “poverine”. Se fosse così, le lotte femministe degli scorsi decenni sarebbero state un fallimento. Crediamo che ci sia un po’ di conflittualità nell’esposizione del Comitato Promotore, in quanto: le lotte femministe erano per la libertà delle donne di appropriarsi, conoscere e disporre del proprio corpo. Se, oggi, una donna vuole partecipare a “miss maglietta bagnata” DEVE essere libera di farlo. Noi forse potremo non condividere e non farlo, ma privarla della sua libertà andrebbe contro proprio a quei principi per le quali le donne hanno lottato. Inoltre, se si difendono le donne, vanno difese tutte, anche coloro che decidono di partecipare ai festini praticando il mestiere più antico del mondo. Vorremmo che l’atteggiamento di piangersi addosso e chiedere spazio e diritti agli uomini finisse. Non abbiamo bisogno di uomini che ci facciano spazio o ci riconoscano i diritti, niente pacca sulla spalla. Noi donne, se ne abbiamo le qualità, emergeremo in politica con intelligenza, volontà, luce propria e determinazione. Le donne sono padrone della propria pelle, non delle pellicce di animali morti che alcune indossano.

Siamo, quindi, disponibili a sostenere una “casa delle donne” qualora fosse concepita in questa dimensione. Magari ospitando la redazione di “Via Dogana” che di donne ha saputo e ne sa parlare.

Ravenna Punto a Capo

mercoledì 26 gennaio 2011

CAFFE' LETTERARIO: ARRIVA GIULIO CAVALLI A RAVENNA


Giovedì 3 febbraio all’interno del caffè letterario di Ravenna Punto a Capo, avremo ospite Giulio Cavalli per presentare il suo libro “nomi, cognomi e infami”. L’evento si svolge, come al solito, presso il Circolo degli escursionisti in via 9 febbraio n 2, alle ore 21,00.

Giulio Cavalli, nasce a Milano nel 1977 e nel 2001 fonda a Lodi la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali. Nel 2006 Paolo Rossi lo spinge a salire sul palco, segnando l’inizio della sua vita di “narratore”. Nel 2007 debutta al Piccolo Teatro di Milano con Linate, 8 ottobre 2001: la strage, al quale seguirà nel 2008 Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. A causa di questo spettacolo inizia a ricevere le prime minacce. Nel 2009 porta in scena A cento passi dal Duomo, scritto con il giornalista Gianni Barbacetto. Sempre nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo invita al Quirinale per esprimergli solidarietà e sostegno per una vita sotto scorta a causa delle minacce mafiose. Nel gennaio 2010 gli viene consegnato il premio Pippo Fava. Attualmente calca le scene con Nomi, cognomi e infami, i cui monologhi sono raccolti in questo libro. Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni. È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall’attentato di via D’Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all’omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l’autore è stato tra i primi a denunciare. È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà. È una ninna nanna recitata per tenerci tutti svegli, mentre urliamo che disonorarli, comunque, è una questione d’onore.

“Credo che la scorta migliore che si possa dare a Giulio sia proprio quella di fargli sapere che siamo in tanti ad apprezzare quello che fa e che quindi le minacce che qualcuno gli rivolge le rivolge a tutti noi.” Marco Travaglio

Ecco un video di presentazione del libro

lunedì 24 gennaio 2011

Il postino... ha sbagliato indirizzo

Sabato scorso la nostra associazione non ha assistito alla conferenza sulla democrazia e la partecipazione presso la Sala D’Attorre organizzata da varie associazioni e, di fatto, dal Movimento 5 stelle (Collettivo Byzantium e Ravenna Viva). Apprendiamo, però, dagli organi di stampa che il candidato sindaco avrebbe consegnato copia di un esposto redatto dai cittadini alle autorità presenti. Ci preme informare che in Via Falcone a Ravenna c'è la Procura della Repubblica e al secondo piano c’è la cancelleria, bene, è li che si consegnano gli esposti, protocollandoli al cancelliere. Si fa anche senza sparger la voce in giro, per dar modo alle autorità competenti di svolger le dovute indagini e verificare la presenza di eventuali reati. Qualsiasi altro iter è vano per un esposto. Certo, che consegnandolo in Procura è a tutti gli effetti un “esporsi in prima persona” poiché se ci sono gli estremi, partono delle indagini e di conseguenza un processo. Purtroppo questo iter lo conosciamo bene, visto che ci sono partiti 3 processi in una volta sola, con conseguenze sia economiche sia di impegno fisico. Quindi, ci chiediamo quale efficacia abbia la consegna alle autorità avvenuta sabato scorso di un “esposto” dei cittadini, se non la sola pubblicità per chi l’ha consegnato ed un po' di schiamazzo sui giornali?
La prima regola della democrazia partecipata è il non limitarsi a dar voce ai cittadini ascoltandoli, bensì dare potere ai cittadini tramite l’applicazione delle proposte che loro portano. Tutti i cittadini sanno cosa c’è che non va, il problema è applicare le soluzioni. Tutti sono capaci di ascoltare la voce del popolo, ma nessuno rende le loro voci padrone della città.
La seconda regola, invece, è non prendere per i fondelli i cittadini. E’ stata organizzata una conferenza invitando l’attuale amministrazione, che concorre per le elezioni, da gruppi che si propongono come l’alternativa politica. Sicuramente l’attuale amministrazione avrà gradito.

venerdì 21 gennaio 2011

L’ipocrisia della casta anche sul sigarone


Visto che da giorni si sta discutendo del magazzino ex Sir, cosiddetto “sigarone” presso la Darsena di Ravenna, esprimiamo il nostro dissenso a voler salvare il capannone. Non possiamo, infatti, chiamarla “opera” poichè non lo è. La costruzione non è del Nervi, ma è una costruzione di Alcea, presa dal modello del Nervi che è nelle Marche. Tutto questa grande battaglia per salvare l’opera del Nervi, quindi, è una farsa. E lo è non solo perché non è del Nervi, ma perché a prima vista (e anche in seconda vista) il capannone è bello proporzionalmente a ciò che lo circonda, cioè pari a sing-sing. Un pollaio nel quale non vorremmo mai esser rinchiusi. E’ l’emblema dell’architettura/cementificazione avvenuta negli anni scorsi a Ravenna, che l’ha invasa con strutture orribili. Crediamo, che molti cittadini, guardandolo si siano detti “ma è bello questo coso qui?”. Fidatevi dei vostri occhi, che riconoscono il bello, e ciò che è brutto. Proprio perché questa costruzione incarna una cattiva amministrazione del territorio e costruzioni orrende, fatte anche con soldi pubblici, per noi sarebbe da radere al suolo. Abbiamo avuto davanti agli occhi per troppi anni una brutta edilizia, ce la volete togliere e lasciar spazio a spazi liberi, per favore?

Chi ha abbracciato questa battaglia, dov’era, mesi fa, quando portammo all’attenzione della stampa il degrado (oramai imminente crollo) di Villa Ginanni Fantuzzi a S.Stefano (Ravenna), che quella sì è opera da salvare (appartenente al Morigia) e bella a qualsiasi vista?

L’ipocrisia della casta continua e si rivela anche attraverso “nuovi movimenti”.

OGGI 21 GENNAIO

Oggi 21 gennaio alle ore 15,30 saremo in Comune a Ravenna per discutere la nostra petizione contro la mafia. Assisterà alla discussione anche Pino Masciari. La diretta streaming è qui sul nostro sito, cliccando sulla foto qui a dx.

domenica 16 gennaio 2011

PINO MASCIARI TORNA A RAVENNA

Giovedì 20 gennaio alle ore 21,00, all’interno del “caffè letterario” presso il Circolo degli escursionisti in via 9 Febbraio n. 2, ci sarà la presentazione del libro di Pino Masciari. Il nostro socio onorario torna, pertanto, a Ravenna. Ricordiamo che Pino era l’imprenditore per eccellenza della Calabria nell’edile pubblico. Pino Masciari ha denunciato e fatto arrestare 80 persone fra mafiosi, politici e magistrati collusi con l’ndrangheta. E’ proprio di questi giorni la notizia che sono stati chiesti dal PM 30 anni di condanna per il Magistrato che fece fallire la ditta di Masciari. In questo ultimo periodo Pino sta presentando il libro che racconta la storia dei Masciari, in tutt’Italia e nei canali RAI. Parleremo di legalità, anche di legalità a Ravenna parlando della vicenda “Orfanelle del Galletti Abbiosi”.

Essendo nostro socio onorario e esperto di appalti pubblici, Masciari assisterà alla discussione della nostra petizione per “avere maggior trasparenza negli appalti pubblici a Ravenna”, il giorno successivo (21 gennaio) presso il Comune di Ravenna alle ore 15,30. Siamo infatti arrivati al capitolo finale per la nostra petizione. La petizione, della quale si è già ampliamente parlato, non ha la presunzione di evitare le infiltrazioni mafiose nel nostro Comune, ma almeno di dare maggior trasparenza. L’intera seduta sarà, ovviamente, trasmessa in diretta streaming per tutti coloro che non hanno modo di partecipare fisicamente.

Ravenna Punto a Capo

sabato 15 gennaio 2011

CI HA SCRITTO IL PRESIDENTE

Questa sera ha fatto la sua comparsa sui giornali on line lo scritto del Presidente del Consiglio Comunale Valter Fabbri: http://www.piunotizie.it/news/pagina1015749.html


ecco la nostra risposta:

RISPOSTA AL PRESIDENTE VALTER FABBRI IN MERITO ALLA WEBCAM IN CONSIGLIO

Egregio Presidente Fabbri, la nostra non è stata una polemica, bensì la constatazione che un servizio approvato 8 mesi prima non era ancora partito. Servizio per i cittadini e di costo esiguo. E’ vero che le sedute dei consigli comunali si svolgono in trasparenza, ma se questa trasparenza non ci sforziamo di renderla visibile, in una società dove la politica ha già poco seguito, ci resteranno solo le chiacchere da bar qualunquiste e senza cognizione di causa. Noi crediamo nella politica, soprattutto nella politica fatta dal cittadino, non qualunquista e propositiva. Pertanto, visto che l’attrezzatura necessaria è di costo esiguo (perfino per noi che siamo dei volontari), subito dopo aver scritto ai giornali che “la webcam non era stata ancora messa”, ci siamo consultati per la disponibilità ad essere sempre presenti alle sedute (problema più grosso) e abbiamo fatto noi la diretta con il nostro pc, la nostra webcam e la nostra chiavetta. Non abbiamo mai parlato di disattenzione del Comune, ma è chiaro dalla Sua risposta a mezzo stampa, che un po’ di dispiacere ce l’avete. Invece, in questo modo, crediamo che il Comune avrà tutto il tempo e la tranquillità di fare la gara d’appalto per la webcam (5 euro), noi ci saremo d’ora in avanti per dare questo servizio ai cittadini. Vorremo altre sì tranquillizzare i lettori: “l’identificazione” dei volontari era costituita dalla domanda “buongiorno, come vi chiamate?”; ben diversa dalla conosciuta “identificazione” che possono svolgere solo le Forze dell’Ordine. Lunedì e giovedì prossimi seguiranno le dirette dal sito www.ravennapuntoacapo.it. Sempre con la possibilità di commentare in chat.

Ravenna Punto a Capo


venerdì 14 gennaio 2011

PINO MASCIARI TORNA A RAVENNA






















GIOVEDI' 20 GENNAIO ORE 21,00 al Circolo degli Escursionisti in via 9 febbraio n. 2 Ravenna

domenica 9 gennaio 2011

CAFFE' LETTERARIO: UN TAGLIO AL FUTURO

Appuntamento al caffè letterario di Ravenna Punto a Capo giovedì 13 gennaio,sempre al Circolo degli Escursionisti, sempre alle 21,00 e sempre ingresso gratuito. Questa serata è dedicata al mondo della scuola ai tempi della Gelmini grazie al libro di Sebastiano Gulisano.Siciliano, anzi jonico-etneo trapiantato a Roma. Cane sciolto, curioso, giornalista per passione civile. Disadattato,sognatore: cioè fesso.

Un'inchiesta sul futuro dell'Italia. Un megafono aperto per quanti, tra studenti, docenti e ricercatori italiani, non hanno avuto modo di confrontarsi sulle riforme del ministro Gelmini e sui tagli del collega Tremonti. Cosa rimane dell'istruzione pubblica italiana nell'era del berlusconismo? Sebastiano Gulisano, con scrupolo giornalistico d'altri tempi, ha incontrato i protagonisti del mondo scolastico e universitario cui è stata tolta la possibilità di replica, in nome della ragion di Stato e della governabilità. E ha messo in evidenza, con crudezza, ciò che molti denunciavano da anni: strutture fatiscenti, classi sovraffollate, lavoro precarizzato e giovani senza speranza, costretti a emigrare verso altri paesi. Fino ai casi più tragici di chi si è tolto la vita, non riconoscendo più alcun futuro di fronte a sé. La scuola della Gelmini risulta essere, così, un modello molto, troppo lontano dai nostri stessi dettami costituzionali. Dalla rimozione degli ostacoli che limitano lo sviluppo di ogni cittadino, si è passati in poche e rapide mosse alla loro certificazione per legge.

giovedì 6 gennaio 2011

QUANTO COSTA UNA VITA?


Ieri ho fatto visita a Natascia T., una mia amica e grande attivista dell’associazione L’Occhio Verde. Natascia è all’ospedale di Ravenna, ha quasi 33 anni, ha sempre fatto molto come volontaria per gli animali e per le persone. Natascia ha un tumore alla pelle, una gamba messa maluccio, che le vorrebbero amputare. Perché vi racconto questa storia? Non per pietà, non per rovinarvi le feste, e nemmeno per dare una pacca sulla spalla a Natascia. Conoscendola sarebbe lei a consolarvi. A Natascia è stata riconosciuta l’80% di invalidità e per questo le vengono date 80 euro al mese per vivere. Nemmeno la disoccupazione, perché nel nostro Paese o sei disoccupato o sei invalido, non puoi essere entrambe le cose. Situazione allucinante, vergognosa per il nostro Paese, eppure, Natascia non è l’unica, ma anzi sono sempre di più le persone che vivono vicende come questa. Cosa vogliamo fare? Continuiamo ad abbracciare battaglie planetarie che ci costano poco e ci lavano la coscienza, o iniziamo a guardare qui, al nostro vicino, a chi ci è di fronte; e senza pietismo muoverci per risolvere questi problemi? Chi gli ha riconosciuto quest’obolo di 80 euro al mese, riuscirebbe a viverci pur senza problemi di salute? Nessuno riuscirebbe a farlo, figuriamoci chi non può lavorare e ha un problema di salute come questo. Negli Stati Uniti sono già scesi in piazza, non gli attivisti, ma i malati con i cateteri e le flebo attaccate (vere, non finte). Con dignità sfilavano per le “avenue” chiedendo il diritto più sacrosanto: la vita. Diritto che negli Stati Uniti ha un prezzo perché il servizio sanitario è privatizzato. Stiamo prendendo questa “avenue” anche noi, conoscere le persone ricoverate in ospedale, conoscere le loro storie, le storie dei loro famigliari, parlare con gli abitanti delle case popolari, con chi viene ignorato dagli assistenti sociali, con chi lotta quotidianamente per riuscire a vivere; tutto questo per troppo tempo è stato ignorato dalla politica. Per troppi anni si è fatto politica per parlare allo stomaco della gente, non al cuore.

Siamo arrivati a questo: 80 euro al mese in cambio di una gamba di una trentenne, forse 160 per due gambe … quindi ci vendono un tanto al chilo. Volete vedere Calcutta? Venite qui a Ravenna, o a Bologna, o a Milano. Cari politicanti, smettetela di girar la faccia altrove.

Un abbraccio a Naty.

Samantha Comizzoli per Ravenna Punto a Capo

mercoledì 5 gennaio 2011

WEBCAM 2 - LA VENDETTA


Essere distruttivi aiuta, ma non risolve i problemi di una città. Quindi, oltre a rilevare le omissioni o gli errori di questo Comune, ci siamo sempre preposti di essere propositivi e di eseguire ciò che veniva proposto da noi. Nessuna promessa, quindi, ma “fatti”. La diretta streaming dei consigli comunali latita ad arrivare? Vorrà dire che anziché portare la nostra video camera e registrare la seduta, trasmetteremo in diretta. Annunciamo, quindi, che dal 13 gennaio sul nostro sito (www.ravennapuntoacapo.it ) sarà possibile vedere i consigli comunali di Ravenna. Come attrezzatura non è nulla di irraggiungibile, bastano: una chiavetta, un pc portatile e una video camera. Serve anche qualcuno che assista sempre alle sedute, cosa che faremo a turno chiedendo giorno di ferie dal lavoro (per il giovedì pomeriggio). Ma come si diceva in Frankhenstein Jr. “SI PUO’ FARE!!” Vi aspettiamo sul nostro sito per vedere i consigli comunali, gratuitamente e con la possibilità di commentare in chat.

Ravenna Punto a Capo

martedì 4 gennaio 2011

E LA WEBCAM IN CONSIGLIO COMUNALE CHE FINE HA FATTO?

Premesso che la nostra associazione ha varie volte seguito il consiglio comunale di Ravenna riprendendo le sedute con la video camera e che altresì ha documentato anche le sedute nelle Circoscrizioni che ci vedevano discutere la petizione per “maggior trasparenza negli appalti pubblici”. Rileviamo che nel mese di maggio 2010 venne votata la proposta dei giovani democratici per la web cam in consiglio comunale con esito positivo. Siamo a gennaio 2011, si sono tenuti diversi consigli comunali, molti dei quali, il giovedì pomeriggio (giornata in cui molti di noi sono impossibilitati alla partecipazione). Ci chiediamo pertanto se l’esecutività della scelta comunale abbia qualche misterioso paletto, visto che tutt’ora non si vede via internet il consiglio. Oppure è stato un boato con la solita foglia di fico per la democrazia partecipata?

Attendiamo risposta e messa in opera della web cam.

Ravenna Punto a Capo