sabato 28 maggio 2011

PASSO DOPO PASSO, LA LOTTA ALLA MAFIA

E’ con somma gioia che apprendiamo che la DIA di Genova ha posto sotto sequestro tutti i beni del Clan Pellegrino in Liguria. Avevamo segnalato a mezzo stampa un cantiere sub appaltato al Clan dalla Acmar di Ravenna (in data 30/04/2011), proprio in Liguria nonostante i componenti del clan fossero già stati arrestati. Il 26 maggio la DIA e il Corpo dell’Arma dei Carabinieri ha posto sotto sequestro beni del clan per 9 milioni di euro, che a seguito del contradditorio andranno confiscati, ai Pellegrino applicate misura di sorveglianza speciale con obbligo di dimora per i prox 5 anni.

Nel frattempo Christian Abbondanza della Casa della Legalità ligure, che aveva scattato per noi le foto del cantiere e sta seguendo le azioni delle famiglie mafiose in Liguria, è stato posto sotto scorta. Gli siamo ovviamente vicini e anche noi, come Christian, non abbasseremo mai la guardia e continueremo a fare l’antimafia in una regione, la nostra, che non ha nemmeno la DIA e per questo pullula di riciclaggio, cemento, asfalto; e per questo manca di denunce e indagini sulla mafia.


OGGI SIAMO SU "IL FATTO"

Oggi la nostra associazione è su Il Fatto tramite un ottimo articolo di Riccardo Lenzi che narra di Sansavini, eccolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/27/lo-strano-caso-del-ragionier-sansavini/109829/

lunedì 23 maggio 2011

DIFFIDA

Il 21 aprile scorso la nostra associazione ha protocollato regolare istanza d’accesso agli atti pubblici riguardanti il biodigestore della Agrienergy e quello di prossima costruzione della Euroforaggi, entrambi a San Pietro in Campiano e del medesimo imprenditore. In particolare chiedevamo: iter autorizzativo, certificati antimafia (causa finanziamento pubblico), tavola RUE della zona.

Secondo la legge il Comune ha 30 gg per la risposta, ma non abbiamo ricevuto nulla, né gli atti richiesti né risposta di diniego con relativa motivazione.

Per questo motivo, in data odierna, abbiamo diffidato il Comune alla consegna entro giorni 5. Già era una richiesta tardiva sui tempi, vista la costruzione imminente del secondo biodigestore, ma la tardività era dovuta alla “non informazione” data ai cittadini, così come era avvenuto per il primo impianto. Intanto i lavori sono in pompa magna: Il terreno è pronto. Al momento non ci è possibile verificare nulla, nemmeno il presunto conflitto d’interessi che avevamo segnalato con un precedente comunicato stampa.

Sono soldi pubblici, è la nostra terra, il nostro ambiente e la nostra salute che sono in gioco. Pertanto, riteniamo grave la mancata trasparenza del Comune.

martedì 17 maggio 2011

Risultato elettorale


Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso a Ravenna Punto a Capo di raggiungere questo risultato: Samantha Comizzoli sindaco, coalizione 1,1% lista Ravenna PAC 0,78%.
Purtroppo non è un risultato che ci farà entrare in consiglio comunale, evidentemente la Rivoluzione non può passare dalle elezioni (almeno per ora). Oggi è il giorno dopo, abbiamo già cominciato a rimboccarci le maniche per rivoluzionare da fuori, consapevoli che non siamo poi così pochi...

Un abbraccio a tutti,
Samantha Comizzoli

domenica 8 maggio 2011

AVANTI CON LE FOGLIE DI FICO


Come gruppo che da anni lotta attivamente contro la mafia commentiamo la legge appena approvata dal Consiglio Regionale. Continuiamo con metodi errati, ingannevoli agli occhi dei cittadini, che mancano di azione, ma soprattutto di mezzi. Continuiamo a legiferare foglie di fico che vanno ad alzar la guardia per evitare infiltrazioni mafiose nel nostro territorio. Inutili poichè la mafia ha già radici ben fondate in Emilia Romagna. Continueremo sia come Lista Civica, sia come associazione a CHIEDERE a gran voce l’istituzione della DIA nella nostra Regione e a vedere come priorità la trasparenza tramite i punti che già avevamo portato in Comune con la nostra petizione. Riteniamo ,allo stato attuale, inefficiente la protezione data ai testimoni di giustizia. Scoraggiando coloro che vogliono denunciare. Riteniamo insufficiente l’organico delle Forze dell’Ordine. Non ci sono i mezzi per fare lotta alla mafia e quasi tutti gli arresti che vediamo in quest’ambito in questo periodo sono frutto di indagini partite almeno 5 anni fa. Come pensiamo di fermare la criminalità organizzata se i concorsi nelle Forze dell’Ordine sono fermi da tempo e invece la mafia spa continua a crescere? Basta con le commemorazioni alle vittime, se hanno solo sapore di “evento”. Il modo migliore per ricordare chi ha perso la vita nella lotta alla mafia è lottando e denunciando. Sarebbe stato auspicabile che qualcuno in Regione avesse alzato la voce davanti all’ennesima presa per i fondelli a solo scopo pubblicitario. Ma nessuno, come al solito, l’ha fatto. Una settimana fa abbiamo denunciato a mezzo stampa che la ACMAR di Ravenna ha sub appaltato un cantiere al clan dei Pellegrino, ma evidentemente va bene a tutti così. Non si è mossa nemmeno la polvere.

mercoledì 4 maggio 2011

IO NON HO BEPPE GRILLO


Io non ho Beppe Grillo, al massimo ho Beppe Falzi. Chi è Falzi? Un operario della Polimeri, con due figli, un uomo qualunque. Così come le altre persone che compongono la Lista: Simone elettricista, Alida cameriera, etc. etc.. Io non ho Beppe Grillo, mi chiamo Samantha Comizzoli, sono “un’addetta mensa”, non ho soldi, non sono amica dei potenti e sono fuori da qualsiasi gioco di partito, ma mi sono candidata a Sindaco di Ravenna. Mi sono candidata compiendo e dando dichiarazioni impopolari, proprio perché non avendo nulla, non ho padroni. Io non ho Beppe Grillo, ho solo la mia forza, il mio coraggio, la mia rabbia per ciò che la politica ha fatto con la nostra terra, con la nostra Romagna. Non ho spazio in campagna elettorale, e nessuno mi tirerà la volata. Nessun parruccone strapagato verrà a farmi la campagna elettorale. Abbiamo solo noi stessi. Noi, che ci siamo messi al centro di un vuoto, quello svuotamento sì politico, ma soprattutto ideologico. Al di sopra di noi, la casta, vecchia e nuova. Che conta su leader accattivanti per portarsi a casa un bel po’ di voti.

In questi due anni di attivismo come associazione abbiamo portato qui a Ravenna persone illustri sia per la lotta alla mafia sia per la difesa della salute e dell’ambiente. Ci incontreremo con loro in una serata di festa, ma non ci saranno discorsi e a nessuno di loro abbiamo chiesto l’appoggio. Anzi, non comunichiamo nemmeno i loro nomi. Faremo una festa al Bagno Ruvido di Punta Marina l’11 maggio alle ore 21,00 e così com’è nell’intento di Ravenna PAC, suoneranno dei gruppi di giovani musicisti emergenti di Ravenna ( The Rockers e Nomeproprio). Sarà per noi e per le persone che in questi anni sono state nostre ospiti, un momento di festa, non una serata di presentazione lista o campagna elettorale. Per una sera, faremo festa, aperta a tutti, per chi ci ama e per chi ci odia, in questo mondo che fa pena.

Io non ho Beppe Grillo, non ho Bersani, non ho il trota. Ho solo me, mi sono messa al centro e punto il dito contro tutti gli altri politicanti.

martedì 3 maggio 2011

ANCARANI, CALVACHI LE BIOMASSE SENZA CONOSCERLE?

Egregio Ancarani, in merito a suo c.s. riguardante il biodigestore di San Pietro in Campiano, rispondiamo quanto segue:

Dovrebbe conoscere meglio le norme riguardanti le biomasse, ma soprattutto gli impianti inferiori a 1 megawatt, che vengono propinati in Emilia Romagna ai cittadini con un motivo ben preciso. Se sono inferiori ad 1 megawatt non necessitano di VIA (Valutazione impatto ambientale), ma solo di DIA. Un iter autorizzativo, pertanto, molto snello, con poca burocrazia, ma soprattutto senza valutare, appunto, l’impatto ambientale. Semplice, poi, dopo il primo biodigestore nato, affiancargliene un altro per aumentare il kilowattaggio, ma intestandolo ad un’altra società e prendendo nuovamente gli incentivi, perché figura come un nuovo biodigestore (e non l’ampliamento del primo costruito). Altresì, La informiamo che secondo la legge si prevede che il materiale necessario per il funzionamento del biodigestore possa essere acquisito in un raggio di 70 km. E non si può certo dire che sia filiera corta e per gli agricoltori della zona. Non si può parlare di “ciclo chiuso” poiché i proprietari dei biodigestori, nella maggior parte dei casi, non dispongono delle materie per il funzionamento del biodigestore, e devono acquistarle, creando così una sorta di “nuovo mercato di quelle materie in particolare” necessarie per il biogas. Figurano come energie rinnovabili, in realtà è stata una modifica per gli incentivi aggiungendo la parola “assimilate”, di rinnovabile non c’è nulla in questo caso.

La puzza che lasciano i mezzi di trasporto delle materie (liquami suini e scarti vegetali) è il problema minore, perché è di passaggio. Differente, invece, è la puzza prodotta dal biodigestore stesso che crea danno alla salute psicofisica, che è motivo di stress, e che impone un certo modo di vivere ai cittadini che abitano nelle vicinanze.

Ora, Ancarani, che cavalchi anche il biodigestore non sapendo di cosa stai parlando…. Cavalca bene la battaglia e dai un secco “NO AL BIODIGESTORE”, viste le premesse previste dalla legge che abbiamo fatto, oppure chiedi a Ravenna PAC, che così fai più bella figura. Sorridi, quando non sai cosa dire, me lo disse mia nonna a 5 anni.

lunedì 2 maggio 2011

DA CONFINDUSTRIA, IL NOSTRO INTERVENTO SULLA SALUTE (NON LETTO)


In data odierna abbiamo partecipato all’incontro con gli altri candidati sindaci convocato da Confindustria. Oltre a domande inerenti a un documento che Ravenna PAC non ha ricevuto, sicuramente problematiche del server di Aruba, avremmo dovuto trattare il sociale e la tutela della salute su un documento firmato da Verlicchi e Sansavini. Non abbiamo capito il perché, abbiamo chiesto due volte di poter dire la nostra posizione, ma non se ne è parlato. Vi inviamo, pertanto, quello che doveva essere il nostro intervento.

L’offerta privata accreditata varia da regione a regione, ma per tutte la prima voce di bilancio è proprio la sanità, che muove fino all’80% delle risorse totali. A livello nazionale questo significa 105 mld di euro, di cui olter 20, sono destinati al rimborso di prestazioni e servizi erogati dai privati. E’ un gran business, ed è inutile negare che gli studiosi di economia ai quali avete fatto riferimento, c’hanno azzeccato vedendo “la salute come potenziale per il rilancio dell’economia”.

“Un imprenditore è per natura un sognatore”, è una strana visione del sognatore, ad ogni caso no ci piace che qualcuno sogni economicamente sulla salute della gente. E non ci piace nemmeno che si parli di “tutela della salute” riconducendola a benessere, cure termali o a prestazioni e servizi a persone già ammalate.

La tutela della salute è la responsabilità che medici e pubblica amministrazione hanno. Responsabilità che si esprime mettendo in opera azioni affinchè la gente non si ammali. Se la popolazione si ammala, avete fallito. Poiché non avete tutelato la salute.

“Ricerca”, ci chiedevamo come si sarebbe seguito a far ricerca in Italia, dopo la riforma. Ecco qui la soluzione: grazie ai privati. Riteniamo che la ricerca, così come sperimentazione, cultura, scuola debbano essere pubbliche. Ma sulla parola ”ricerca” ci si è aperto un cassettino della memoria: anni 95/97, dopo il boom dell’eroina (introdotta sul mercato per rincoglionire tutti, fallendo, hanno poi riprovato con la TV, riuscendoci) arriva il progetto UROD. UROD era un trattamento in via sperimentale che in 24 h disintossicava dall’eroina. Venne creato dal Cita Institute di Tel Aviv e applicato in Italia presso il San Raffaele e Villa Maria di Cotignola. In quest’ultima dal Dott. Leykin, israeliano. Al prezzo di 11 milioni di lire, in 24 h eri disintossicato (dopo era previsto sempre in incluso nel presso un ciclo di sedute psichiatriche per la dipendenza psicologica). Fu un gran boom per UROD, solo che dopo un po’ qualcuno ci lascio le penne. Il ministero della Salute bloccò UROD, anche per incongruenze nelle cartelle cliniche del San Raffaele.

E’ molto difficile individuare la soglia fra l’interesse imprenditoriale e quello che viene sancito dai medici nel Giuramento d’Ippocrate.

Proponete un “concerto” fra politica e imprenditoria sulla sanità. In poche parole far crescere servizi e prestazioni private, però tramite soldi pubblici.

Concludendo: Ravenna PAC nel suo programma dice: “Basta con i baroni e rispetto per i maestri”; “sanità più umana tramite rispetto del Giuramento d’Ippocrate”; strutture e servizi privati sì, ma non con soldi pubblici. Noi per un concerto non ci siamo, suonatevela da soli. Vogliamo una divisione netta fra pubblico e privato e vorremo che il pubblico ritornasse a funzionare. Non ci siamo per una visione della salute come prospettiva per l'aumento del volume economico.

Tirate pure una sospiro di sollievo, la Comizzoli non diventerà Sindaco di Ravenna, voi potrete continuare a fare convenzioni e accreditamenti e a godere del taglio del nastro di Matteucci e Errani, che amano tanto inaugurare strutture private.