giovedì 21 luglio 2011

PRESENTATA LA VERTENZA CASA

Slai Cobas per il sindacato di classe, l’associazione Ravenna Punto a Capo e Ravenna aut hanno presentato un documento per la “vertenza casa”. Problematiche che abbiamo conosciuto grazie al presidio in Piazza del Popolo di alcune famiglie. In allegato l’intero documento che ha preso spunto da misure d’emergenza già messe in atto in altri Comuni italiani.

Attendiamo la risposta del Comune per la loro attuazione o eventuali motivi di diniego.

I punti fondamentali del documento sono:

- Blocco degli sfratti esecutivi dalle case popolari fintanto che non rientri l’emergenza

- Esproprio di abitazioni private vuote che da anni hanno invaso con il cemento la nostra città (almeno facciamole fruttare trasformandole in edilizia popolare)

- Una palazzina da tenere come struttura d’appoggio per coloro che attendono la casa popolare, anziché appoggiarsi ad un albergo con costo elevato

- Stop alle separazioni famigliari imposte

Nel frattempo inizieremo, collaborando tutti e tre, con una rete sul territorio, casa per casa, famiglia per famiglia.

Slai Cobas

Ravenna Punto a Capo

Ravenna Aut


DI SEGUITO LA VERTENZA PRESENTATA


Ravenna, 13 luglio 2011

OGGETTO: VERTENZA CASA

Premesso che la nostra associazione Ravenna Punto a Capo unitamente a Slai Cobas per il sindacato di classe è stata solidale con coloro che hanno presidiato Piazza del Popolo a Ravenna per i problemi riassumibili in: emergenza casa, operatività dei servizi sociali, mancanza di lavoro. Questo presidio ha permesso ad un tessuto sociale di emergere dal silenzio e portare alla luce le problematiche come in altri Comuni del nostro Paese. Poiché la soluzione ad un problema sociale enorme e che va ad aumentare, non può essere la repressione e nemmeno celare il problema, ritentiamo che con coraggio il Comune di Ravenna debba in primis riconoscere l’esistenza del problema e mettere in atto alcune misure per risolverlo prima che sia troppo tardi.

Di seguito riportiamo nostre proposte, già messe in atto in altri comuni italiani, chiedendo di attuarle anche a Ravenna oppure di indicare motivo di diniego.

- blocco sfratti esecutivi per morosità o altro almeno per 2 anni

Poichè l'emergenza casa è un problema presente in tutto il nostro paese, scaturito da un'edilizia che non ha risposto alla richieste, dalla crisi economica che ha portato a licenziamenti e cassa integrazione, e da politiche economiche di tagli di risorse per lo stato sociale;

diversi comuni hanno adottato misure d'emergenza per garantire il diritto alla casa.

Presso il Comune di Bologna, il 20 giugno 2011, ad un tavolo composto dall'assessore Malagoli e dal Movimento Lotta per la Casa, è stata discussa la proposta del blocco degli sfratti delle case popolari sino a quando non terminerà l'emergenza.

Crediamo che una moratoria sugli sfratti sia indispensabile anche nel Comune di Ravenna, vista anche (ed è solo un esempio), la situazione in via Patuelli.

- reperimento alloggi anche all'interno del patrimonio privato

Ravenna vede circa 8 mila appartamenti invenduti e vuoti di edilizia privata.

Questo ha creato cementificazione sul territorio a fondo perduto, poichè le case non vengono sfruttate. Situazione analoga ad altri comuni in Italia. A tal proposito il Comune di Roma già nel 2005 tramite iniziativa di Sandro medici del X Municipio che requisì 13 alloggi privati e sfitti a Cinecittà, optò per espropriare alloggi di edilizia privata per trasformarli in alloggi popolari.

Chiediamo, pertanto, che scelga la stessa via per ottenere un numero maggiore di case popolari, e allo stesso tempo sfruttare la cementificazione già esistente tramite esproprio per convenzione con il Comune.

- convenzione con il giaciglio inadeguata

Queste prime due soluzioni non annullerebbero l'esigenza di strutture di alloggio temporaneo prima dell'assegnazione di una casa, ma la convenzione con l'albergo "Il Giaciglio" parrebbe essere inadeguata: una camera per ogni nucleo famigliare, bambini compresi, con l'uso del bagno in comune con gli ospiti dell'albergo (pertanto situazione igienica discutibile), a 1500 euro al mese. Proponiamo che il Comune tenga una struttura da utilizzare temporaneamente per le persone in attesa di un alloggio.

- domanda di emergenza abitativa (iter, sono state fruttuose ?)

A tal proposito, proprio a riguardo alle famiglie che hanno presidiato la piazza, vorremmo ricordare che li abbiamo aiutati a protocollare le domande di emergenza abitativa che fino ad allora nessuno aveva fatto. Altresì non risulterebbero domande per gli assegni di disoccupazione. Tutto il gruppo però era seguito dai Servizi Sociali. Mettiamo quindi in discussione l'operato e l'iter procedurale e ne chiediamo motivazione. Nel caso le domande presentate con il nostro aiuto siano inutili, chiediamo quale sia il corretto iter da seguire, o se quello corretto è stato quello delle Assistenti Sociali ne chiediamo la completa revisione.

- stop alle separazioni famigliari (alloggio e aiuto economico)

Pesante e inaccettabile la sempre più in uso soluzione della separazione famigliare. Lo sfascio della famiglia è un passo indietro nella vita sociale,una soluzione estrema alla quale non si dovrebbe mai ricorrere. A volte parrebbe essere usato in tono intimidatorio. Chiediamo che chi accetti il progetto lavorativo proposto dai Servizi Sociali non abbia una separazione imposta da moglie e figli. Segnaliamo altresì che la risposta a domande di lavoro o di aiuto ai servizi sociali è spesso la seguente: "andatevene al vostro paese". E' inaccettabile come risposta!

Ravenna Punto a Capo Slai Cobas per il sindacato di classe

Samantha Comizzoli Enzo Diano

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