lunedì 2 maggio 2011

DA CONFINDUSTRIA, IL NOSTRO INTERVENTO SULLA SALUTE (NON LETTO)


In data odierna abbiamo partecipato all’incontro con gli altri candidati sindaci convocato da Confindustria. Oltre a domande inerenti a un documento che Ravenna PAC non ha ricevuto, sicuramente problematiche del server di Aruba, avremmo dovuto trattare il sociale e la tutela della salute su un documento firmato da Verlicchi e Sansavini. Non abbiamo capito il perché, abbiamo chiesto due volte di poter dire la nostra posizione, ma non se ne è parlato. Vi inviamo, pertanto, quello che doveva essere il nostro intervento.

L’offerta privata accreditata varia da regione a regione, ma per tutte la prima voce di bilancio è proprio la sanità, che muove fino all’80% delle risorse totali. A livello nazionale questo significa 105 mld di euro, di cui olter 20, sono destinati al rimborso di prestazioni e servizi erogati dai privati. E’ un gran business, ed è inutile negare che gli studiosi di economia ai quali avete fatto riferimento, c’hanno azzeccato vedendo “la salute come potenziale per il rilancio dell’economia”.

“Un imprenditore è per natura un sognatore”, è una strana visione del sognatore, ad ogni caso no ci piace che qualcuno sogni economicamente sulla salute della gente. E non ci piace nemmeno che si parli di “tutela della salute” riconducendola a benessere, cure termali o a prestazioni e servizi a persone già ammalate.

La tutela della salute è la responsabilità che medici e pubblica amministrazione hanno. Responsabilità che si esprime mettendo in opera azioni affinchè la gente non si ammali. Se la popolazione si ammala, avete fallito. Poiché non avete tutelato la salute.

“Ricerca”, ci chiedevamo come si sarebbe seguito a far ricerca in Italia, dopo la riforma. Ecco qui la soluzione: grazie ai privati. Riteniamo che la ricerca, così come sperimentazione, cultura, scuola debbano essere pubbliche. Ma sulla parola ”ricerca” ci si è aperto un cassettino della memoria: anni 95/97, dopo il boom dell’eroina (introdotta sul mercato per rincoglionire tutti, fallendo, hanno poi riprovato con la TV, riuscendoci) arriva il progetto UROD. UROD era un trattamento in via sperimentale che in 24 h disintossicava dall’eroina. Venne creato dal Cita Institute di Tel Aviv e applicato in Italia presso il San Raffaele e Villa Maria di Cotignola. In quest’ultima dal Dott. Leykin, israeliano. Al prezzo di 11 milioni di lire, in 24 h eri disintossicato (dopo era previsto sempre in incluso nel presso un ciclo di sedute psichiatriche per la dipendenza psicologica). Fu un gran boom per UROD, solo che dopo un po’ qualcuno ci lascio le penne. Il ministero della Salute bloccò UROD, anche per incongruenze nelle cartelle cliniche del San Raffaele.

E’ molto difficile individuare la soglia fra l’interesse imprenditoriale e quello che viene sancito dai medici nel Giuramento d’Ippocrate.

Proponete un “concerto” fra politica e imprenditoria sulla sanità. In poche parole far crescere servizi e prestazioni private, però tramite soldi pubblici.

Concludendo: Ravenna PAC nel suo programma dice: “Basta con i baroni e rispetto per i maestri”; “sanità più umana tramite rispetto del Giuramento d’Ippocrate”; strutture e servizi privati sì, ma non con soldi pubblici. Noi per un concerto non ci siamo, suonatevela da soli. Vogliamo una divisione netta fra pubblico e privato e vorremo che il pubblico ritornasse a funzionare. Non ci siamo per una visione della salute come prospettiva per l'aumento del volume economico.

Tirate pure una sospiro di sollievo, la Comizzoli non diventerà Sindaco di Ravenna, voi potrete continuare a fare convenzioni e accreditamenti e a godere del taglio del nastro di Matteucci e Errani, che amano tanto inaugurare strutture private.


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