giovedì 14 luglio 2011

AVANTI TUTTA!

La nostra associazione e Slai Cobas avevano chiesto un incontro alle istituzioni per l’emergenza casa a Ravenna e altre problematiche emerse grazie al presidio di alcune famiglie in Piazza del Popolo. L’incontro avverrà venerdì 15 alle ore 9,00 con l’Assessore ai Servizi Sociali Giovanna Piaia. Abbiamo potuto riscontrare dai cittadini che la problematica si sta allargando a macchia d’olio. Tutto ciò accade perché in questo Paese la politica affronta sempre le situazioni “in emergenza” e non attualizza soluzioni preventive quando c’è il primo campanellino d’allarme. Il Comune di Ravenna deve avere il coraggio di riconoscere che Ravenna non è esclusa dall’emergenza casa e dalle poche possibilità dei servizi sociali. Ringraziamo nuovamente le famiglie che hanno permesso a Ravenna Punto a Capo e Slai Cobas di immergersi in questo strato sociale e specifichiamo che la nostra associazione continua in questa battaglia e lo fa in prima linea, mai dietro, aspettando che qualcun altro manifesti. Non abbiamo mai fatto politica ponendoci “dietro” a qualcuno che manifesta, siamo sempre stati “davanti” mettendoci la faccia quando organizziamo qualcosa, l’abbiamo già dimostrato. Alcuni esponenti del presidio che non lavoravano hanno iniziato anch’essi, e questo è un aspetto molto positivo. In questo momento, però, siamo molto preoccupati per chi in quel presidio partecipava come “singolo” poiché la vita l’ha reso “singolo”. Stiamo parlando di Giovanni, un signore di mezza età, invalido civile e con diabete che ha ricevuto lo sfratto. Presto sarà senza casa e con la necessità di conservare l’insulina quotidiana non si sa dove….

Siamo parlando di Rosa, anch’essa signora di mezz’età con problemi di salute che al momento è in strada. Stiamo parlando, ahimè, di Mario che è già stato sfrattato e che questa società definisce “da psichiatria” e lì è finito. In quei giorni di presidio Mario è la persona con la quale abbiamo dialogato di più, lucido, intelligente, sensibile, troppo sensibile per questo mondo che fa pena. E in questo mondo una persona così è da psichiatria. Prima o poi rinchiuderanno anche noi, in psichiatria, che stiamo soffrendo per queste persone e per questo mondo che fa veramente pena. Aspettando quel momento andiamo avanti e portiamo all’Assessore le proposte, già adottate in altri Comuni.

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