giovedì 30 agosto 2012

VIOLATO IL DIRITTO ALLA LIBERA RIUNIONE



La riunione di Ravenna Punto a Capo sui fanghi a Sant. Alberto di ieri sera, si è svolta con una volante della Polizia e una della Municipale in movimento fuori dall’Agriturismo La Valletta, ma soprattutto alla presenza della Digos che non ha voluto lasciare la sala nemmeno su nostra insistenza ed in nome del diritto alla libera riunione.
La mancanza di democrazia nel nostro Comune va ad aggravare situazioni di malcontento della cittadinanza nate da decisioni della pubblica amministrazione prese sempre contro la volontà dei cittadini e a loro danno. Non saremo inermi nemmeno su quest’aspetto dove sicuramente va costruito un fronte comune delle diverse realtà associative/politiche che stanno subendo questi soprusi.
Quella di ieri sera era una riunione ordinaria della nostra associazione alla quale hanno aderito parecchie persone e dal quale ne è scaturita la futura collaborazione  per fermare lo stoccaggio dei fanghi della distilleria Di Lorenzo di Perugia. In merito alle decisioni prese ieri sera si trasmette diffida inviata alla Provincia di Ravenna e alla Cooperativa San Biagio srl, altre iniziative seguiranno.

lunedì 27 agosto 2012

INTERVENTO DI SAMANTHA COMIZZOLI A CANALE 11 SUI FANGHI A SANT’ALBERTO (DIRETTA)




“Chi afferma che presso il sito della Cooperativa San Biagio a Sant’Alberto è tutto in regola e regolarmente autorizzato, mente. Quindi l’Assessore Roncuzzi, e mi assumo tutte le responsabilità di ciò che dico, è bugiarda. Questo perché proprio oggi abbiamo messo mano all’autorizzazione rilasciata dalla Provincia dapprima nel 2003 ed integrata nel 2009 ove si rilascia autorizzazione per “fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti”. Quindi prodotti in zona, non fanghi provenienti da Perugia dalla distilleria Di Lorenzo della famiglia Di Sarno. Inoltre che cosa si intende con “effluenti”? Lingua italiana: “effluente dal latino effluènte ed è riferito a liquido che viene eliminato da tubature, condotti e fognature; in senso più generale l’effluente può essere utilizzato come sinonimo di emissione inquinante”. L’autorizzazione della Provincia è firmata dal dirigente Dott. Naldi, che oltretutto ricordavo come nome perché mi pare che circa 10 anni fa fu  inquisito assieme al Dott. Vandini, ora all’Arpa, per l’incendio  della Fertil Dox alle Bassette. E questo è solo perché ricordavo il nome….
Stiamo parlando di 10 mila metri cubi pari a 416 viaggi di tir. Verrà sversato su ¾ di Ravenna un fango che a Perugia il NOE ne ha sequestrato i terreni sui quali giaceva per danno ambientale. NOE che è subito intervenuto anche qui e sta indagando. Abbiamo presentato l’esposto no solo per la tipologia dei fanghi, ma anche perché il sito a sant’Alberto parrebbe avere delle irregolarità.
Siamo in contatto con il comitato Molini di Forte Braccio che c’hanno confermato che anche oggi sono partiti molti tir e infatti sono arrivati qui a scaricare. Anche se la momento non possiamo comparare con loro i rilievi fatti perché la Provincia non ha rilasciato gli atti, e su questo procederemo.
Ma perché i fanghi li portano fino a Ravenna? Ne discuteremo mercoledì sera all’assemblea pubblica presso l’agriturismo La Valletta a Sant’Alberto, ore 21,00,  e siamo pronti anche a bloccare fisicamente l’accesso alla discarica se il PM non bloccherà tutto.”

sabato 25 agosto 2012

FANGHI DI LORENZO: INIZIAMO A FARE UN PO' DI CHIAREZZA?


 Leggere che la nostra azione/divulgazione dell’arrivo dei fanghi da Perugia per essere sversati sui terreni sia stato allarmismo era il minimo che c’aspettavamo come risposta politica.
Vorremmo, a questo punto, iniziare a fare un po’ di chiarezza e far capire ai cittadini ravennati l’entità della vicenda. E’ vero sì che l’ordinanza del Sindaco di Perugia parla di “non corretto smaltimento” e non di fanghi dannosi, ma per un motivo molto semplice: il terreno sul quale sono stoccati i fanghi a Perugia è sotto sequestro per danno ambientale, circa 77 ettari (sequestro del NOE), così come i piazzali della distilleria anche  oggetto di altra indagine per abuso edilizio. Ora in primis il Comune non poteva parlare adesso di fanghi dannosi, perché le indagini sono in corso sebbene il terreno sia già stato sequestrato per danno ambientale; secondo è chiaro che  questo è un  cavillo (l’errato smaltimento) nel quale chi lotta contro la distilleria si è abilmente infilato. Chapeu al comitato ambientalista perugino!
Ma, è bene che iniziamo a rendere noto l’aspetto inquietante che ci porterà, se non verranno fermati, a dover davvero scappare da Ravenna.
I fanghi in questione sono 11 mila metri cubi. A Perugia hanno l’autorizzazione per smaltirne 15 tonnellate su un ettaro che equivale ad un tir, che equivale ad un decimo dei fanghi totali. Smaltirli in 3 anni (questo perché è la metodologia da seguire per legge).  I restanti fanghi arriverebbero qui a Ravenna. Ma scusate, se la matematica non è un’opinione: per smaltire i 9/10 rimanenti significa che per 3 anni verranno sparsi questi fanghi (che al momento vedono l’indagine per danno ambientale) su ¾ di Ravenna…..
Oppure, c’è l’intenzione di bruciarli? E farceli respirare, così scompaiono subito? Visto che i fanghi classificati R13 si possono anche bruciare…
Perché l’obiettivo di questa vicenda, è che i fanghi scompaiano da lì, visto che secondo la legge la Di Lorenzo non può riprendere le attività se non li elimina. Facile capire la protesta dei cittadini perugini che si trovano in un paese ove al centro vi è l’azienda Di Lorenzo che vede il “rischio d’incidente rilevante senza possibilità di evacuazione”.


Cogliamo l’occasione per ringraziare il NOE per essere intervenuti subito.

venerdì 24 agosto 2012

IL FANGO DIVENNE CRETA CON UN SOL VIAGGIO?




In riferimento alle dichiarazioni fatte dall’Assessora Roncuzzi sui fanghi che stanno arrivando da Perugia qui a Ravenna, in Sant’Alberto; la nostra associazione oggi chiede chi ha eseguito le analisi sui fanghi per Arpa, visto che questo aspetto è già oggetto di indagini a Perugia ed anche come fa l’Arpa di Ravenna a garantire che quei fanghi siano innocui con delle analisi se i fanghi sono arrivati solo ieri. Questo ribadendo che al momento ci sono delle indagini in Umbria per danno ambientale sul terreno dove sono stati stoccati i fanghi. Le indagini sono in corso, quindi nessuno al momento dovrebbe dichiarare che sono innocui.
Informiamo  altresì che il nostro esposto al NOE non è stato fatto solo per i fanghi, ma anche per la loro ubicazione che potrebbe presentare delle irregolarità.
Il comitato che lotta a Perugia si è messo in contatto con noi e anche loro si stanno facendo delle domande (pubblicato oggi su Il Messaggero) “come mai sono arrivati fino a Ravenna? Da Perugia a Ravenna non c’era un sito più vicino?”
Il comitato perugino non sa che a Sant’Alberto viene riservato una particolare preferenza: c’è l’impianto fotovoltaico, stanno costruendo il biodigestore e ora anche i fanghi. Il tutto in un breve raggio per la gioia di chi vive e lavora lì.

giovedì 23 agosto 2012

FANGHI NOCIVI A RAVENNA IN QUESTO MOMENTO




Il 26 giugno 2012 l’Assessore all’Ambiente del Comune di Perugia emette un’ordinanza che prevede l’immediato trasferimento dei fanghi della distilleria San Lorenzo per gravi conseguenze sull’ambiente e sulla salute. Ordinanza emessa in base alle verifiche di AUSL, Arpa e NOE.
Oggi, 23 agosto 2012, scopriamo che in questo momento quei fanghi vengono scaricati qui a Ravenna in zona Sant. Alberto a cielo aperto per essere poi sversati nei campi. La zona di stoccaggio è a fianco ad abitazioni, imprese commerciali e agricole.
Siamo entrati nella discarica pur indossando solamente ciabatte infradito (ora continuano a bruciare le piante dei piedi). Sul posto un paio di addetti allo scarico e un portavoce che abbiamo incalzato di domande alle quali non ha saputo rispondere e un tir che stava già scaricando il secondo carico di polveri. L’impianto si trova in Via Forello a Sant’Alberto (Ravenna). L’ordinanza del comune di Perugia è riscontrabile in diverse agenzie di stampa: http://www.umbria24.it/perugia-comune-ordina-rimozione-fanghi-distilleria-lorenzo/105936.html
Chiediamo, anche tramite esposto scritto, che intervenga subito il NOE. Alleghiamo breve video/intervista di questa mattina. La versione integrale è a disposizione per le indagini.

Aggiornamento: oggi 24 agosto su Il Messagero edizione Umbria è uscito un articolo relativo allo spostamento dei fanghi a Ravenna, è possibile scaricarlo qui


venerdì 17 agosto 2012

DENUNCIA CONTRO MIRABILANDIA


Denuncia presentata in data odierna dalle associazioni che lottano contro lo zoo (Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzantium, Cruelty Free, L'Occhio Verde, Ravenna Punto a capo, Ravenna Viva) nei confronti di Mirabilandia (Società Parco della Standiana srl) e degli organi preposti al controllo. Risulta, infatti, che in data 15 agosto Mirabilandia abbia eseguito uno spettacolo di fuochi d’artificio disattendendo quanto deliberato dal Comune di Ravenna per tutelare gli animali nello zoo. Gli stessi organi preposti al controllo per il rispetto della legge erano già stati avvisati tempo fa dalle associazioni per evento annunciato in altra data, e sta di fatto che la notizia resa pubblica da Mirabilandia il 14 agosto e pubblicata su diversi quotidiani e sul sito della stessa Mirabilandia ha reso nota l’intenzione di disattendere la legge, e così è stato perché gli organi preposti parrebbe non siano intervenuti.
Curiosa città Ravenna, dove a Ferragosto si è impedito il falò in spiaggia, i gavettoni sul bagnasciuga, ma se a commettere reato è un grosso imprenditore allora è consentito…
E curioso altresì che a sollevare questa protesta/denuncia non siano stati quelli dello zoo, che si dicono tanto “protettori e salvatori” degli animali che hanno in detenzione.

martedì 14 agosto 2012

ZOO:E ANCHE REPUBBLICA NE PARLO’


Venerdì 10 agosto su “La Repubblica” viene pubblicato un servizio di due pagine sugli zoo in Italia. Dati e realtà che chi segue la battaglia contro lo zoo conosce già, ma per un pubblico più vasto e nazionale sarà sicuramente stata una rivelazione scoprire tutto ciò. Luoghi di detenzione e maltrattamento che sono stati camuffati con il carattere di salvare le specie o di educazione per i nostri piccoli….
Ebbene: delle specie animali ospitate negli zoo solo il 5% è a minaccia d’estinzione, su 88 strutture solo 10 sono autorizzate, solo nel 12% degli zoo gli animali hanno la possibilità di trovare riparo dalle intemperie, solo nel 38% l’area offre zone appartate per sottrarsi alla vista dei visitatori. E i dati che snocciolano una realtà nazionale massacrante per gli animali continuano. E in queste percentuali, c’è purtroppo, anche Ravenna; ma ciò che contraddistingue la nostra città dalle altre, è che lo zoo di Ravenna è di oggi, del 2012. Così come  Repubblica, che parla di “tradizione dell’800” esporre animali per soldi e che si pone velatamente la domanda: “Perché e che senso ha?” Ce la siamo posta anche noi, qualche anno fa. Il giornale nazionale, sempre in modo velato, accenna una parte della motivazione: strutture nate da famiglie circensi che fanno figliare in continuazione gli animali. Ma è tutto qui? E’ veramente un business che non si riesce a scardinare per il biglietto d’entrata?
No, l’indotto è un altro e si intuisce dagli atti autorizzativi del Comune di Ravenna. Questo zoo è stato fortemente voluto dalla lobby degli albergatori affinchè un’altra “attrazione turistica” inducesse i turisti a fermarsi un giorno in più. Quindi, dormendo un giorno in più, mangiando un giorno in più, spendendo i loro soldini un giorno in più. Nel contempo i circensi hanno un altro modo per fare due soldini, visto che i circhi che usano gli animali sono sempre meno graditi.
Ok, questa è una motivazione, ma se lo zoo di Ravenna non è in regola (come la maggior parte degli zoo) perché nessuno lo chiude? Una qualsiasi attività commerciale non in regola verrebbe chiusa nel giro di poche ore…. Semplice, perché non ci sarebbero i soldi per mantenere gli animali e re-introdurli in natura.
E su quest’ultima lanciamo un appello alla magistratura che si sta occupando del caso: in primis ricordiamo che il senatore Mercatali che più volte si è fatto garante dello zoo, ha sicuramente la disponibilità economica per assumersi le sue responsabilità; secondo, le associazioni che lottano contro lo zoo andranno fino in fondo, fino a quando l’ultimo animale non vedrà la libertà, noi ci saremo.
Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzatium, Cruelty Free, L’occhio Verde, Ravenna Punto a Capo, Ravenna Viva.

mercoledì 8 agosto 2012

IL MALTRATTAMENTO ANIMALI NELLO ZOO






Con la presente divulghiamo ciò che è stato depositato in Procura circa un mese fa. Il carteggio riguarda il presunto maltrattamento agli animali nello zoo le Dune del Delta. Abbiamo redatto un breve video per la divulgazione, ma la versione integrale di un’ora e mezza è depositata anch’essa in Procura. Il tutto alla conoscenza anche del Giudice Lacentra che aveva mandato il nostro ricorso, presentato in civile, alla Procura affinchè indagassero sul maltrattamento.
Ciò che viene discusso in questo caso non varrebbe solo per lo zoo di Ravenna, ma per tutti quegli zoo che hanno tolto le piccole gabbie, ben camuffando la prigionia, ma con metodo gravissimo per l’etologia animale. Le immagini del video sono state girate da noi, quando in incognito, pagando il biglietto, siamo andati allo zoo.
Il video di 10 minuti, spiega alla fine l’ipotesi di maltrattamento che la Procura dovrebbe verificare.
Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzatium, Cruelty Free, L'Occhio Verde, Ravenna Punto a Capo, Ravenna Viva.