martedì 20 marzo 2012

LE CAMICIE BRUNE A RAVENNA




Ieri sera presso il centro sociale Spartaco, alcune associazioni di volontariato e alcuni cittadini si erano dati appuntamento in una riunione pubblica per parlare della TAV e del fatto che a Ravenna sia diventato vietato manifestare davanti alla sede della CMC in Via Trieste.
Quando siamo arrivati a Spartaco l’allucinante sorpresa: all’entrata del centro sociale c’erano schierati Polizia, Carabinieri e Digos che identificavano tutti coloro che erano lì per partecipare alla riunione. La domanda era: “siete qui per vedere il film che viene proiettato o per partecipare alla riunione?”. Se rispondevi “riunione” allora veniva chiesto il documento per identificarti.
Queste cose accadevano ai tempi del fascismo, la libertà di parlare in riunione pubbliche viene messa all’angolo davanti al nome della CMC e del NO TAV.
La Comizzoli che era presente ha ricordato alle Forze dell’Ordine che loro stessi hanno giurato sulla Costituzione e che la stavano infrangendo. Visto l’imbarazzo di alcuni che motivavano solo con “stiamo eseguendo gli ordini” gli si è consigliato di darsi ammalati piuttosto che svolgere ordini di questo tipo. Davvero allucinante che coloro che dovrebbero difenderci a spese nostre diventino difensori e garantisti di mafie e mafiette locali e arrivino ad impedire la pubblica manifestazioni e intimidire la pubblica riunione. Attenzione cittadini di Ravenna: queste sono le camicie brune.

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