martedì 15 novembre 2011

L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA


Che l’etica non sia in uso alla CMC, non è consequenziale che sia lo stesso per i cittadini. Che alla CMC “sfuggano” i sub appalti a cosa nostra e’ndrangheta non significa che anche ai cittadini sfuggano. Nelle dichiarazioni dell’A.D. della CMC parrebbero esserci omissioni o rimozioni di articoli della Costituzione e del codice etico della CMC, e anche di ricordi. La CMC per la base di Sigonella è stata soprannominata dai cittadini “Cooperativa Militarista Collaborazionista”. In nome dell’iter segretissimo sono stati stravolti il piano urbanistico e le autorizzazioni per costruire su aree non edificabili. Sugli edifici residenziali per i militari di Sigonella arrivò in sub appalto la Fin. Co. Imm. . Il progetto da loro presentato piacque molto agli USA guerrafondai, peccato che ebbe un percorso travagliato, bloccato varie volte dall’opposizione, poi venne commissariato il Comune di Belpasso; poi ripresentarono il progetto variato e il nuovo Sindaco di Belpasso affidò l’incarico di realizzare la variante all’architetta Daniela Lima (figlia dell’assassinato da Cosa Nostra, Salvo Lima). Le continue denunce pubbliche portarono l’attenzione della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia di Catania). Fu rilevata nel 1997 la penetrazione di Cosa Nostra nella maggior parte degli appalti della Base Militare di Sigonella, il tutto nelle indagini che si chiamarono “operazione Saigon”. La Fin.Co. Imm uscì dall’affare proprio al momento della firma del contratto in modo anomalo e al suo posto entrò la Pizzarotti di Parma (già famosa per Mani Pulite). Solo una parentesi storica che vide la CMC vincere la gara d’appalto in barba ad Impregilo, dove lo stesso Matteucci si vantò di aver vinto per il successo goduto dalla costruzione della sede ONU ad Addis Abeba. Un’opera da 130 miliardi di lire in un paese come l’Etiopia che vede il più basso reddito procapite. Proprio per il Palazzo dell’ONU, la CMC vide l’inchiesta per false fatturazioni e nello stesso periodo l’allora presidente Belletti ricevette avviso di garanzia per appropriazione indebita. Si salvarono invece dalle inchieste su Sigonella, perché si sa.. le responsabilità sono di chi ha preso il sub appalto, non di chi lo da, anche se la D.I.A. rilevò che la CMC era in contatto telefonico con i Fratelli Pesce e usava per i movimenti terra i mezzi di trasporto della Sud Trasporti del clan Ercolano.
Altresì che l’attuale A.D. della CMC parli di “ambiente” ci fa sorridere davanti ad altra inchiesta su Sigonella sempre della D.I.A. per aver smaltito anche rifiuti speciali nella discarica di Salvatore Proto del clan Santapaola-Ercolano. Nella stessa Valsusa viene espropriata la terra sudata negli anni ai braccianti in nome della TAV, un progetto fallimentare se non per chi lo costruisce. Quindi, eccoli i posti di lavoro che portano i cantieri della CMC. Fatti di illegalità, odor di mafia, espropri a chi già lavora. E nella maggior parte dei casi incentivi per la guerra.
E’ in atto un processo neoliberista che punta a trasformare il Nord Africa in territorio di caccia per le transnazionali che hanno sede nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Un processo che sta accentuando divari, conflitti e espropriazioni. In base a ciò, tutti coloro che lottano per la pace hanno il dovere di opporsi all’ampliamento delle basi militari e lottare per la loro riconversione. Questa è quell’etica che la CMC ha dimenticato, anzi, che ignora. Questa è l’opposizione di chi lotta per la pace e rifiuta la mafia. Questa è l’etica di chi vuole posti di lavoro e non progetti che portano morte, traffico e illegalità. Rispediamo il “nimby” al mittente che si è dato latitante all’appuntamento davanti ai cancelli della CMC di Via Trieste e gli auguriamo di esserci la prossima imminente volta.

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