martedì 22 novembre 2011

TRADIMENTO ALLO STATO

A distanza di una settimana da ciò che è accaduto nel nostro Paese, iniziamo a canalizzare la rabbia ed esprimiamo la nostra posizione. Una settimana fa Berlusconi si dimetteva. Il suo è stato un pessimo governo, ed è banale dirlo. Ciò che però rende tutto da “lacrime e sangue”è quel che è accaduto una settimana fa. Il nostro Paese ha avuto un golpe ad opera di Mario Draghi, con l’aiuto di Prodi e Napolitano. Hanno messo in pratica ciò che la BCE aveva ordinato, hanno venduto il nostro Paese a coloro che ne hanno causato il crollo, le banche. Se Berlusconi fosse stato un uomo onesto non si sarebbe dimesso, avrebbe detto al popolo italiano ciò che stava accadendo, ma non è mai stato onesto ed è stato coerente fino alla fine con la sua disonestà. L’Italia è attualmente guidata da un servo delle banche europee, non è stato eletto da nessuno e porterà nel nostro Paese la piena attualizzazione del Trattato di Lisbona (scritto dalla Comunità Europea e mai votato da noi)e del Patto per l’Euro (siglato dalla Comunità Europea e mai democraticamente votato da noi). La nostra Costituzione non vale più, né il contratto di lavoro nazionale, né lo “Stato”. Questo è il frutto di un lavoro capillare, durato anni. L’Italia è un Paese che ha perso 457 miliardi di euro dati alle banche e sottratti alla finanziaria. L’Italia non ha più una sovranità di bilancio perché deve inviare i propri bilanci alla Comunità Europea affinchè vengano esaminati. Non abbiamo più un Governo eletto dai cittadini. Come vogliamo chiamarlo tutto questo, se non colpo di stato? Il massimo apporto nel nostro Paese per questo assassinio è stato dato proprio dalla sinistra politica. Nigel Farage al Parlamento Europeo ha fatto pesanti dichiarazioni, censurate da ogni mass media italiano, chiamando assassini coloro che hanno imposto il golpe alla Stato italiano. L’intervento del giornalista Paolo Barnard (unica voce libera in Italia) a Matrix, dove dava dati sul colpo di Stato italiano; viene censurato da internet. E’ inutile che censuriate, noi siamo il popolo e rifiutiamo questa forma di Stato che ci è stata imposta dalla Comunità Europea/banche/lobby finanziarie. Noi siamo il popolo e accusiamo Mario Draghi, che poteva salvare il nostro Paese mettendo mani ai soldi della BCE, di tradimento allo Stato.

martedì 15 novembre 2011

L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA


Che l’etica non sia in uso alla CMC, non è consequenziale che sia lo stesso per i cittadini. Che alla CMC “sfuggano” i sub appalti a cosa nostra e’ndrangheta non significa che anche ai cittadini sfuggano. Nelle dichiarazioni dell’A.D. della CMC parrebbero esserci omissioni o rimozioni di articoli della Costituzione e del codice etico della CMC, e anche di ricordi. La CMC per la base di Sigonella è stata soprannominata dai cittadini “Cooperativa Militarista Collaborazionista”. In nome dell’iter segretissimo sono stati stravolti il piano urbanistico e le autorizzazioni per costruire su aree non edificabili. Sugli edifici residenziali per i militari di Sigonella arrivò in sub appalto la Fin. Co. Imm. . Il progetto da loro presentato piacque molto agli USA guerrafondai, peccato che ebbe un percorso travagliato, bloccato varie volte dall’opposizione, poi venne commissariato il Comune di Belpasso; poi ripresentarono il progetto variato e il nuovo Sindaco di Belpasso affidò l’incarico di realizzare la variante all’architetta Daniela Lima (figlia dell’assassinato da Cosa Nostra, Salvo Lima). Le continue denunce pubbliche portarono l’attenzione della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia di Catania). Fu rilevata nel 1997 la penetrazione di Cosa Nostra nella maggior parte degli appalti della Base Militare di Sigonella, il tutto nelle indagini che si chiamarono “operazione Saigon”. La Fin.Co. Imm uscì dall’affare proprio al momento della firma del contratto in modo anomalo e al suo posto entrò la Pizzarotti di Parma (già famosa per Mani Pulite). Solo una parentesi storica che vide la CMC vincere la gara d’appalto in barba ad Impregilo, dove lo stesso Matteucci si vantò di aver vinto per il successo goduto dalla costruzione della sede ONU ad Addis Abeba. Un’opera da 130 miliardi di lire in un paese come l’Etiopia che vede il più basso reddito procapite. Proprio per il Palazzo dell’ONU, la CMC vide l’inchiesta per false fatturazioni e nello stesso periodo l’allora presidente Belletti ricevette avviso di garanzia per appropriazione indebita. Si salvarono invece dalle inchieste su Sigonella, perché si sa.. le responsabilità sono di chi ha preso il sub appalto, non di chi lo da, anche se la D.I.A. rilevò che la CMC era in contatto telefonico con i Fratelli Pesce e usava per i movimenti terra i mezzi di trasporto della Sud Trasporti del clan Ercolano.
Altresì che l’attuale A.D. della CMC parli di “ambiente” ci fa sorridere davanti ad altra inchiesta su Sigonella sempre della D.I.A. per aver smaltito anche rifiuti speciali nella discarica di Salvatore Proto del clan Santapaola-Ercolano. Nella stessa Valsusa viene espropriata la terra sudata negli anni ai braccianti in nome della TAV, un progetto fallimentare se non per chi lo costruisce. Quindi, eccoli i posti di lavoro che portano i cantieri della CMC. Fatti di illegalità, odor di mafia, espropri a chi già lavora. E nella maggior parte dei casi incentivi per la guerra.
E’ in atto un processo neoliberista che punta a trasformare il Nord Africa in territorio di caccia per le transnazionali che hanno sede nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Un processo che sta accentuando divari, conflitti e espropriazioni. In base a ciò, tutti coloro che lottano per la pace hanno il dovere di opporsi all’ampliamento delle basi militari e lottare per la loro riconversione. Questa è quell’etica che la CMC ha dimenticato, anzi, che ignora. Questa è l’opposizione di chi lotta per la pace e rifiuta la mafia. Questa è l’etica di chi vuole posti di lavoro e non progetti che portano morte, traffico e illegalità. Rispediamo il “nimby” al mittente che si è dato latitante all’appuntamento davanti ai cancelli della CMC di Via Trieste e gli auguriamo di esserci la prossima imminente volta.

martedì 8 novembre 2011

3 DENARI......

Qualche anno fa la Clinica Santa Rita fu sbattuta sui giornali per ciò che aveva fatto per anni ai pazienti. Grazie alle intercettazioni tutti seppero che avevano venduto la pelle della gente per denaro. Si aprì la polemica se fosse giusto o meno pubblicare tutto. Davanti alla macelleria umana si preoccuparono delle notizie date ai cittadini. Bene, qualche giorno fa a Ravenna sono stati resi noti i nomi di due degli indagati per la vicenda Galletti Abbiosi, uno dei due è il Vescovo. Leggere ora le posizioni di difesa per il Vescovo, da parte di ciò che dovrebbe essere l’opposizione a Ravenna, è veramente vomitevole. Davanti a cotanta sporcizia ben organizzata che è la storia del Galletti Abbiosi, di aver rubato dal piatto di minestra di donne, e per giunta orfane; qualcuno non prova vergogna e difende Vescovo e affini. Voi, che dovreste essere i difensori del popolo, continuate a vendere il popolo per 3 denari oppure proteggete chi lo fa. Il Sindaco ha dichiarato che “tutti noi ravennati siamo dalla parte del Vescovo”. Sindaco, anche noi siamo ravennati e siamo dalla parte delle Orfanelle, della Giustizia, della verità.

domenica 6 novembre 2011

C’E’ UNA GABBIETTA PER TUTTI ALLA STANDIANA…

Abbiamo appreso dalla stampa odierna che all’interno dello zoo ci sarà anche spazio per le energie rinnovabili grazie a zona tematica ed “educativa”. E’ bello apprendere certe “varianti” ai progetti su terreno pubblico dalla stampa, quando è stata votata questa variante in Consiglio Comunale? Leggiamo che sono 5.000 mq, una bella fetta di variante al progetto che non può essere sfuggita a regolare iter. Il parere del CQAP? Chiederemo gli atti, siamo curiosi.

Qualcosa però si intravede già: la Anter (società che realizzerà in collaborazione questa parte del progetto), quando parla di energie rinnovabili, parla anche di biomasse. Ecco! Un’ottima idea insegnare ai bambini che oltre alla sofferenza animale la nostra società insegna anche a inquinare l’ambiente e a rovinarci la salute grazie a incentivi pubblici. In fondo in questa piramide che è il cantiere della Standiana, l’abitudine di costruire grazie a finanziamenti pubblici non è nuova visto che la stessa Mirabilandia parrebbe sia stato l’unico parco in Italia a godere di soldi pubblici grazie alla legge 556 per ben 14 miliardi delle allora lire. Gli altri Parchi italiani che dovevano godere della stessa legge in Italia non riuscirono ad aprire grazie all’impatto ambientale che davano. L’allora co-proprietaria Fin Brescia dichiarava che grazie a Mirabilandia avrebbe dato lavoro a 500 persone. Partirono male, grazie anche all’inchiesta della Magistratura che bloccò il loro parco analogo in Campania (Afragola) in società con Agensud per infiltrazioni camorristiche. Oggi a Mirabilandia parrebbe si lavori con “contratti a chiamata”. Erano questi i 500 posti di lavoro? E per lo zoo, stesso tipo di trattamento di lavoro immaginiamo …

venerdì 4 novembre 2011

DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Ieri mattina la nostra associazione ha partecipato al presidio indetto da Proletari Comunisti davanti al Tribunale di Ravenna e ha assistito all’udienza che vede imputate 3 persone per aver espresso il loro pensiero in occasione di una conferenza con Storace a Ravenna. Aldilà di ciò che potremmo dire sulla legittimità costituzionale della Moschea, siamo rimasti veramente dispiaciuti di ciò che abbiamo sentito stamani all’udienza. In questa precisa occasione, l’allora Ispettore della Digos, ora alla mobile, non permise ad alcuni cittadini di entrare alla conferenza pubblica di Storace e coloro che volevano, appunto, esprimere il proprio pensiero vennero allontanati e fatti stazionare sulla strada (la Faentina) creando così anche un pericolo stradale… Già questi due aspetti parrebbero gravi, ma il tutto è stato aggravato dal fatto che 3 su 6 sono stati denunciati per “manifestazione non autorizzata”dopo che avevano seguito le prescrizioni impostagli. Di denunce per manifestazione non autorizzata ce ne sono parecchie e ovunque, vengono tutte archiviate proprio per l’Art. 21 della Costituzione, articolo sul quale anche l’ex ispettore della Digos ha prestato giuramento, ma quello che ci colpisce qui sono sia l’occasione sia le modalità. Sono state denunciate tre persone per uno striscione che portava solidarietà agli immigrati (Art. 21 della Costituzione) e contestava il fascismo e l’istigazione al razzismo (proibite in Italia) e ne sono state denunciate 3, non tutti coloro che contestavano, solo 3 di essi. Perché? Se persone che apprendono dai giornali di un evento politico, si presentano lì per esprimere il proprio pensiero, perché si interviene proibendogli l’entrata, mettendoli sulla strada e poi denunciandoli? A che titolo viene infranta la Costituzione?

“libero fischio in libera piazza” S. Pertini

martedì 1 novembre 2011

ADESIONE AL PRESIDIO PER I 3 DENUNCIATI CHE CONTESTARONO STORACE

Giovedì mattina la nostra associazione aderisce e partecipa al presidio indetto da Proletari Comunisti davanti al Tribunale di Ravenna per la denuncia a 3 persone che contestarono Storace con uno striscione nel 2008. Le motivazioni per la nostra partecipazione sono sia generiche che legate al caso stesso. Abbiamo già espresso in passato il nostro sostegno alla Moschea e che si inviti Storace per remare contro ci vede ovviamente contestare il fatto. Vorremmo però concentrare l’attenzione su due aspetti di questa vicenda: la libertà d’espressione a parole o scritta sancita dalla Costituzione e il fatto che tutte le volte che un rappresentante della destra politica arriva a Ravenna si tappa la bocca ai cittadini. Quante volte i cittadini devono difendersi legalmente da queste denunce/soprusi? Quante volte le nostre Procure devono perdere tempo con questi procedimenti inutili e al solo scopo intimidatorio? Ma soprattutto, fascismo e istigazione al razzismo nel nostro Paese non sono vietati? Ci piacerebbe porgere queste domande al diretto interessato Storace e visto che a Ravenna è come in una sua seconda casa, prima o poi gliele faremo. Pieno sostegno ai 3 ragazzi denunciati.