giovedì 12 gennaio 2012

BELLU LAVURU L'APPALTU PUBBLICU


Che il nord sia il terreno dove l’ndrangheta investe il suo denaro già si sapeva. Che cemento, calcestruzzo e movimenti terra fossero i campi prediletti, anche questo si sapeva. Ciò che oggi sappiamo di nuovo è che a mettere la firma sulla qualità del cemento usato per lavori negli appalti pubblici eseguiti dall’ndrangheta, fosse un ingegnere residente a Marina di Ravenna, il sign. D’alessio. E’ stato nell’operazione “bellu lavuru” della D.I.A. di Reggio Calabria che si è proceduto anche per il suo arresto. L’inchiesta riguardava la variante dell’A.N.A.S. di Palizzi, ma chissà se il D’alessio ha certificato cemento buono anche per qualche appalto pubblico qui in Romagna, anzi, magari proprio a Ravenna. Visto che ci risiedeva.

Certo, se negli appalti pubblici ci fosse quel minimo di trasparenza previsto dalla legge. Forse non si arriverebbe ad apprendere queste notizie dopo anni di indagine. Purtroppo, quando si chiedono degli atti pubblici riguardante denaro pubblico per lavori pubblici, nella maggior parte dei casi si fatica ad averli. Anche noi, in questo momento abbiamo un diniego con motivazioni illogiche e che parrebbero al di fuori della legalità per alcuni atti che abbiamo richiesto. E, guarda un po’, riguardano proprio una gara d’asta pubblica che ci ha destato sospetto. Sospetti che ci sono, al momento, rimasti perché il Comune di Ravenna c’ha negato l’accesso agli atti.

“Questo c.s. non ha un finale, perché è solo l’inizio”.

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