lunedì 7 gennaio 2013
1 gennaio 2013 in Val Clarea: auguri CMC!
sabato 9 giugno 2012
CHIUDETELO SUBITO!
Ravenna Punto a Capo
L'Occhio Verde
Animal Liberation
Cruelty Free
giovedì 31 marzo 2011
EVENTO IMPERDIBILE: BI-BO E MARCHIONNE IN FONDERIA


sabato 26 marzo 2011
MARCHIONNE IN FONDERIA IL 3 APRILE
venerdì 18 febbraio 2011
E’ FINITA LA SFILATA ELETTORALE?
Da circa 10 giorni stiamo assistendo alla sfilata della solidarietà elettorale presso il silos della Vinyls. Sopra, un estremo gesto di forza e di potere dei cittadini, sotto, i politicanti che sfilano e mandano comunicati stampa di solidarietà. Per favore, per rispetto delle persone che stanno manifestando per una situazione grave e vergognosa per il nostro paese, a 50 mt. d’altezza e al freddo, invochiamo lo stop alle “pacche sulle spalle”. Crediamo, invece, che sia di fondamentale aiuto e importanza che la stampa possa entrare e arrivare sul silos per dar voce ai manifestanti della Vinyls. Dev’essere una battaglia soprattutto mediatica poiché dal punto di vista delle promesse elettorali, tutto ciò che abbiamo oggi è ciò che ci è stato dato da chi c’era. Quindi, queste situazioni, sono frutto della mala politica fatta dalle stesse persone che stanno dando solidarietà. Aprite le porte ai giornalisti! Date voce ai cittadini!
venerdì 11 febbraio 2011
E' UN'USANZA...
Settembre 2010 esce il bando per la “riqualificazione” del Mercato Coperto di Ravenna. Mercato storico nel centro storico con commercianti lì da 30 anni. Ieri ci è stato comunicato il risultato del bando: arriva la Coop. L’unica offerta,la loro. Che strano, a Ravenna dev’essere un’usanza, perché ci sembra un film già visto con altra proprietà comunale e con progetto sempre partito dall’ex Sindaco Mercatali, sì, con lo zoo. Bene, un’altra volta artigiani e commercianti che vengono messi in condizione di non poter più lavorare, un’altra volta che si opera senza rispettare la storia di Ravenna. In questo momento davanti alla tristezza della vicenda, ci sorge un’altra domanda: il parcheggio della Coop dove lo fate? Sotterraneo, ignorando reperti archeologici? O lì vicino buttando giù qualcos’altro?
Esprimiamo nuovamente la nostra solidarietà a chi verrà buttato fuori dal Mercato storico e vi ringraziamo per quanto avete fatto in questi anni. Vi ringraziamo come cittadini, arrabbiati e indignati da quest’amministrazione comunale.
Settembre 2010:
Ravenna Punto a Capo
domenica 30 gennaio 2011
IN GINOCCHIO
Il titolo è la posizione fisica che commercianti e artigiani hanno assunto da tempo in questo Comune. Da lunedì 31 gennaio il centro ESP seguirà l’ordinanza del Sindaco che gli permette di aprire l’esercizio senza giorno di riposo. Così, alla faccia di tutte le parole di facciata come “km zero” o “filiera corta”, con le super offerte e l’orario comodo, tutti i cittadini potranno snobbare ulteriormente i piccoli negozi e spendere soldi al centro commerciale. Ma non è finita: ricordiamo, infatti, che dalla prossima stagione estiva sarà aperto anche Eurolandia nei pressi di Mirabilandia, così il commercio del forese potrà definitivamente chiudere. C’è da chiedersi: ma questa amministrazione chi sta tutelando e agevolando con i nostri soldi? La grande distribuzione parrebbe. Questo comunicato è per invitare tutti i cittadini ad esercitare il potere più grande che hanno: dove spendere i loro soldi. Siamo padroni di scegliere e con intelligenza possiamo ribaltare l’attuale situazione che ci viene imposta. Pertanto vi invitiamo a frequentare i negozi del forese, della zona nella quale abitate, evitate di fare km con l’auto, fate shopping nel centro storico, ma state lontani da centri commerciali. Statene lontani perché stanno uccidendo l’artigiano, il commerciante, l’esercente che è vostro vicino di casa o vostro parente. Abbiamo un enorme potere, esercitiamolo e mettiamo noi in ginocchio i potenti.
Ravenna Punto a Capo
sabato 4 dicembre 2010
LEGALITA' NEI CANTIERI
Art. 1 della Costituzione “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, forse questo è uno dei pochi articoli della nostra Costituzione che andrebbe riadattato ai tempi nostri. Tristemente con “….é una Repubblica fondata sul sangue di chi lavora e perde la vita ogni giorno”. Troppi cantieri e luoghi di lavoro senza osservare le leggi vigenti, troppi morti. Eppure sono sotto agli occhi di tutti, sono lì per essere sanzionati o chiusi. La maggior parte dei nostri enti non fa mai osservare il comma 11 dell’Art 118 (D.L. 163 Codice Contratti Pubblici) che basterebbe già per fermare il lavoro nero grazie agli obblighi dell’appaltatore.
Non c’è né ignoranza, né negligenza ,né imprudenza in tutto questo. Un anno fa nel cantiere di Madonna dell’Albero della ITER morì Ionut Bogdan Stratulat. Il cantiere è sulla via Cella, una via provinciale molto trafficata, infatti proprio due giorni fa passando lì davanti si potevano notare, in blocco di nuova costruzione adiacente alla piazza, gli operai lassù senza casco, senza protezioni. Lo sappiamo noi che non ci lavoriamo quali sono le misure di sicurezza da osservare, figuriamoci chi ci lavora e chi da lavoro. Pertanto CHIEDIAMO al Comune di Ravenna di risparmiarsi i soldi pubblici per campagne informative, ma di investirli in tutti quegli organi che devono vigilare e controllare i cantieri. Chiediamo, che vengano fatte osservare le leggi vigenti sanzionando chi è responsabile. Questa è prevenzione. Il nostro sentimento per queste morti è solo la rabbia.
Ravenna Punto a Capo
giovedì 30 settembre 2010
venerdì 27 agosto 2010
Ancora su "Se questo è un uomo"
Renato ha perso il lavoro 4 anni fa e da allora si appoggia alla Caritas e chiede l’elemosina per affrontare la giornata.
Nessuno fino ad ora gli ha dato un lavoro.
Dopo aver divulgato il video stanno arrivando le proposte d’aiuto per Renato, bene, era ciò che volevamo. Permetteteci solo una domanda però, possibile che nessuno l’avesse visto prima?
La pietà si mobilita solo tramite internet o c’è il desiderio di “cavalcare” una causa da parte dei politici per salvare l’immagine?
Il fatto che Renato abbia perso la sua dignità non significa che debba continuare a farlo: chiediamo per lui un lavoro dignitoso e compatibile con la sua età.
Invitiamo chiunque si adoperi per Renato ad un aiuto concreto, senza finte.
Visto che di casi come il Sign. Renato ce ne sono tantissimi nella nostra società, invitiamo ,sempre le amministrazioni, a non voltarsi dall’altra parte davanti alla prossima persona.
Grazie.
Ravenna Punto a Capo
giovedì 26 agosto 2010
Se questo è un uomo
Da un lavoro sicuro all'indigenza a volte il passo è tragicamente breve.
Chiediamo dignità per Renato e per tutti i cittadini nella sua stessa situazione.
Dove sono i servizi sociali? Dov'è lo Stato?
sabato 3 aprile 2010
Eroi del XXI secolo
Niente lasciava presagire le chiusure dei due supermercati, nemmeno il cambio gestione di otto mesi fa. Invece giovedì scorso l’annuncio ai dipendenti: “sabato chiudiamo l’attività”. Nemmeno il tempo per capire……. 23 persone a casa senza lavoro nella realtà dei grandi numeri di dipendenti che perdono il lavoro non sembra essere nemmeno una notizia. Eppure ci sono 23 persone a cui in tre giorni è cambiata la vita, nell’assoluta indifferenza. Il silenzio assenso?
Nel nostro gruppo ci sono piccoli artigiani che hanno chiuso l’attività, operai che hanno perso il lavoro, disoccupati, precari, persone che lottano ogni giorno per mantenersi il posto. Questi siamo noi.
Noi siamo vicini alle 23 persone che sabato forse hanno sospirato, forse hanno pianto, forse si sono arrabbiate. Gli siamo vicini perché sono i nostri eroi, così come i dipendenti dell’OMSA di Faenza, così come tutte quelle persone che hanno un lavoro precario o sono in cassa integrazione . Gli eroi del XXI secolo sono quelli che cercano di mantenere la famiglia ogni giorno e sono in difficoltà. Gli eroi del XXI secolo sono le persone come Luca che un anno fa scriveva “non guadagnando abbastanza avrei voluto mettere un braccio sotto la pialla, così la mia famiglia avrebbe avuto un po’ di soldi, ma non c’è l’ho fatta. Mi è mancato il coraggio”. Gli eroi del XXI secolo sono tutti quei piccoli imprenditori che si trovano costretti a chiudere e a lavorare per il resto della vita per pagare i debiti che quell’esperienza gli ha lasciato.
Le scelte economiche fatte dalla nostra politica di “casta” hanno portato a questo risultato e si è soliti dar la colpa allo Stato. Allora vorremmo dire a tutti questi eroi a cui siamo vicini, che lo Stato siamo noi, noi siamo lo Stato. Dovremmo riappropriarci delle nostre vite, delle nostre città, dei nostri posti di lavoro. Ci vorrà tempo, molto tempo, ma infondo ci sono voluti 30 anni per ridurci così, potrebbero volercene altri 30 per assicurare un futuro ai nostri figli. Abbiamo il dovere, contando solo sulle nostre forze, di lottare a testa alta e con dignità quali eroi siamo, poiché c’hanno tolto ciò che c’è di più nobile nella vita di un uomo: il lavoro.
Art. 1 della Costituzione Italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
I fatti dimostrano che oggi è una Repubblica fondata sul sangue dei lavoratori.
