lunedì 11 luglio 2011

Nessuno sgombero può fermare la lotta per il diritto alla casa!



Dopo 11 giorni di presidio in Piazza del Popolo, questa mattina presto, approfittando del numero

esiguo di chi partecipava al presidio, l'assenza delle donne che hanno dimostrato una grande

capacità di resistenza e dignità nella lotta, le famiglie dei senza casa hanno avuto come risposta

uno sgombero da parte delle forze dell'ordine. Sono stati sgomberati e gli hanno persino preso le

impronte digitali in Questura, e rilasciati per manifestazione non autorizzata e resistenza al

pubblico ufficiale.
11 giorni di protesta pacifica non hanno avuto l'interesse per trovare una soluzione da parte

dell'amministrazione comunale e asp, nessun politicante di maggioranza o opposizione, nessun

sindacato confederale ha sostenuto la loro sacrosanta battaglia di civiltà. 11 giorni trasformati

con lo sgombero in un problema di ordine pubblico.
Non è con la repressione che il mondo politico cittadino può dare delle risposte alle questioni

sociali sollevate dal presidio di chi lotta per avere una casa. Il diritto già sancito dall'Art. 21 della

Costituzione di libertà d'espressione deve essere garantito sempre.
Questo presidio ha permesso ad un tessuto sociale "invisibile" con una problematica enorme di

emergere dall'oscurità perbenista e borghese ravennate.
In queste giornate famiglie con le stesse poblematiche ci hanno contattati, cittadini con uno

sfratto esecutivo per morosità, Ravenna PAC e Slai cobas pertanto, continuano con una vertenza

casa poichè l'emergenza abitativa non è stata assolutamente risolta.
Altri Comuni in Italia hanno messo in atto misure d'emergenza, cosa che proporremo anche noi

all'incontro con l'Assessore Giovanna Piaia venerdì alle ore 9,00.
Chiudere la bocca alle proteste non significa aver risolto il problema.

Ravenna Punto a Capo Slai Cobas per il sindacato di classe

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