Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animali. Mostra tutti i post

giovedì 31 gennaio 2013

ZOO: TOP SECRET?


Lo zoo di Ravenna continua a riservarci colpi di scena e sorprese. Vi raccontiamo una vicenda di questi mesi che ha visto coinvolte diverse persone per la richiesta di atti pubblici riguardanti lo zoo. Il primo a vedersi l’accesso negato è Carlo Consiglio, presidente nazionale della LAC (lega abolizione caccia) che si è visto rispondere con un diniego del Ministero dell’Ambiente su atti pubblici riguardanti lo zoo di Ravenna, i secondi siamo noi di Ravenna PAC che si sono visti il medesimo diniego del Ministero e poi, chiedendone copia al Comune di Ravenna, la risposta “sono on line per la tempistica della procedura di screening”, ma on line mancava proprio l’allegato n.7…. Il terzo che si è visto negare sempre i medesimi atti e sempre con risposta del Ministero dell’Ambiente è l’Eurodeputato Andrea Zanoni.
Indovinate un po’ di che atti stiamo parlando…? Ma certo, proprio della licenza di giardino zoologico rilasciata dal Ministero dell’Ambiente. Si legge, infatti, dalla risposta del Ministero che Alfa 3000 non concede l’accesso agli atti. Qualcosa da nascondere?
Beh, forse la data (27 novembre 2012), che è ben post-apertura dello zoo. Peccato che Alfa 3000 abbia dovuto depositare copia della licenza presso il TAR dell’Emilia Romagna, vista l’imminente discussione del ricorso (14 febbraio). C’è bastato prendere visione degli atti depositati al TAR per avere la copia della licenza. Certo è che intanto con queste modalità top secret su atti pubblici il risultato è solo far impuntare chi lo zoo non lo vuole e fargli prendere altri provvedimenti. Curioso è poi, che il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato sì le specie pericolose, ma parrebbe aver autorizzato solo due specie. E tutte le altre che sono nello zoo?
Intanto, cogliamo l’occasione, per annunciarvi che Osvaldo Paci è stato rinviato a giudizio per le lesioni provocate all’attivista che fu aggredita in quest’episodio...



L’udienza dinanzi al Giudice di Pace è per il 13 giugno per l’Art. 582 del c.p., la Comizzoli è convocata come teste.

mercoledì 8 agosto 2012

IL MALTRATTAMENTO ANIMALI NELLO ZOO






Con la presente divulghiamo ciò che è stato depositato in Procura circa un mese fa. Il carteggio riguarda il presunto maltrattamento agli animali nello zoo le Dune del Delta. Abbiamo redatto un breve video per la divulgazione, ma la versione integrale di un’ora e mezza è depositata anch’essa in Procura. Il tutto alla conoscenza anche del Giudice Lacentra che aveva mandato il nostro ricorso, presentato in civile, alla Procura affinchè indagassero sul maltrattamento.
Ciò che viene discusso in questo caso non varrebbe solo per lo zoo di Ravenna, ma per tutti quegli zoo che hanno tolto le piccole gabbie, ben camuffando la prigionia, ma con metodo gravissimo per l’etologia animale. Le immagini del video sono state girate da noi, quando in incognito, pagando il biglietto, siamo andati allo zoo.
Il video di 10 minuti, spiega alla fine l’ipotesi di maltrattamento che la Procura dovrebbe verificare.
Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzatium, Cruelty Free, L'Occhio Verde, Ravenna Punto a Capo, Ravenna Viva.

martedì 10 luglio 2012

DENUNCIATI IL SINDACO, LA POLIZIA MUNICIPALE, L’ISPETTORATO DEL LAVORO E ORGANI DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE


Con la presente informiamo gli organi di stampa di quanto sta accadendo a Ravenna a causa dello zoo “Le dune del Delta”.
Da anni le associazioni animaliste e non, stanno lottando contro lo zoo di Ravenna. Non solo attraverso le manifestazioni di piazza e le raccolte firme o i blitz estemporanei che si possono trovare su youtube, ma anche con le carte bollate nei tribunali. Un ricorso al TAR, un ricorso al Tribunale di Ravenna, vari esposti. In questi ultimi giorni però, la nostra battaglia ha dato un colpo di coda. Infatti, l’11 giugno lo zoo “Le dune del Delta” della società Alfa 3000 ha aperto dinnanzi a Mirabilandia. Ha aperto con un numero superiore di animali concessogli dalla Valutazione d’Impatto Ambientale del Comune di Ravenna, con specie pericolose non concesse sempre dalla VIA, ma soprattutto ha aperto senza licenza secondo legge 73/05. I proprietari continuavano a chiamarci bugiardi perché sostenevano di avere la licenza, così abbiamo richiesto gli atti della licenza al Ministero dell’Ambiente che si è rifiutato, tramite sola risposta telefonica, di darceli. Abbiamo inviato una diffida al Ministero per ottenere quegli atti. Nel frattempo attendevamo che gli organi preposti intervenissero per chiudere lo zoo, su nostra segnalazione. Ma nulla accadeva.
Qualche giorno fa, il fulmine a ciel sereno: abbiamo ricevuto la risposta per iscritto dal Ministero dell’Ambiente che conferma la mancanza della licenza dello zoo e parla  di “opinabile apertura” e che ha visto la sanzione di 30 mila euro dalla Forestale. Peccato, che noi nel frattempo avessimo già ricevuto la risposta della Polizia Municipale che dichiarava di essere intervenuta su ns. segnalazione, ma che diceva “lo zoo è regolarmente autorizzato”! Non si sono accorti che mancava la licenza o hanno dichiarato a noi il falso? E se si sono accorti che l’esercizio era sprovvisto di licenza, perché non l’hanno chiuso? E questa evidentemente è anche la risposta del Sindaco, visto che null’altro a sua firma è seguito. Peccato, altresì, che avessimo segnalato all’Ispettorato del Lavoro che vi era una situazione di pericolo per gli inservienti dello zoo e che il 9 luglio una giraffa (una di quelle specie non autorizzate) abbia sfondato il torace ad un inserviente e che l’Ispettorato del Lavoro abbia fatto seguire il silenzio al nostro esposto. E peccato che il Ministero dell’Ambiente dichiari nella sua risposta che la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale) sia stata eseguita e consegnata a loro; peccato perché la VINCA parrebbe non ci sia. Ed in ultimo, peccato che il Ministero dell’Ambiente attraverso la Commissione Scientifica abbia autorizzato l’introduzione di specie pericolose che già erano state vietate dall’unica procedura effettuata per l’autorizzazione, la VIA del Comune, e lasciato altresì che si superasse il numero autorizzato di animali.
A seguito di tutto ciò abbiamo denunciato:
-           il Sindaco e la Polizia Municipale per omissioni d’atti d’ufficio, abuso d’ufficio, favoreggiamento a privato, truffa allo Stato;
-          L’ispettorato del Lavoro per omissione d’atti d’ufficio e corresponsabilità dell’incidente all’operaio dello zoo;
-          Il Ministero dell’Ambiente per falsa dichiarazione, favoreggiamento e truffa allo Stato;
In allegato la documentazione di cui sopra si parla e restando a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Hanno voluto imprigionare animali, innocenti, a tutti i costi. E noi, a tutti i costi, li vogliamo liberi.


sabato 7 luglio 2012

ESPOSTO NOTTE ROSA


- Al Sindaco di Ravenna
- Alla Polizia Municipale
- Alla Guardia Forestale
Ravenna, 7 luglio 2012
OGGETTO: esposto
Premesso che:
- In data 29 giugno 2009 con delibera di Consiglio Comunale si autorizzò lo zoo le Dune del Delta in località Standiana e che in detta delibera si vietarono gli spettacoli pirotecnici a Mirabilandia per evitare una violenza sugli animali presenti nello zoo;
- In data 6 luglio 2012 apprendiamo da comunicato stampa di Mirabilandia che questa notte in occasione della “notte rosa”, il parco di divertimenti eseguirà uno spettacolo pirotecnico (fuochi d’artificio);
Ciò premesso e segnalatovi con la medesima l’intenzione di compiere un maltrattamento agli animali e disattendere le disposizioni Comunali, e informandovi che procederemo a denuncia per maltrattamento nei confronti della società Parco della Standiana s.r.l. e per aver altresì disatteso la delibera e nei confronti degli organi preposti per il controllo e il rispetto delle leggi per omissione ed avvisati con la medesima;
vi invitiamo ad impedire questa violenza.

sabato 9 giugno 2012

CHIUDETELO SUBITO!


In data 6 maggio la nostra associazione aveva denunciato presso l’Ispettorato del Lavoro di Ravenna, tramite segnalazione anonima pervenutaci, che il personale assunto per lo zoo alla Standiana non aveva ricevuto alcun corso di preparazione. Chi aveva fatto la segnalazione si diceva impaurito per la sua incolumità. Altresì parrebbe che l’elenco fornito dei nominativi al momento della visita del Ministero dell’Ambiente fosse falso, poiché i nomi forniti erano del personale dello zoo di Fasano, non di quello reale qui a Ravenna.
Oggi c’è stato il primo incidente sul lavoro (a solo poche settimane dall’apertura) e leggiamo proprio dalle parole di Paci “il ranger era impaurito”.
Cosa stanno facendo l’Ispettorato del Lavoro e la Ausl in merito? Quale verifiche sono state eseguite in merito alla preparazione del personale che, addirittura nei recinti degli animali feroci (mai autorizzati) deve essere armato?
Chiudete subito questo scempio! Gli estremi ci sono, le denunce le avete già in mano.

Ravenna Punto a Capo
L'Occhio Verde
Animal Liberation
Cruelty Free

domenica 13 maggio 2012

SCONTRO ALLO ZOO

In data odierna tre attivisti contrari allo zoo si sono recati alla Standiana per esprimere il loro pensiero in modo pacifico e secondo diritto Costituzionale.  E’ scaturita l’aggressione dell’Amministratore Osvaldo Paci nei confronti di un’attivista, donna. La signora è al momento al Pronto Soccorso di Ravenna per contusioni al braccio destro. Si allega video dell’accaduto.

martedì 1 maggio 2012

ALFA 3000 DISATTENDE LE LEGGI CON L’APPOGGIO DI CONFESERCENTI E COMUNE?

In base al Dlg. 73/05 in merito alla licenza per giardini zoologici, al momento alfa 3000 non solo è sprovvista di licenza perché manca la conclusione dell’iter da parte del Ministero dell’Ambiente, ma altresì non può assolutamente far entrare pubblico (pagante o no, non ha importanza) nello zoo e non poteva nemmeno introdurre gli animali. Per questo motivo stiamo presentando denuncia. Veramente inammissibile che la Cofesercenti, coloro che dovrebbero tutelare la legalità negli esercizi, appoggino una simile situazione. La visita guidata di giovedì, e annunciata oggi dalla stampa, nello zoo privo di autorizzazioni della confesercenti è inaccettabile.Alcuni di noi vi sono iscritti, interromperanno subito ogni rapporto con chi si rende complice delle illegalità e della sofferenza animale sfruttandoli, anzi inviteremo anche gli altri esercenti a fare lo stesso. Cogliamo, anche, l’occasione per informarvi che il ricorso in sede civile al Tribunale di Ravenna presentato dalle associazioni Animal Liberation, Animal Freedom, Cruelty Free, collettivo Byzantium, L’Occhio verde, Ravenna Punto a Capo e Ravenna Viva è stato accettato, udienza di comparizione delle parti: 15 maggio

giovedì 26 aprile 2012

LO ZOO DI RAVENNA ARRIVA NEI TRIBUNALI

Continua la guerra allo zoo di Ravenna “le Dune del Delta”. Il TAR dell’Emilia Romagna ha fissato come data per l’udienza il 5 luglio a seguito del ricorso presentato dalle associazioni sottoscritte. Inoltre, per conto delle stesse, l’Avv. Monaldi ha presentato ricorso in sede civile al Tribunale di Ravenna per chieder l’impedimento all’apertura in base all’Art.700 del Codice Civile, corredato da due relazioni tecniche:una del prof Carlo Consiglio, già docente di zoologia presso la Sapienza di Roma, e l’altra del medico veterinario dott. Massimo Franceschetti Picard di Ravenna. Il prof. Consiglio ha steso sapiente relazione sulle sofferenze animali imposte in uno stato di detenzione quale è lo zoo fino ad descrivere la sorte degli uccelli volatili resi “non volatili” tramite l’amputazione del metacarpale o il taglio dell’ultima piuma dell’ala, creando comunque una sofferenza psicologica ed etologica permanente, modalità ed effetti che in base al codice penale configurano il reato di maltrattamento di animali. Il Dott. Picard ha invece sottolineato come si potrebbe creare un rischio epidemico per l’interagire dei volatili autoctoni con animali esotici. Ciò a dimostrare come lo zoo sia un luogo anacronistico e crudele, incompatibile con il “benessere animale”. Le nostre azioni legali non termineranno fino a quando il progetto e lo zoo saranno definitivamente fermati. Le Associazioni: Animal Liberation Onlus, Animal Freedom, Collettivo Byzantium Onlus, Cruelty Free, L’Occhio Verde, Ravenna Punto a Capo, gruppo Ravenna Viva.

giovedì 5 aprile 2012

GLI ANIMALI SONO NELLO ZOO





Il 29 marzo abbiamo scoperto che Alfa 3000 ha introdotto gli animali nel zoo in costruzione alla Standiana. Abbiamo subito verificato ciò che già c’era stato messo nero su bianco dal Ministero dell’ambiente: sono sprovvisti di licenza. Parrebbe, infatti, che il Ministero debba ancora fare la supervisione, dopo di che passerà qualche mese per averla.
Questo significa che la dlg. 73/05 è stata disattesa. In merito verranno presi provvedimenti legali.
Gli animali sono attualmente lì, in prigione, vicino alla Statale Adriatica dove vedono e sentono ogni auto ed ogni tir che passa. Guardandoli negli occhi si percepisce solo un “perché c’hanno messo qui?”. Dovranno subire poi il traffico che inizierà fra poco e SE lo zoo aprirà il traffico interno, visto che il parco si visita in auto.
Riteniamo che tutto ciò sia uno scenario inaccettabile, pertanto oltre alle azioni legali doverose, lanciamo una CLASS ACTION contro il comune di Ravenna. I cittadini di Ravenna chiedono i danni perché un progetto così può solo danneggiare l’immagine culturale della nostra città. Una città che si candida a capitale della cultura non può, nel 2012, costruire un campo di prigionia e dire che è cultura. Questo è un danno d’immagine, oltre al danno, ben più grave che stanno subendo gli animali.
E’ altresì inaccettabile che un Comune favorisca e copra con omertà un esercizio che senza licenza e senza seguire il dovuto iter svolga la sua attività.
Il primo plico di firme contro lo zoo è già stato consegnato al ministero dell’Ambiente, la raccolta comunque, continua.
Al momento hanno aderito le associazioni: Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzantium, Cruelty Free, Ravenna Punto a Capo, l’Occhio Verde, WWF Ravenna, Ravenna Viva.

mercoledì 28 marzo 2012

LA LIBERTA' IN UN SOL BATTITO D'ALI







Ravenna è una città magica, si riesce a vendere lo stagno come oro. Oggi siamo andati a visitare una strana voliera che si vede dall’Adriatica in località Fosso Ghiaia. Si tratta di una voliera enorme che contiene circa 100 cicogne. Le cicogne con tre battiti d’ali percorrono tutta la voliera e quindi si vedono con comportamento stressato andare avanti e indietro causa mancanza spazio. Fuori dalla voliera gli stessi tralicci che ci sono all’interno, così, da far appoggiare altre cicogne e magari farle stazionare poi nella stessa gabbia delle loro già carcerarie..
Nessun cartello, nessuna indicazione, almeno fino a quando non ci si addentra nel “parco” adiacente al Ristorante La Campaza: un vero e proprio zoo di volatili. Enorme, con ponti, cascate, ruscelli (tutto rigorosamente artificiale). Un po’ artificiali anche gli animali presenti, eh sì, perché è inverosimile che di tutti i volatili presenti nelle gabbie aperte sopra, non ce ne sia uno che voli….. situazioni del genere si vedono solo in uccelli con ali tarpate. Gli unici cartelli informativi presenti riportano il simbolo del ristorante, né quello della Provincia, né quello della Regione, né di nessun associazione. Nessuna protezione per gli animali dall’uomo, anzi, c’è anche un padellone per pescare le enormi carpe del lago e la zona “graticola” per cucinare direttamente gli animali.
Perfino i fenicotteri sono schiacciati in gran numero nelle gabbie e le anatre seguendo la corrente del ruscello, si trovano schiacciate contro la rete che delimita la gabbia.
Complimenti! Chi ha autorizzato tutto questo? Il bello è che i pochi articoli di stampa riportavano l’idea di riempire il cielo di Ravenna di cicogne. Per ora si sono riempite le gabbie, e il ristorante.
Regole delle CITES? Chi ha autorizzato le conosce? Regole per la protezione degli animali? Sicurezza? Si direbbe che a Ravenna chiunque abbia un po’ di giardino può costruirsi un piccolo zoo. Chiediamo agli enti interessati di rispondere in merito.

mercoledì 14 marzo 2012

LETTERA APERTA A CHI ASPETTA UN POSTO DI LAVORO DALLO ZOO

Sabato pomeriggio al banchetto raccolta firme contro lo zoo, a Cervia, è arrivata una persona che c’ha detto : “è colpa vostra se sono senza lavoro, dovevo lavorare allo zoo, ma Alfa 3000 ha detto che non potrà aprire prima di agosto per colpa degli animalisti”.
Indirizziamo a voi, che state aspettando un posto di lavoro dallo zoo, questa lettera:
“Siete senza lavoro, come molti di noi, perché questo Paese fa pena. Perché in questo Paese vengono dati finanziamenti pubblici per opere che non portano lavoro e sono inutili. Siete senza lavoro perché le banche danno finanziamenti a privati con le pezze al culo che sfruttano le persone così come sfruttano gli animali. Fino a farli morire sul lavoro. Siete senza lavoro, così come molti di noi, perché non c’è più il diritto al lavoro e stanno schiacciando i diritti dei lavoratori con contratti a chiamata, precari,con ritenuta d’acconto.. Noi non vogliamo che voi lavoriate allo zoo, non vogliamo che lo zoo apra e continueremo ad opporci e lavorare per ottenere questo risultato. Vorremmo però ,che voi lavoraste, con un contratto a tempo indeterminato, con diritti e rispetto. Per questo motivo, non stiamo solo qui a dire “NO”ma, proponiamo che in quel sito costruito da Alfa 3000 venga realizzato un centro soccorso animali, una zona di stallo per le cure, per animali che poi vengano rimessi in libertà, un fiore all’occhiello per l’Emilia Romagna. Da dove si prendono i soldi? Semplice, il Comune di Ravenna ha già incassato i soldi di Alfa 3000 per la concessione del terreno e Alfa 3000 ha già eseguito i lavori a proprie spese, e il Comune può retrocedere dal contratto in qualsiasi momento senza pagare penale ed usufruire dei lavori fatti da Alfa 3000 (cit. dal contratto). Quindi, i soldi li ha il Comune, il sito è pronto, il lavoro ci sarebbe purchè etico e di rispetto. Per questo discorso, allora si, ci siamo e siamo pronti a metterci ad un tavolo organizzativo con l’amministrazione pubblica. Un abbraccio a voi tutti che, come molti di noi, siete senza lavoro ”

domenica 4 marzo 2012

A SPASSO CON I DAINI

La prima passeggiata nella pineta di Lido di Classe ha avuto una buona partecipazione di pubblico. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e la bravissima guida Daniela Giachè.
Fra un mese si replica con i colori della primavera e probabile pranzo vegano sul posto!


Al termine del video, un piccolo pensiero contro lo zoo....

giovedì 7 aprile 2011

MUCCHE, CAVALLI E UN ASINO




Domani 8 aprile per le nostre associazioni inizia un altro procedimento presso il Tribunale di Ravenna. Si tratta di un allevamento di mucche, cavalli e un asino nella zona del forese. L’allevamento è stato da noi denunciato circa un anno fa con esposto presentato alla Procura e alla Forestale. Dai controlli effettuati sono emersi gravi illeciti: lettiere di feci non curate che rendono il suolo impraticabile, assenza di acqua negli abbeveratoi, mancanza di registro per i controlli della carne sugli equini, smaltimento illecito di rifiuti nei terreni circostanti, tettoia di copertura insufficiente, spazio insufficiente. L’asino è legato ad un metro di corda, non può nemmeno muoversi. Tutti gli animali sono al fine della macellazione e del consumo della carne, questo senza avere i dovuti controlli sullo stato di salute degli animali (mancava il registro) che vivono ricoperti dalle loro feci.
Dopo aver sanzionato l’allevamento è stata chiesta l’archiviazione, ma gli animali sono ancora lì, nello stesso stato. Abbiamo presentato opposizione all’archiviazione. Questo sebbene non gradiamo andare contro la volontà del Pubblico Ministero, ma crediamo che davanti all’intervento con sanzioni delle forze dell’Ordine, lo stesso non potesse far altro.
E’ già la seconda volta che siamo in Tribunale per un allevamento nel forese e se gli organi competenti per la salute degli animali continuano ad operare in questo modo, si presenteranno altre occasioni purtroppo. Quando un mese fa abbiamo annunciato e presentato esposto per le responsabilità alle quali devono rispondere Sindaco, Assessore e AUSL era proprio per evitare di continuare ad intervenire davanti ad un colabrodo e risolvere il problema alla radice. Con piena fiducia nell’azione di denuncia, ci auguriamo di vedere in futuro il meno possibile situazioni indecenti come questa.

lunedì 7 marzo 2011

IL CASO GUBERTI E LA RESPONSABILITA’ PUBBLICA


L’associazione l’Occhio Verde ha partecipato attivamente alla vicenda dell’allevamento del Vento di Giorgio Guberti costituendosi parte civile al processo, fornendo testimoni,materiale fotografico, presentando esposto mesi prima del sequestro, aiutando il giorno del sequestro, aiutando i custodi giudiziari e Animal Liberation con raccolte fondi e materiale. Molti degli associati dell’Occhio Verde fanno parte, ora, di Ravenna Punto a Capo, compresa la rappresentate legale Samantha Comizzoli.

Abbiamo pertanto assistito a tutte le udienze del processo, fino alla sentenza di colpevolezza per maltrattamento e smaltimento illecito di rifiuti. Crediamo, come è sempre stato nel nostro pensiero, che i problemi vadano risolti in profondità, andando alle radici.

E’ per questo motivo che questa mattina abbiamo depositato presso la Procura della Repubblica di Ravenna, un esposto per verificare eventuali responsabilità della pubblica amministrazione in questa vicenda. Questo poiché il Sindaco è responsabile della tutela della salute pubblica e dell’ambiente ed esercita tale tutela attraverso mezzi della pubblica amministrazione, come assessore di competenza e avvalendosi della collaborazione della AUSL. Più volte le testimonianze sentite in aula hanno paventato possibili rischi per la salute pubblica e l’ambiente. Ma il fattore che più ci stupisce è che l’allevamento il questione era privo di qualsiasi autorizzazione per poter esercitare, e questa situazione di illegalità si protrareva da 30 anni. Una qualsiasi attività sarebbe stata chiusa dopo un paio di giorni, come è possibile una “svista” di questo genere, dopo tutte le segnalazioni arrivate in Comune?

Riteniamo lecito comunicare la consegna dell'esposto a mezzo stampa poichè tutto ciò che doveva emergere sull'allevamento Guberti è venuto fuori in tribunale. Noi non possiamo giudicare la responsabilità dell’amministrazione ravennate, ma c’è la magistratura per farlo. Pertanto lasciamo a loro il compito del giudizio.


L’Occhio Verde

Ravenna Punto a Capo

domenica 27 febbraio 2011

REPLICA AD ENPA SU GUBERTI

Gentile Locatelli, troviamo gravissima la sua nota sull’esito del processo all’allevamento Guberti. Le sue illazioni su “quanti cani risponderanno all’appello della confisca”, non vanno tanto a colpire Animal Liberation e Cruelty Free che si sono presi in custodia i cani, ma vanno a mettere in dubbio la tutela che ha sempre avuto il Tribunale di Ravenna e il suo operato. I cani sono stati tutti confiscati, ma la tutela è sempre del Tribunale di Ravenna. Questo è gravissimo. Forse la sua affermazione è dettata dall’ignoranza, che poteva esser sanata in qualsiasi momento, documentandosi.

Enpa non è mai stata dall’inizio della vicenda solidale con le associazioni che si sono adoperate per i cani, ma al contrario è sempre stata in opposizione e sposato sempre le teorie degli amici di Guberti e dei suoi avvocati difensori. Contestando tutto alla stessa stregua di chi sosteneva l’allevamento del Guberti. Un’associazione “animalista” che non si è mai vista per dare un aiuto, o semplicemente con la presenza anche solo per verificare lo stato dei cani, mai!

Dov’era ENPA quando faceva freddo, quando c’era da assistere i cani, curarli, cibarli. Impegnati a stampare cappellini e adesivi?

Tutti potevano visitarli, portare aiuti, lo stesso Guberti è stato in visita. Nessuno ha mai impedito nulla, era perfino possibile mandare dei consulenti (da parte del Guberti) per eseguire perizie, cosa della quale non ha mai approfittato.

La parola “FINE” a questo scempio si poteva mettere prima, ma è stato anche grazie alla vostra associazione che l’allevamento ha continuato ad operare in quel modo. Mi dica un po’ Locatelli, se li ricorda quei cittadini che telefonavano ad ENPA per fare le segnalazioni su Guberti e chiedevano a voi di intervenire e che si sono sentiti rispondere “non andiamo nemmeno a vedere, a Guberti non possiamo far nulla”?

Per rinfrescarsi la memoria poteva assistere alle udienze Locatelli o leggersi gli atti, quelle persone erano nostri testimoni, e sanno come si è comportata ENPA.

Ringraziamo nuovamente tutti i volontari che hanno vissuto la vicenda, chi ha mantenuto i cani mettendosi le mani in tasca, la tenacia di Lilia Casali e Maurizio Pianazzi, ma soprattutto il Tribunale di Ravenna che non si è mai lasciato influenzare. In questo paese, c’è ancora chi sa applicare le leggi e conosce ancora il valore della GIUSTIZIA e della LEGALITA’.

L’Occhio Verde

Ravenna Punto a Capo

giovedì 24 febbraio 2011

GUBERTI CONDANNATO!


Oggi il Tribunale di Ravenna, nella persona del giudice Schiaretti, ha condannato Giorgio Guberti, colui che fu denunciato dalle associazioni e dai cittadini, per l'allevamento dei pointer "Del Vento". I cani sono stati confiscati, non vedranno più lager né dovranno più sbranarsi tra di loro per cibarsi di un coniglio morto. Sono finalmente salvi!
Ora che sono riconosciuti i reati, l'Occhio Verde e Ravenna Punto a Capo vogliono qui in Tribunale coloro che sono responsabili della tutela della salute pubblica e che avrebbero taciuto e lasciato che un allevamento privo di autoizzazioni per 30 anni creasse rischio per la salute e l'ambiente. Vorremmo pertanto che il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, l'assessore per la tutela dei diritti animali Ilario Farabegoli e i veterinari della ASL rispondessero per aver chiuso entrambi gli occhi davanti a tutto questo. Ovviamente non possiamo giudicare noi il loro operato, che sarà messo in discussione dalle autorità preposte su nostro invito.
L'Occhio Verde
Ravenna Punto a Capo.

sabato 5 febbraio 2011

IN RISPOSTA A RUDI BARBONI SU GUBERTI


Alcuni cittadini ci hanno segnalato che sul Resto del Carlino ha fatto la ricomparsa Rudi Barboni, che per l’ennesima volta difende L’allevatore di pointer, attualmente sotto processo, Giorgio Guberti. Esprimere un opinione è sancito dall’Art. 21 della Costituzione, quindi è liberissimo di farlo, inoltre viviamo in un Paese dove viene sostenuto anche Provenzano, quindi figuriamoci Guberti. Il Sign. Barboni ci lancia delle domande, e quindi, stavolta, gli rispondiamo. Il Barboni mette in discussione la nostra conoscenza dei pointer e ci butta la colpa degli sbranamenti per i nostri interventi. Sign. Barboni, lei ha le prove che gli sbranamenti sono avvenuti dopo l’intervento dei volontari? Come si spiegherebbero, allora, i resti (carcasse e scheletri) trovati sul posto e vecchi di anni? E come spiega le nostre foto, antecedenti di mesi rispetto all’intervento delle associazioni e del NIRDA, ove si vedono i cani nelle medesime condizioni? Altre sì il Barboni, si chiede come sia possibile che i cani fossero malridotti, quando invece vincevano premi mondiali. Infatti, è proprio qui il “metodo Guberti”, portarli a situazioni estreme, innaturali, affamati, così chi sopravviveva era la “razza eletta”, quella che vinceva premi mondiali. Riporto ora le sue parole “era però conosciuto a livello mondiale per lo standard di razza e per la forza dirompente dei propri soggetti frutto di una programmata selezione naturale”. Qui non si tratta di giudicare il metodo “discutibile”, qui si tratta di compiere reati. Le ricordo che secondo la legge italiana il nazismo è reato, così come ne sono la sua propaganda e il suo inneggiamento. Davvero Lei vuole continuare a inneggiare il lager Guberti e la selezione naturale? Sulla Sua terza domanda “chi pagherà i danni a Guberti nel caso vincesse la causa…”. Noi non ci siamo mai chiesti chi avrebbe pagato, nemmeno quando i cani vennero sequestrati e in questi due anni mantenuti dalle donazioni e dalle proprie tasche per il cibo, i veterinari,gli alloggi, i trasferimenti. Sono 200 cani, lo sa quanto costa mantenerli così? No, non lo sa, perché da Guberti sono stati trovati solo medicinali scaduti (infatti la maggior parte dei cani erano malati e non curati), il “veterinario” era Guberti…, e il cibo erano conigli e polli morti. Sono stati trovati anche i resti di un cavallo…, nessuna coperta, nessuna cuccia, solo la lettiera di paglia e della loro cacca. Vecchia di anni, naturalmente. Abbiamo partecipato a tutte le udienze del processo, si è sentito di tutto, si è visto rischiare la falsa testimonianza di un teste della difesa, si è visto il Guberti farneticare cose allucinanti tanto da essere ripreso perfino dal suo avvocato, si è visto il consulente tecnico (Dott. Pardini) che a stento parlava un italiano corretto e che si rivolgeva ad avvocati e Giudice dicendo “te l’ho detto…”, e una delle caratteristiche della sua partecipazione è che in questo processo è il consulente della difesa, però nel processo che vide assolto Guberti era il consulente della Procura….consulenza tecnica piena di lodi al Guberti, così tante che non c’era più spazio per il tecnico. Si sono viste le immagini dell’allevamento (privo di autorizzazione dall’’88), un'altra attività sarebbe stata chiusa immediatamente. Si sono riviste le immagini dei cani cachettici, scheletrici, con ulcere, ferite, morsicature, leptospirosi, gravi problemi comportamentali, sbranati e altro. Si sono viste le foto di come sono ora, dopo due anni di cure. Sig. Barboni se per Lei la bellezza è la selezione naturale (imposta), crediamo che questo vada al di là della difesa del suo amico Guberti. Siamo solo dei cittadini che hanno scelto la legalità.

L’Occhio Verde Ravenna Punto a Capo

martedì 28 dicembre 2010

RUSSI E IL NULLA

118 VETERINARIO, IL COMUNE DI RUSSI E’ SCOPERTO DAL SERVIZIO

Abbiamo volantinato per informare i cittadini di Russi (che non l’hanno presa bene), ci siamo offerti di raccogliere i fondi necessari per rinnovare il servizio di reperibilità zooiatrica (1300 euro l’anno), abbiamo scritto vari comunicati stampa; ma per il Comune di Russi è stato un “nulla”. Nessuna volontà di continuare con il servizio pubblico del 118 veterinario. Pertanto fra tre giorni, questo Comune non avrà più questo servizio. Scelta che si contrappone anche al nuovo Codice della Strada dell’agosto 2010, che con il nuovo adeguamento, prevede l’obbligatorietà di soccorso per animali feriti. Inoltre, la circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2010 coinvolge le amministrazioni inevitabilmente nell’applicazione della norma, quando sostiene “l’inderogabile necessità di assicurare il servizio di reperibilità e pronto soccorso (così come definito dalla Dgr 2332 del 9 Agosto 2005) per animali da parte di tutte le Amministrazioni competenti”. Servizio scoperto proprio nei giorni di festività, quando i veterinari saranno irreperibili. Riteniamo che anche alla luce del nuovo codice della Strada e davanti alla responsabilità di un Sindaco dello stato di salute di cittadini e degli animali nel suo territorio, questo servizio doveva essere ampliato e migliorato , e non soppresso senza alcuna ragione. Il Consiglio Comunale di Russi si terrà l’11 gennaio, nel frattempo c’è il “nulla”.

L’Occhio Verde

Ravenna Punto a Capo