giovedì 6 novembre 2014

Questa mattina verso le 11,30 Hakina Motlaq Hamdan di Assira Al Qiblia ci ha mandato un messaggio dicendoci che suo marito Habdullah sarebbe stato liberato a breve.
Dopo tutta la giornata in attesa della notizia del ritorno a casa di suo marito Hakima ci riscrive dicendoci che l'UCOI se ne frega della sentenza della polizia e che tratterrà a tempo indeterminato, senza alcuna motivazione, Adbullah.
Chiediamo a tutti gli attivisti che operano in Palestina e in Italia  per la difesa dei diritti umani di divulgare la notizia che l'UCOI lavora per israele in quanto opprime il popolo Palestinese alla sua stessa maniera,se non peggio.
Chiediamo inoltre di mandare mail all'ambasciata palestinese in Italia all'indirizzo roma@ambasciatapalestina.com e pretendere l'immediato intervento per risolvere questa drammatica situazione che non riguarda solo i nostri compagni di Assira,ma che coinvolge tantissimi altri compagni Palestinesi.
Il comportamento oppressivo dell'UCOI va contro ogni rispetto e salvaguardia dei diritti umani del popolo Palestinese e si può solo comparare all'oppressione sionista in atto da più di cent'anni.

martedì 4 novembre 2014

Bad news dalla nostra compagna in Palestina Samantha Comizzoli
Sono da Hakima. Stavamo aspettando il ritorno di Abdullah, ma invece e' arrivata una telefonata: Abdullah e' stato messo nella prigione palestinese di Jneid, Nablus. E' colpevole di aver scritto critiche contro Abu Mazen su facebook. Non c'e', ovviamente, nessuna legge che lo vieti scritta, quindi, non c'e' processo ne' avvocato e nemmeno condanna. Rimane dentro fino a quando lo decide l'Ucoi e senza poter avere visite. Questo e' lo Stato di Palestina per il quale molti "attivisti" stanno lavorando. Schifosi. A voi dico, levatevi subito dai coglioni della mia bacheca. A tutti gli altri, invece dico: non siamo riusciti a salvare Abdullah, una persona, da una cosa cosi' e non dal mostro israeliano, ma dai suoi stupidi collaboratori. Ecco, possiamo spararci tutti un colpo. Appena finito di leggere questo messaggio, e' l'unica cosa che possiamo fare. All'ambasciatrice palestinese in Italia che non mi ha risposto: io ho sempre scritto a tutti, chiunque esso sia ricevendo gentile risposta. Nessuno si erge a Dio senza dare risposta. Ecco..a battere cassa su questa vicenda, e' meglio che incontri un mio compagno/a e non me, perche' io non ti chiederei nulla, ti prendo direttamente a pugni in faccia. Avete ucciso i diritti umani tanto quanto il mostro israeliano, anzi siete la merda che esce dal suo buco del culo. Per chi, non come me, ha ancora speranza..continuate a scrivere e telefonare, non ho altro da dirvi. Abduallah e' in prigione, sotto tortura. E' un eroe, come lo e' Hakima Motlaq Hamdan . Se ci riuscite, dateci la speranza agendo e facendo usicre Abduallh. Se Abdullah non uscira' subito, iniziero' stasera con il pubblicare tutto quello che so, e vi stendo, tanto e' finita.

lunedì 3 novembre 2014

To: Palestinian and international press agencies and the media
On Sunday 2 November 2014 at approximately 6pm local time, Palestinian security forces (Ucoi unit) entered the village of Asira Al-Qibliya (south of Nablus) in order to arrest its resident Abdullah Abdul Halim, the husband of local women's rights defender Hakima Motlaq Hassan.
I demand to know what the reasons behind this arrest order are. I personally know Abdullah and Hakima who are both dedicated to justice and human rights in Palestine. Protagonists of my 2013 documentary film about non-violent Palestinian resistance to the Israeli occupation, Abdullah and Hakima are a vital part of community life in their village. Hakima co-founded Retaj, a center for women and children in Asira, while Abdullah has been supporting his wife's community work and the advancement of human rights in the village and beyond. The couple have accompanied me on a 16-town movie tour in Italy in February 2014, where they presented the Palestinian cause to wide audiences, including university students and Italian activists.
All the Italian people Hakima and Abdullah met in Italy have been shocked to hear of the upcoming arrest of Abdullah by Palestinian security forces. They demand to know why this is happening and whether the security forces have any evidence that would prove the alleged wrongdoings of Abdullah. Nothing has been presented yet and Abdullah has not been informed of why he is wanted by the Palestinian security apparatus.
Dozens of Italian activists for Palestine, including myself, have been contacting the Palestinian ambassador to Italy, Ms Mai Alkaila, to ask about the reasons for this attack on a well-meaning Palestinian family that has dedicated their lives to truth and justice, and to human rights in Palestine.
As of today Abdullah refused to be taken to an unknown facility by the Palestinian security forces without knowing why he is being kidnapped. However aiming to avoid being violently taken from his home, he has decided to visit the Ukoi offices in Nablus tomorrow morning, i.e. Tuesday 4th November.
I ask you to publicise this case. No-one has the right to kidnap someone without any crime being committed. Human rights must prevail. The harassment against the family of Hakima and Abdullah must be stopped immediately so they can continue their human rights work. It is a shame that Palestinian security forces are using the same methods of intimidation, abuse, and arbitrary arrest as the occupying power.
Thank you for taking interest in justice and humanity.
Kind regards,
Samantha Comizzoli
Filmmaker, Human Rights Activist
www.samanthacomizzoli.blogspot.it
Tentato arresto
Siamo stati informati  che la Polizia Palestinese in qualità dell’UCOI ha tentato di arrestare Abdullah Abdul Halim uno dei relatori del film SHOOT di Samantha Comizzoli , film  sulla Resistenza Palestinese non violenta che l’inverno scorso tramite un lungo tour ha mostrato la realtà palestinese. Non sappiamo ad oggi cosa sia accaduto quali siano i motivi che hanno mosso tale azione, forse un disguido? Chiediamo come Ravenna Punto a Capo a tutte le persone che hanno visto il film, ospitato e conosciuto Abdullah Abdul Halim e la moglie Hakima Motlaq Hassan durante il tour in Italia di inviare una mail presso l’ambasciata per chiarimenti a tal proposito al seguente indirizzo mail: roma@ambasciatapalestina.com
Hakima e Abdullah hanno deciso di presentarsi domani mattina presso il comando dell'Ucoi (corpo speciale della Polizia Palestinese) a Nablus. Nulla è purtroppo cambiato. Vi chiediamo di continuare a chiedere in merito all'Autorità nazionale Palestinese ed informarli di ciò che sta accadendo a chi lavora per i diritti umani e ha portato la voce dei Palestinesi in Italia. Grazie.