sabato 25 agosto 2012

FANGHI DI LORENZO: INIZIAMO A FARE UN PO' DI CHIAREZZA?


 Leggere che la nostra azione/divulgazione dell’arrivo dei fanghi da Perugia per essere sversati sui terreni sia stato allarmismo era il minimo che c’aspettavamo come risposta politica.
Vorremmo, a questo punto, iniziare a fare un po’ di chiarezza e far capire ai cittadini ravennati l’entità della vicenda. E’ vero sì che l’ordinanza del Sindaco di Perugia parla di “non corretto smaltimento” e non di fanghi dannosi, ma per un motivo molto semplice: il terreno sul quale sono stoccati i fanghi a Perugia è sotto sequestro per danno ambientale, circa 77 ettari (sequestro del NOE), così come i piazzali della distilleria anche  oggetto di altra indagine per abuso edilizio. Ora in primis il Comune non poteva parlare adesso di fanghi dannosi, perché le indagini sono in corso sebbene il terreno sia già stato sequestrato per danno ambientale; secondo è chiaro che  questo è un  cavillo (l’errato smaltimento) nel quale chi lotta contro la distilleria si è abilmente infilato. Chapeu al comitato ambientalista perugino!
Ma, è bene che iniziamo a rendere noto l’aspetto inquietante che ci porterà, se non verranno fermati, a dover davvero scappare da Ravenna.
I fanghi in questione sono 11 mila metri cubi. A Perugia hanno l’autorizzazione per smaltirne 15 tonnellate su un ettaro che equivale ad un tir, che equivale ad un decimo dei fanghi totali. Smaltirli in 3 anni (questo perché è la metodologia da seguire per legge).  I restanti fanghi arriverebbero qui a Ravenna. Ma scusate, se la matematica non è un’opinione: per smaltire i 9/10 rimanenti significa che per 3 anni verranno sparsi questi fanghi (che al momento vedono l’indagine per danno ambientale) su ¾ di Ravenna…..
Oppure, c’è l’intenzione di bruciarli? E farceli respirare, così scompaiono subito? Visto che i fanghi classificati R13 si possono anche bruciare…
Perché l’obiettivo di questa vicenda, è che i fanghi scompaiano da lì, visto che secondo la legge la Di Lorenzo non può riprendere le attività se non li elimina. Facile capire la protesta dei cittadini perugini che si trovano in un paese ove al centro vi è l’azienda Di Lorenzo che vede il “rischio d’incidente rilevante senza possibilità di evacuazione”.


Cogliamo l’occasione per ringraziare il NOE per essere intervenuti subito.

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