martedì 3 maggio 2011

ANCARANI, CALVACHI LE BIOMASSE SENZA CONOSCERLE?

Egregio Ancarani, in merito a suo c.s. riguardante il biodigestore di San Pietro in Campiano, rispondiamo quanto segue:

Dovrebbe conoscere meglio le norme riguardanti le biomasse, ma soprattutto gli impianti inferiori a 1 megawatt, che vengono propinati in Emilia Romagna ai cittadini con un motivo ben preciso. Se sono inferiori ad 1 megawatt non necessitano di VIA (Valutazione impatto ambientale), ma solo di DIA. Un iter autorizzativo, pertanto, molto snello, con poca burocrazia, ma soprattutto senza valutare, appunto, l’impatto ambientale. Semplice, poi, dopo il primo biodigestore nato, affiancargliene un altro per aumentare il kilowattaggio, ma intestandolo ad un’altra società e prendendo nuovamente gli incentivi, perché figura come un nuovo biodigestore (e non l’ampliamento del primo costruito). Altresì, La informiamo che secondo la legge si prevede che il materiale necessario per il funzionamento del biodigestore possa essere acquisito in un raggio di 70 km. E non si può certo dire che sia filiera corta e per gli agricoltori della zona. Non si può parlare di “ciclo chiuso” poiché i proprietari dei biodigestori, nella maggior parte dei casi, non dispongono delle materie per il funzionamento del biodigestore, e devono acquistarle, creando così una sorta di “nuovo mercato di quelle materie in particolare” necessarie per il biogas. Figurano come energie rinnovabili, in realtà è stata una modifica per gli incentivi aggiungendo la parola “assimilate”, di rinnovabile non c’è nulla in questo caso.

La puzza che lasciano i mezzi di trasporto delle materie (liquami suini e scarti vegetali) è il problema minore, perché è di passaggio. Differente, invece, è la puzza prodotta dal biodigestore stesso che crea danno alla salute psicofisica, che è motivo di stress, e che impone un certo modo di vivere ai cittadini che abitano nelle vicinanze.

Ora, Ancarani, che cavalchi anche il biodigestore non sapendo di cosa stai parlando…. Cavalca bene la battaglia e dai un secco “NO AL BIODIGESTORE”, viste le premesse previste dalla legge che abbiamo fatto, oppure chiedi a Ravenna PAC, che così fai più bella figura. Sorridi, quando non sai cosa dire, me lo disse mia nonna a 5 anni.

2 commenti:

  1. Perdoni, non sono interessato alla vicenda, ho letto un'inesattezza e volevo correggerla perchè girano informazioni imprecise. La Dia che, tra l'altro si chiama Scia, non è prevista per gli impianti entro 1MWe a meno che non siano ad alto rendimento(secondo le linee guida Pes ex Ire)o di potenza inferiore ai 200KWe.
    Gli impianti "generativi" invece necessitano dell'autorizzazione unica e passano attraverso la conferenza dei servizi.

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  2. Quando avremo gli atti dell'iter autorizzativo, potremo risponderle e confermarle ciò che lei ha scritto. Grazie

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