lunedì 24 settembre 2012

CONFLITTO D’INTERESSI SENZA IMBARAZZO (FANGHI)




Ieri sera presso l’Agriturismo La Valletta (che ringraziamo per l’ospitalità) i cittadini hanno potuto vedere con i loro occhi che cos’è l’attuale politica della nostra amministrazione: un vuoto. Vuoto creato dall’assenza, senza alcuna risposta agli inviti recapitati, degli assessori Roncuzzi, Guerrieri, ed Asioli (che comincia male il suo mandato), del dirigente Arpa e delle cooperativa San Biagio. Insomma, nessuno si è presentato per mettere la parola “fine” ai fanghi che stanno portando da Perugia qui a Sant’Alberto e posti sotto indagine su nostra segnalazione qui a Ravenna dal NOE di Bologna, ma già oggetto di indagini del NOE a Perugia e oggetto altresì d’ordinanza per la loro eliminazione dal Sindaco di Perugia.
Sarebbe bastato accettare l’invito a presentarsi ai cittadini con gli atti in mano e dire “Ravenna Punto a Capo s’è inventata tutto, non è vero ciò che dicono, ecco le prove”e tutto sarebbe finito lì, invece no. Nessuno si è presentato, perché? Bel comportamento dare “buca” ai propri elettori, quelli che vi pagano lo stipendio…
La gente della zona e non, ha partecipato molto attivamente alla serata, al tavolo dei relatori la nostra rappresentate Comizzoli, la biologa Paola Errani e Mauro Prioretti del comitato SAGRACO.
Abbiamo colto l’occasione per spiegare in modo dettagliato gli esposti e gli interventi da noi fatti su questa vicenda, ma soprattutto abbiamo risolto (forse) un interrogativo che in molti si sono posti. Perché da Perugia i fanghi sono arrivati proprio a Ravenna?
Il comitato ambientalista di Perugia aveva dato come suggerimento che la motivazione era del tutto politica e quel collegamento politico è oggi più chiaro:
la cooperativa San Biagio fa parte di Confcooperative (cooperative bianche) così come la Ciclat che parrebbe abbia proposto di portare qui i fanghi eseguendo il trasporto. Uno dei maggiori consiglieri di Confocooperative è Gianfranco Bessi, presidente oltretutto della Ciclat. Gianfranco Bessi anche presidente della Camera di Commercio di Ravenna, padre del Bessi vice presidente della nostra Provincia. Ed ecco il mosaico che si compone del perché i fanghi hanno scelto proprio Ravenna.
Però, scusateci, in base all’Art. 3 del Codice Etico del Partito Democratico: “le donne e gli uomini del partito democratico si impegnano in particolare a:
a)      Rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale , sul patrimonio personale, del nucleo famigliare o dei conviventi, ovvero dei parenti affini.
b)      Rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi del partito qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economici finanziari possa configurarsi un conflitto d’interessi da condizionare i propri comportamenti.
In base al codice Etico del PD, chiediamo che il vice presidente della Provincia Bessi, si dimetta, che sia d’esempio alla politica del centro destra che mai si dimette davanti a conflitto d’interessi. Ed anche se parrebbe che per il vice presidente Bessi il suo sia un conflitto d’interessi senza alcun imbarazzo, è lecito che gli elettori senza vedere le sue dimissioni pensino che il codice etico del PD sia diventato carta da toelette.
Si allega breve video della serata.

domenica 23 settembre 2012

AL SINDACO DI IMOLA E RAVENNA


-          Al Sindaco di Imola
p.c.  al Sindaco di Ravenna


Egregio Sindaco, le scriviamo per ringraziarla per la posizione presa da Lei in queste ultime ore nei confronti di quell’atrocità che è il “circo con gli animali”.
Ciò che è accaduto ad Imola è stato atroce, vedere una scena così ha colpito tutti, vedere un animale che fugge, che cerca la libertà e che viene ucciso è una scena che pochi di noi dimenticheranno. Eppur è un nulla rispetto a ciò che non vediamo, cioè la vita atroce che hanno tutti gli animali nei circhi. Una barbarie che trova pari solo negli zoo, un ‘offesa all’intelligenza umana. Saremo al suo fianco, come individui che non solo tutelano gli animali, ma che tutelano quello strano sentimento oramai sconosciuto: la pietà.
Avremmo voluto vederla, la pietà, per le nostre strade, nelle nostre città; anziché vederla morire negli stessi luoghi da gente in fila con un biglietto omaggio in mano per assistere agli spettacoli degli orrori, agli spettacoli dell’umiliazione, del maltrattamento.
E’ inaccettabile che chi rappresenta il governo di una città, acconsenta a tutto questo. Come lo motiviamo ai nostri figli?
Dovremo forse dir loro che un piccolo, come lui, è stato picchiato, maltrattato, drogato dalla suo primo giorno di vita e poi, quand’egli ha tentato la fuga, impaurito, con la voglia di scappare da tutto ciò, l’hanno inseguito, drogato un'altra volta, spinto con dei bastoni in uno spazio angusto, catturato. I nostri  figli potrebbero solo dire “Mamma, andiamo via, non voglio più guardare”, la giraffa invece, non potendo dire né pensare ciò, avrà solo desiderato che tutto finisse, avrà solo desiderato di morire, l’unica fine alla quale poteva aspirare pur di non tornare più dov’era. E la morte gliel’hanno data, con una dose troppo forte di sedativo, quello stesso sedativo che in medicina veterinaria si usa sia per tranquillizzare l’animale sia per l’eutanasia, basta cambiare il dosaggio.
Sindaco, la esortiamo a mettere in atto ciò che ha detto: via subito quel circo dalla città di Imola e mai più circhi con animali nella vostra città.
Per la nostra città invece, ci penseremo noi a non permettere più che un circo con gli animali metta piede. Questo perché la pubblica sicurezza verrà a mancare, questo perché non permettere il perpetrarsi di un reato è un dovere.  Mai più lagher ed olocausti nelle nostre città. Non da domani, da ora.

mercoledì 19 settembre 2012

UNO CHALET NON FA "VETTA"



Apprendiamo che domenica scorsa ha inaugurato a Ravenna il nuovo “Chalet”, locale dei giardini pubblici, con taglio del nastro del nostro Sindaco.
Un piccolo dejavuù all’inaugurazione del bagno Punta Turquesa, quello costruito sulla battigia,  sempre di Mascia Ferri e Cristiano Ricciardella. Però ,scusateci, ma questa associazione da giorni sta cercando su internet il bando pubblico e l’esito con la cifra d’aggiudicazione dello “Chalet”, senza alcun esito.
Quest’amministrazione taglianastri sarebbe così trasparente da dirci dove è il bando e per quale cifra è stato dato a Ricciardelli/Ferri? Essendo parte pubblica…..è un nostro diritto.

venerdì 14 settembre 2012

I FANGHI SI STANNO SECCANDO




La scorsa settimana la nostra associazione ha mandato regolare diffida alla Provincia di Ravenna e alla Cooperativa san Biagio per i fanghi di Sant’Alberto. Li abbiamo diffidati dal continuare a portare i fanghi della distilleria Di Lorenzo qui a Ravenna fintanto che non ci sia l’esito delle indagini del NOE.
Bene, apprendiamo che da circa una settimana i tir pieni di fanghi non stanno più arrivando a Sant’Alberto. Attendere che le indagini diano esito è la cosa più saggia da fare, anche perchè se i fanghi risultassero realmente quelli oggetto del sequestro del NOE, non sarebbero più fertilizzante da spandere sui terreni agricoli, ma rifiuti speciali da smaltire con altra procedura come si evince dalle parole del PM di Perugia che sta conducendo le indagini in loco.
Nonostante questo non cantiamo certo vittoria e continuiamo nella battaglia, grazie anche alla collaborazione del comitato della zona interessata. Abbiamo, pertanto, organizzato un’assemblea pubblica  invitando l’Assessore all’ambiente della Provincia e del Comune, l’Assessore all’urbanistica del Comune, il Dirigente Arpa che ha seguito l’iter autorizzativo e la cooperativa San Biagio. L’assemblea si terrà domenica 23 settembre alle ore 21,00  presso l’Agriturismo La Valletta in Via Forello n. 21 a Sant’Alberto.

martedì 4 settembre 2012

INTERROGAZIONE ED APPELLO


 A TUTTE LE REALTA’ ASSOCIATIVE, POLITICHE E SINGOLE PERSONE DI RAVENNA

Da un po’ di tempo nella nostra città vi sono stati fatti che hanno creato malcontento e mal di stomaco . La scorso inverno a Ravenna sono state vietate diverse manifestazioni con motivazioni discutibili e disattendendo l’Art. 21 della Costituzione garantendo la tranquillità di imprese private. Sempre lo scorso inverno ad una riunione contro la TAV presso il centro sociale Spartaco, le persone che partecipavano alla riunione sono state identificate all’ingresso, davanti a volante della Polizia e dei Carabinieri e Digos. Qualche mese fa un gruppo antifascista per aver camminato in centro con uno striscione per pochi metri non è stato denunciato per manifestazione non autorizzata, ma ha ricevuto il provvedimento di “avviso orale” (provvedimento nella legge antimafia) e fogli di via. Inoltre fra questi fatti, dobbiamo, purtroppo, inserire gli sgomberi fatti con tenute antisommossa agli extracomunitari che “occupavano” (in realtà “abitavano”) in palazzine nate dalla cementificazione di Ravenna in epoca tangentopoli e che sono ancora lì vuote e in stato d’abbandono e che ora verranno “occupate” ( abitate) solo dai topi.
Ma, ciò che ha fatto scattare per scrivere questo appello a voi tutti è stato ciò che è successo negli ultimi giorni. La riunione ordinaria di Ravenna Punto a Capo, si è svolta presidiata dalla Digos e da volante della Municipale e della Polizia di Stato fuori. Sapete di cosa stiamo parlando? Alla riunione l’età media era di 65 anni. In quella sala, attorno ad un tavolo con dell’acqua da bere, c’erano persone che hanno dato la vita per questa terra, che hanno lavorato una vita nelle cooperative e che ora a modi sputi in faccia si vedono togliere l’ambiente, la salute, e anche l’essere. Aggiungiamoci ora l’umiliazione di essere sorvegliati ad una riunione dalla Questura, infrangendo il diritto della libertà di riunione (Art. 18), trattandoli come pericolosi.
Ed ecco la goccia che fa traboccare il vaso: 13 persone indagate per il 270 bis in base ai libri che avevano in casa? Alle foto, ai posters e ai volantini? Dov’è la libertà di pensiero? Seppellita con i nostri nonni, forse.
Tutto questo è, per noi, inaccettabile. Non vogliamo essere né inermi, né complici. Piuttosto di essere complici della morte della democrazia, dei soprusi, degli abusi, e della violenza inflitta ad innocenti; scegliamo  di passare la vita in carcere.
Per tutti questi motivi, crediamo che mai come ora la battaglia debba essere combattuta non dal punto di vista legale, ma politico. Per tutti questi motivi vi chiediamo di fare fronte comune a difesa della democrazia, della dignità e dell’umanità. Per tutti questi motivi vi chiediamo, di unirvi a noi nel chiedere le dimissioni del Questore di Ravenna.

-          In rif. alla nostra riunione presidiata dalla Digos si allega interrogazione al Ministero dell’Interno e al Prefetto di Ravenna

-       AL MINISTERO DELL'INTERNO
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione
c.a. Sig. Direttore
Piazza del Viminale, 1
00184 – ROMA

-       Al Prefetto di Ravenna
Piazza del Popolo, 26
48100 – Ravenna

p.c.:
- Al Sindaco di Ravenna
- Ai consiglieri comunali di Ravenna
- Agli organi di stampa
Ravenna, 3 settembre 2012

Illustre Direttore della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ed Illustre  Prefetto di Ravenna,

premesso che:
-       La nostra è un’associazione basata sul volontariato, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate in Ravenna, ed ha come scopi la lotta alla mafia, la difesa dell’ambiente e degli animali e dei diritti delle persone;
-       In data 29 agosto 2012 avevamo indetto ordinaria riunione presso l’Agriturismo “La Valletta” in località Sant’Alberto, via Forello, a Ravenna comunicandolo agli organi di stampa per dar modo a chi avesse voluto partecipare di apprendere luogo e ora, anche a nuovi eventuali associati. E che altresì la riunione era indetta in quel luogo per parlare di possibili problematiche ambientali della zona;
-       Giunti sul posto abbiamo trovato una volante della Polizia di Stato con lampeggiante acceso, una volante della Polizia Municipale e due persone non  identificate che sono entrate nella sala adibita a luogo di riunione ove vi erano circa 20 persone di età media 65 anni riuniti attorno ad un tavolo sul quale erano predisposte bottiglie d’acqua naturale da bere. Uno dei due ha esclamato “buonasera Questura di Ravenna, noi restiamo qui”. E che feci presente, quale rappresentate legale dell’associazione, che non trovando motivazione della loro presenza li invitavo ad uscire, ma loro senza rispondermi, rimanevano ai lati della stanza;

Premesso tutto ciò quanto sopra esposto,
e facendo notare che rivolgersi agli avventori del locale (senza comunque porre in  visione il tesserino per accertarne l'autenticità ed il numero progressivo della placca di riconoscimento - non fornita a richiesta...) non configura affatto alcuna  prevenzione, stante la natura riservata di siffatta articolazione dello STATO  con modus operandi cinematografico che ha comunque sortito l'effetto di 
ingenerare un imminente nocumento agli avventori del locale (stante la costante 
presenza dei 2 sedicenti operatori in borghese qualificatisi ...."della 
QUESTURA...")  al punto che alcuni anziani si sono allarmati ed agitati con 
alterazione dello stato di salute di alcuni di loro che hanno avuto paura nel dire il loro nome quella sera data l'abbondante enfasi data dai sedicenti agenti di Polizia in 
borghese... E giova rilevare che gli stessi sedicenti operatori di pubblica sicurezza,  non 
ponevano in atto alcuna attività di identificazione degli scriventi ma 
permanevano in forma intimidatoria appoggiati alla parete del locale ascoltando 
i nostri discorsi. Si ritiene opportuno ribadire come agli avventori del locale 
sia stato precluso il pacifico riunirsi cristallizzato nell'articolo 18 della  Carta fondamentale dello Stato, non avendo la Nostra associazione alcun fine in  contrasto con le leggi dello Stato. 

SI CHIEDE

-       Se la mia persona è in pericolo ed è stata pertanto posta sotto scorta e/o sorveglianza speciale senza essermi notificato.

-       Di conoscere alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, 
da Lei diretta, presidio ultimo dell'attività info-investigativa sul Territorio 
Nazionale, se la scrivente e gli avventori fossero davvero dinanzi ad operatori 
di PUBBLICA sicurezza, e qualora la risposta fosse negativa di accertare 
immediatamente l'identità dei sedicenti operatori usurpatori di titoli di 
riconoscimento con l'effigie dello Stato "spataccati" (ma senza farceli vedere)  dinanzi a tutti.
Qualora invece fossero ahimè pubblici dipendenti, si chiede di conoscere chi 
avesse impartito loro la disposizione di "spataccare" ed intimorire i presenti, 
tanto più rendendoli all'oscuro dell'identità funzionale degli operatori e cioè 
a quale Ente dello Stato appartenessero e quale fosse il dirigente del loro 
Servizio giornaliero. Qualora fossero davvero 2 operatori appartenenti al Vs. Dipartimento, si 
chiede di conoscere quale requisito di efficacia, efficienza e trasparenza 
abbiano fornito alla finalità PUBBLICA del loro operato con siffatto "oscuro,  minaccioso, arrogante" comportamento. Si chiede inoltre a questa Direzione Centrale se l'attività di prevenzione non 
sia invece materia serissima fatta di paziente lavoro info-investigativo , piuttosto che, qualora confermata la veste istituzionale dei 2 operatori della pubblica sicurezza e la responsabilità delle disposizioni, da  tracotanti  esibizionisti che vanifica il lavoro per la tutela delle Istituzioni democratiche.

Cordialmente,
La rappresentante legale dell’associazione
Samantha Comizzoli
Viale Baracca n. 4
48026 Godo di Russi (Ra)
Tel. 340 0997838 

domenica 2 settembre 2012

PERQUISITECI TUTTI


Il malcontento e la rabbia dilagano, l’assenteismo alle elezioni toccherà punte altissime. E’ anarchia? Se per anarchici o terroristi intendete la gente incazzata contro la politica e le multinazionali che ci stanno togliendo la vita, allora la percentuale degli anarchici è altissima.
 Ieri sono state divulgate le immagini di libri trovati nelle perquisizioni di tre ragazzi ravennati definiti da voi con termini coniati secondo la moda. Ebbene, dovreste a questo punto, perquisire anche le abitazioni di tutti quei pubblici ministeri e giudici che stanno indagando da anni su quelle 3 multinazionali che avete nominato. Poi, dovreste anche perquisire tutte le nostre abitazioni, ci troverete libri, volantini contro gli zoo e per la difesa delle persone.  Troverete la pietà (termine a voi sconosciuto), ci troverete la foto di Falcone e Borsellino, ci troverete la foto di Che Guevara, forse anche un megafono per dar voce alla gente e alla libertà di pensiero.
Non troverete soldi, quelli ce li hanno portati via le multinazionali che avete nominato; troverete debiti e rate da pagare, che ci sono dati dalle multinazionali che avete nominato. Troverete il nostro pensiero, libero, forse a fianco una copia della Costituzione Italiana, una copia come quella sulla quale le Forze dell’Ordine hanno prestato giuramento e che non difendono più perché devono difendere le multinazionali che usano la Costituzione come carta per il culo.
Insomma, perquisiteci tutti, entrate nelle nostre case e sequestrate i nostri libri, i nostri manifesti, le nostre foto. Chissà che avendoli sotto mano non vi insegnino qualcosa o semplicemente non vi ricordino che abbiamo già lottato per la libertà di pensiero. Era mio nonno, a fianco al vostro.