martedì 9 aprile 2013

ZOO: FATTO E MISFATTO



Premesso che in questi giorni, la nostra associazione, ha preso visione della cartella inviata agli organi di stampa dello ZOO alla Standiana e che abbiamo ricevuto la risposta alle nostre osservazioni “contro” presentate al Comune di Ravenna per la richiesta d’ampliamento; intendiamo con la medesima informare su alcuni aspetti.
Nessuno ha fermato lo zoo, ma altresì nessuno in Comune a Ravenna ha cercato di fermarlo. Le uniche osservazioni presentate”contro” al progetto di ampliamento sono state le nostre, né M5s né Rifondazione né SEL hanno presentato osservazioni. Potevano farlo, ma non l’hanno fatto.
L’aspetto più grave però, è che di fatto ciò che era stato bocciato ed autorizzato con la prima delibera, viene ribaltato ed “aggiustato” con la seconda delibera. Pertanto si va a legalizzare qualcosa che non era stato autorizzato, ma che c’era (numero e specie di animali) al solo scopo di lucro per un privato. Di fatto, secondo l’Art. 323 c.p. parrebbe abuso d’ufficio.  E questo è un fatto, ma passiamo al “misfatto”…..
Nella cartella inviata alla stampa locale dallo zoo, che parrebbe esser scritta da un bambino delle elementari che parla di un qualsiasi zoo, vi sono nomi di “tecnici del benessere animale” nominati solo per “nome”, mezza famiglia del circo Medrano ( i De Rocchi) e udite udite… il pacchetto turistico! La convenzione è con Mirabilandia + hotel; curata niente popò di meno che da TRAVEL MIX, ma si, proprio quella Travel Mix imputata in Tribunale a Ravenna su indagini della GDF e alla quale era stato sequestrato il capitale sociale di un milione di euro. E non è che era imputata per altri fatti, no, no, proprio per la pubblicità di Mirabilandia. Che dire: tutto molto educativo e culturale.
I figli dei turisti in stile berlusconiano potranno vedere le scimmie imprigionate alla Standiana con il trenino che deragliò a Fasano, ammirare la tigre che si era  rotta la tibia appena arrivata allo zoo (e che ad oggi non si sa come), ammirare la giraffa che ha tentato la libertà calpestando un inserviente forse non addestrato e ammirare il pappagallo costretto a fare il buffone, che aveva tentato la fuga; il tutto grazie ad autorizzazione comunale arrivata postuma, licenza del Ministero arrivata postuma e grazie alla pubblicità di un’azienda sotto processo.
Nemmeno Berlusconi avrebbe saputo fare tanto; ed i predecessori costruttori di lagher hanno lasciato l’eredità in buone mani, ma almeno loro non hanno fatto delibere postume per giustificare quello che hanno fatto.

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