mercoledì 31 ottobre 2012

GATTO CI COVA?




Nell’estate 2012 alla nostra associazione è giunta segnalazione per l’uccisione di un gatto, seguita ad altre scomparse avvenute sempre nella zona di Godo di Russi. Pensavamo di trovarci davanti alla solita brutta storia del serial killer dei gatti, invece ci si è aperto uno dei tanti misteri della Provincia di Ravenna.
Il corpo del gatto morto è stato ritrovato in una “gabbia a laccio” in un terreno, ove vi erano poi anche gabbie di larsen. Il gatto è morto perchè trattenuto all'addome e al torace da un cavo flessibile con nodo scorsoio (denominato "laccio"), considerato strumento di tortura e di bracconaggio. Il laccio era dentro al terreno di un museo. O almeno così, dobbiamo per ora chiamarlo. A quell’indirizzo, risulta infatti dal sito della Provincia di Ravenna, la sede sociale di Acquae Mundi , Via Godo Vecchia. Nelle lista del sistema museale è il numero 38. Si legge che il museo ha una nutrita collezione di fossili e pesci ridipinti per ridar loro i colori originali, ma che è chiuso e vi si può accedere solo su appuntamento (http://www.sistemamusei.ra.it/main/index.php?id_pag=73&id_inf_museo_cat=&id_inf_museo=90&op=crs ). Bene, è dal mese di luglio che “tentiamo” di avere un segnale alla richiesta di visita su appuntamento (mai come associazione), ma nessuno risponde. Altresì, apprendiamo che nel posto vi sarebbero animali vivi… Si legge in un articolo della Voce del  2011, che il museo si è trasferito, appunto, invia Godo Vecchia al solo scopo di ricerca scientifica. Quale?
La famiglia che ha trovato il suo gatto morto ha sporto denuncia, e noi gli siamo a fianco, contro il proprietario del terreno/museo, il sign. Gattelli, ex fautore di Acquae Mundi di Russi, forse chiuso dai NAS.
Ricapitolando in domande:
-          Perché tale posto fa parte della rete museale della Provincia di Ravenna, pur disattendendo la disposizione dell’apertura (apertura costante nel tempo anche solo su prenotazione)?
-          Prende anche finanziamenti pubblici?
-          Perché non si può entrare nemmeno su appuntamento?
-          Perché ci son delle gabbie di larson sul terreno, ove vi trovano la morte i gatti?
-          Che cosa avviene lì dentro?
-          Perché il Gattelli ha “spostato” la sede sociale di Acquae Mundi a Godo di Russi, dopo che l’acquario era forse stato chiuso dal NAS?
Le associazioni firmatarie vorrebbero avere delle risposte.
Alleghiamo materiale fotografico del posto e di seguito l’interrogazione al Ministero dell’Ambiente sul “fu” Acquae Mundi di Russi (2004)

Animal Liberation
Animal Freedom
Collettivo Byzantium
Cruelty Free
L’Occho Verde
Ravenna Punto a Capo

Interrogazione:

ACCIARINI - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali, dell'ambiente e per la tutela del territorio e della salute - Premesso che:
il Comune di Russi (Ravenna), considerati i pareri rilasciati dal Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, ha autorizzato in data 24 marzo 2004 l’attivazione dell’impianto commerciale "Aquae Mundi" della ditta Gatteli s.p.a., sito in Russi, via Mozambico 5, di proprietà della Gattelli s.p.a;
l’impianto Aquae Mundi deterrà animali, anche di cattura, appartenenti alla fauna autoctona ed alloctona;
per l’apertura al pubblico della stessa struttura commerciale è in atto altro iter amministrativo presso l’Azienda USL di Ravenna, Dipartimento di sanità pubblica;
il Ministero dell’ambiente, II Divisione natura, ha parzialmente accolto la richiesta dell’impianto Aquae Mundi di poter raccogliere, in deroga al divieto vigente, anfibi appartenenti alla fauna autoctona italiana, finanche oggetto di tutela;
risulta nella documentazione in possesso del Comune di Russi che l’impianto, ancor prima di essere aperto, fosse in possesso di animali raccolti e detenuti su richiesta e con la collaborazione del prof. Francesco Zaccanti, Direttore di biologia evoluzionistica sperimentale dell’Ateneo degli studi di Bologna;
che agli atti presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riportato il positivo riscontro del Ministero delle politiche agricole e forestali, Direzione generale della pesca e dell’acquicoltura, che avrebbe autorizzato la raccolta di materiale marino proveniente dal Mar Mediterraneo a scopo di didattica e ricerca scientifica;
agli atti presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riferita la disponibilità ad incoraggiare la cessione, di fatto già operativa, di animali provenienti da sequestri da parte del Corpo forestale dello Stato delle province di Bologna, Forlì e Ravenna;
nella richiesta per l’autorizzazione sanitaria del centro inviata al Comune di Russi (prot. n. 16988, cat. 04, classe 02 del 16 dicembre 2003) a firma dell'amministratore unico della Gattelli S.p.a., ing. Domenico Gattelli, è allegata la relazione tecnica del Direttore scientifico del centro, dott. Raffaele Gattelli, a sua volta inviata agli Uffici dell'azienda AUSL di Ravenna, ove si dichiara che gli animali morti saranno stoccati in un surgelatore che solo raggiunto un volume congruo verrà svuotato per lo smaltimento delle carcasse agli organi preposti dalla normativa in vigore;
agli atti presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riferita la presenza di fauna di acqua dolce proveniente da tutto il mondo ed altra è in previsione di acquisto;
agli atti presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene giustificata la finalità didattica anche con l’esigenza di fare accarezzare in vasca alcuni degli animali acquatici detenuti;
deve ritenersi ormai superato il concetto, ancorché funzionale ad un’attività commerciale, che gli animali, sia autoctoni che alloctoni, possono essere utili ad una funzione didattica se costretti in fittizie ricostruzioni ambientali;
deve ritenersi oltremodo contrastante con la stessa finalità didattica che l’impianto dice di prefiggersi esporre animali in parte di cattura e provenienti dal circuito internazionale del commercio di fauna selvatica,
l'interrogante chiede di conoscere:
le motivazioni per cui il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio, nonostante le restrizioni apportate all’iniziale richiesta della Battelli s.p.a., abbia comunque concesso il permesso di raccolta in natura di animali appartenenti a numerose specie di anfibi appartenenti alla fauna autoctona italiana;
se il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio non intenda revocare l’autorizzazione alla raccolta da parte della Gattelli Spa di anfibi ed altri animali appartenenti alla fauna autoctona, ancorché rari e protetti da Convenzioni internazionali ai quali anche il nostro paese ha aderito;
se il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio abbia autorizzato il prof. Francesco Zaccanti a prelievi di specie di anfibi, ancorché rari e protetti dalla Convenzione di Berna, e detenuti, su sua richiesta, presso il centro della Gattelli Spa;
se il Ministro delle politiche agricole e forestali abbia effettivamente autorizzato la Gattelli Spa alla raccolta di materiale marino proveniente dal Mar Mediterraneo;
quale collaborazione sia in atto tra il Corpo forestale dello Stato delle province di Bologna, Forlì e Ravenna e la struttura Aquae Mundi, con particolare riferimento alla cessione di animali provenienti da sequestri;
se il Ministro della salute ritenga che lo stoccaggio delle carcasse presso un congelatore, da riempirsi prima della consegna alle autorità competenti, sia compatibile con la normativa in vigore (Reg. CE n. 1774/2002 del 3.10.2002 e successive circolari nazionali e regionali);
se il Ministro della salute non intenda intervenire vietando ogni contatto fisico tra gli animali acquatici ed i visitatori;
se il Ministro della salute, alla luce delle finanche recenti notizie relative ai pericoli di diffusione di malattie infettive veicolate da animali selvatici del Sud Est asiatico all’uomo, non intenda interdire in via precauzionale ogni ulteriore acquisizione, anche alla luce dell’apertura al pubblico del Centro della Gattelli Spa.
(4-06743)

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