martedì 26 luglio 2011

METODI ANTICOSTITUZIONALI DEL COMUNE DI RAVENNA


Ieri sera la nostra associazione ha manifestato in Piazza del Popolo, nuovamente, contro lo zoo. Al termine della manifestazione alcuni di noi sono saliti a Palazzo Merlato dove c’era in corso il Consiglio Comunale (senza cartelli e in silenzio) e abbiamo trovato una situazione degna di un Paese sotto dittatura. La sala consiliare era separata dai cittadini da un cordone, cioè era vietato l’accesso per i cittadini alla sala consiliare. Chieste delucidazioni alle forze dell’ordine presenti, ci hanno riferito che la Presidente del Consiglio Molducci, aveva “interdetto” la sala ai cittadini. La Presidente parrebbe aver commesso un abuso, perché non si può impedire l’accesso alla sala comunale ai cittadini. Quest’azione è gravissima, è anticostituzionale, sfiora le leggi fasciste. Già per altri motivi, il regolamento del Comune di Ravenna viola la Costituzione:

- Non si possono presentare petizioni popolari per l’urbanistica (quindi bocca chiusa ai cittadini)

- Non si può accedere alla sala del Consiglio con cartelli che esprimono la propria opinione (altro bavaglio ai cittadini)

Ma questa di ieri sera, le supera veramente tutte ed è davvero da denuncia alla Procura. I consigli Comunali sono a porte aperte e i cittadini possono “assistervi”, con questo verbo non s’intende che ascoltano il consiglio a modi radio, ma che con la loro presenza fisica possono assistere alle sedute del Consiglio e guardare cosa fanno i nostri dipendenti. Poiché è questo che sono i componenti del Consiglio, nostri dipendenti. Vergognatevi e rispondete, ora, delle conseguenze.

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