mercoledì 6 luglio 2011

CASA SEMPRE IN EMERGENZA

Da circa 6 giorni alcuni nuclei famigliari stanno presidiando Piazza del Popolo per chiedere una casa d’emergenza. Sono diversi nuclei, con diverse realtà. Abbiamo letto più volte sulla stampa che erano nelle case popolari. Questo è il primo punto che vorremo illuminare: a parte una singola persona, gli altri non hanno mai avuto una casa popolare e, anzi, non hanno nemmeno fatto domanda. Questo è emerso proprio quando il Prefetto e il Questore di Ravenna li hanno incontrati in Piazza del Popolo. Sarebbe quindi difficile per loro avere un’unità abitativa d’emergenza, visto che non hanno mai fatto alcuna domanda. Così, lunedì mattina li abbiamo aiutati a protocollare le domande. Però una domanda ci avanza spontanea: come mai nessun assistente sociale lo aveva fatto? E come mai nessun assistente sociale, ha fatto per queste famiglie, le domande per gli assegni di disoccupazione?

Misteri della fede forse, così come ci rimane un mistero il fatto che in 6 giorni nessuno di loro sia venuto in Piazza del Popolo per parlargli o almeno chiedergli “come state?”, visto che li hanno tutti in cura.

Altro punto oscuro è questo alloggio presso un albergo di Ravenna, che secondo il progetto dei Servizi sociali si usa solo per situazioni di breve temporaneità. Bene, una camera per ogni nucleo famigliare, senza bagno. I bambini (piccolissimi) li devono lavare nei lavandini in comune con gli altri ospiti dell’albergo. Costo (per noi cittadini) 1500 euro a camera al mese. Sono lì da 4 mesi.

Ora, né Ravenna Punto a Capo, né Slai Cobas sono assistenti sociali, e non abbiamo pretesa di sostituirli nel loro operato. Ma davanti a risultati come questi, non si può parlare solamente di sviste o tattiche. 7 famiglie che si trovano senza nemmeno l’aiuto di una domanda protocollata e occupano la piazza da 6 giorni (anche dormendoci), in grave disagio, ci dispiace, ma qui si parla di TOTALE FALLIMENTO dei servizi sociali. Fallimento che si amplia,forse, ancor di più se si scopre che alcuni occupanti delle case popolari non ne avrebbero diritto.

In questi giorni abbiamo sentito più volte che le persone in piazza sono antipatiche, ignoranti, zingari, arroganti, brutti, delinquenti . Scusateci, ma questa è la povertà, e sono PERSONE. Cosa vi aspettavate? Una sfilata d’eleganza ? La pietà è forse selettiva?

Molti cittadini hanno espresso la loro solidarietà, forse quei cittadini che non si sono fermati alla prima occhiata o alla prima chiacchiera riportata.

Poiché incontri ufficiali non sono avvenuti, e poiché non è facile parlare con chi è particolarmente arrabbiato e sta presidiando, abbiamo protocollato la richiesta di incontrare noi, il Sindaco, l’Assessore dei Servizi Sociali e il Prefetto. Abbiamo richiesto un incontro urgente entro 5 giorni (data protocollo 5 luglio). Vorremo essere costruttivi e portare delle proposte per un problema che a Ravenna riguarda tantissime persone, alcune in condizioni anche peggiori di quelli che stanno presidiando.

Non si può sempre rispondere che “non ci sono le case e non ci sono i soldi”. Quando pensiamo di risolverlo questo problema? Oppure a uno che muore di sete gli rispondiamo “non c’è l’acqua” e giriamo le spalle? Se ragioniamo così, a morire di sete saranno sempre più persone e saremo sempre in emergenza, speriamo non al costo di 1500 euro al mese. In tal caso ci sarà presto un altro buco economico nel Consorzio dei Servizi Sociali.

Attendiamo l’incontro richiesto come da protocollo.

Ravenna Punto a Capo Slai Cobas per il sindacato di classe

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