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domenica 22 aprile 2012

BIODIGESTORE A CASTIGLIONE DI RAVENNA

Qualche giorno fa la nostra associazione e il comitato contro il biodigestore di Savarna si sono accorti, dal calendario delle iniziative del PD pubblicato da Ravenna24ore, che il 19 aprile c’era un’assemblea pubblica a Castiglione di Ravenna per presentare…. un biodigestore! Ovviamente abbiamo partecipato, anche perché, alcuni di noi abitano proprio lì. Nessun volantino che informava i cittadini della serata, infatti, all’assemblea c’erano una ventina di persone di Castiglione. Fra il pubblico anche un socio di Agrisfera (coloro che costruiscono il biodigestore a Savarna). Apriva e moderava la serata il new entry consigliere Zampiga, relatori l’Assessora Roncuzzi e i tecnici (ovviamente Ing. Spazzoli e assistente). Questa triade è oramai famosa al popolo di youtube per le presentazioni dei biodigestori nella provincia di Ravenna. L’assessora ha più volte ribadito che la legge non li obbliga ad avvisare i cittadini perchè questi impianti sono al di sotto di un megawatt. Certo, che non li obbliga la legge, ma il rispetto, la morale, l’etica dove ce li hanno? Un altro impianto che non serve a nulla alla popolazione, che inquinerà, che aumenterà il traffico veicolare (proprio su strade turistiche) e che viene imposto da quest’amministrazione con soldi pubblici e senza creare posti di lavoro.

martedì 22 febbraio 2011

E I PIATTI DOCCIA SONO ANCORA LI'...


Circa due settimane fa abbiamo segnalato mediante immagini video e breve articolo pubblicato sulla stampa locale, la discarica in via Dismano formatasi per un ribaltamento di un mezzo di trasporto 3 settimane precedenti. La montagna di piatti doccia e altri generi è ancora lì, visibile a tutti. Una bella immagine per una città candidata a capitale della cultura, cultura di che cosa? Del degrado?

Invitiamo nuovamente i servizi preposti a rimuovere il tutto,oppure via Dismano fa Repubblica a sé e quindi dobbiamo chiederlo a qualcun’ altro?

sabato 12 febbraio 2011

CESSI GRATIS!



Circa tre settimane fa un mezzo di trasporto di ribalta sulla E 45 nei pressi di Osteria, proprio vicino all'ex allevamento lager Guberti. Tutto il carico finisce nella zona sottostante, e lì è rimasto.
Non si tratta certo, di rifiuti pericolosi, ma vedere uno scempio simile in mezzo ala campagna, è inaccettabile. Inizialmente qualche persona si è pure portata via qualche piatto doccia in buono stato, dopo si è passati alla "fase 2": aggiungere altri rifiuti, poiché il rusco porta rusco...
Una nostra attivista ha telefonato alla Polizia Municipale, sapendo che era stato istituito un nucleo apposito per l'ambiente, ma le è stato risposto di scrivere un esposto. Quindi, solito iter della Procura... Alla sua domanda "ma allora cosa fa il nucleo per l'ambiente della Polizia Municipale?". Le è stato risposto "la saluto" e chiusura della comunicazione.
Il tempo passa, e il rusco a cielo aperto aumenta, sarà mai possibile che dobbiamo riempire la Procura di esposti inutili, quando basta una segnalazione?



giovedì 4 novembre 2010

Fumo negli occhi


In riferimento al "disegno animato" dell'INCENERITORE sul sito di Hera, ecco ns. c.s.:
I “termovalorizzatori” non esistono. La parola “termovalorizzatore” non esiste, è stata inventata da chi ha le mani su questo mercato ber buttarci il loro fumo negli occhi. Provate voi stessi a scriverlo al vostro pc, vi darà sempre errore. Sono INCENERITORI, che bruciano e dal loro camino emettono polveri, nano particelle e diossina. Fino a quando verrà raccontata una realtà mistificata, non capiremo mai che danno ci stanno facendo. Cerchiamo in pochi brevi punti di analizzare l’inceneritore.
Aspetto economico: l’energia prodotta dall’incenerimento è una perdita in realtà, poiché l’energia impiegata per fabbricare, trasportare e distribuire i materiali che vengono inceneriti, è nettamente maggiore. I rifiuti sono “materia” e se si distrugge una materia, bisogna rifarla. Quindi altra perdita. Pochi posti di lavoro perché per riempire un buco e poi svuotarlo per bruciarne il contenuto non richiede un gran chè (nemmeno di progettazione e d’intelligenza, la camorra lo fa da anni).
Aspetto logistico: produciamo troppi rifiuti, le discariche dove si deposita il raccolto prima di essere incenerito, aumentano, così come aumentano gli abitanti e i loro consumi. Le città crescono e aumentano i loro confini territoriali, presto, molto presto, le villette a schiera avranno la vista sulla montagna di monnezza, gli orti già ci son vicini ora. Ogni 3 tonnellate di rifiuti bruciati, ne resta una tonnellata, che da qualche parte dovrà pur andare…
Aspetto ambiente/salute: eccoci al top. L’inceneritore è sicuramente redditizio, produce malati e morti, l’industria del cancro è fiorente. Ma questo non siamo noi a dirlo (i soliti ambientalisti rompi…).
- Parla l’I.S.D.E. (Associazione Medici per l’Ambiente riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.) comunicando da numerose ricerche epidemiologiche, risultati più che allarmanti nelle popolazioni vicine agli inceneritori.
- Parla il Dott. Stefano Montanari e la Dott. Gatti (Nanodiagnostics) scopritori, grazie alla loro ricerca, delle nanoparticelle. Ascoltati anche dalla Camera dei Lords in Inghilterra e in tutto il mondo.
- Parla il Dott. Paul Connett (USA) che gira da 22 anni il mondo facendo conferenze proprio sui danni da inceneritori e dalla scelta in città internazionali di chiuderli per salvare la popolazione.
- Parla il processo in corso a Forlì per la morte di un bimbo di 8 anni, che abitava vicino all’inceneritore. Nel suo pancreas sono state trovate nano particelle di cadmio, cromo, tungsteno e altri metalli. Materiali che non escono certo da tubo di scappamento di un’auto.
E poi parla il Dott. Veronesi (chirurgo plastico e non oncologo come molti pensano) che grazie al suo staff di oncologi che gli hanno “giurato” che l’inceneritore non fa danni porta avanti la sua industria finanziata proprio dalle ditte proprietarie di inceneritori o affini. Peccato che proprio negli ultimi mesi vi sia un’accusa pesante: nella traduzione dall’inglese all’italiano di un testo nel quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente e ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II” di Elliott, sia stato cambiato il senso di ciò che dicevano gli autori, modificando o omettendo i risultati emersi dall’indagine epidemiologica fatta sugli abitanti che abitano vicino agli inceneritori al fine di dichiarare la “non pericolosità”.
Le alternative ci sono già, sono già partire in diversi Comuni italiani, così come le realtà imprenditoriali che hanno portato posti di lavoro. Ma a Ravenna non vi è alcuna intenzione di intraprenderle. Piccoli personaggi, forse gli scienziati e i medici, che Hera e la nostra amministrazione continueranno ad ignorare, così come è stata ignorata la vicenda Cosentino e il clan dei casalesi. Il sottosegretario è stato accusato da due pentiti di essere legato con Hera Comm Mediterranea al clan dei casalesi, indagine della Procura di Napoli. Due ordini d’arresto per lui, ma il nostro governo si oppose. Tutto tace, noi crepiamo e giù botte a chi si mette davanti a un compattatore portatore di morte per i nostri figli. Nel frattempo guardiamoci il disegno in movimento dell’INCENERITORE nel sito di Hera , come se fosse un cartone animato.

Ravenna Punto a Capo

martedì 6 aprile 2010

Ravenna città discarica? No, grazie

In risposta all’indisponibilità del Sindaco di Ravenna al trattamento dei rifiuti urbani di Lugo


Il Sindaco Matteucci con una lettera alla provincia si dichiara indisponibile a continuare a ricevere rifiuti urbani da fuori provincia invocando il criterio di prossimità. Questo è giusto, ognuno dovrebbe essere autosufficiente per quanto riguarda i rifiuti che produce, nel senso che è indispensabile prima di tutto ridurli e quando non ulteriormente possibile, riciclarli in loco, senza bruciarli o metterli in discarica. La legge sancisce il principio di prossimità per quanto riguarda i rifiuti urbani, ma per tutto il resto? Si continua la tragica farsa che porterà ad esaurimento la nostra discarica, e che, pervicacemente, la nostra amministrazione vuole farci ignorare: la metà dei rifiuti che saturano la discarica di via Romea sono si origine industriale dove, per legge, il principio di prossimità non si applica. Inoltre questa amministrazione si ostina a non innalzare il livello di raccolta differenziata mettendo in campo soluzioni come le isole interrate o i cassonetti di prossimità, che aiutano solo marginalmente a ridurre i rifiuti da bruciare o smaltire. La lettera del Sindaco ci appare come un modo per innalzare gli utili di Hera utilizzando lo smaltimento autorizzato esclusivamente per i rifiuti speciali. Insomma per noi la lettera del Sindaco suona in questo modo: “La discarica ci serve per appianare il bilancio comunale; riprendetevi la vostra immondizia che non abbiamo altre risorse per far cassa”. Beninteso, nessuno vuole prolungare la vita della discarica; ci penseranno gli altri… Alla faccia del patto generazionale, alla faccia delle buone pratiche, alla faccia della protezione del territorio, alla faccia della salvaguardia della nostra salute.

Ravenna Punto a Capo

sabato 3 aprile 2010

Le 10 domande a Matteucci su Hera

Riportiamo integralmente le 10 domande che abbiamo posto al sindaco Matteucci su Hera:


1. Certificato antimafia rilasciato ad Hera Comm Mediterranea srl?
Hera spa dichiara che questa sua società controllata al 50,01% non ha bisogno di chiedere il certificato antimafia, si afferma però che la stessa “dispone tutt'ora di regolare certificato antimafia”.
Si chiede, Chi ed in che Data è stato rilasciato il certificato antimafia, se e quali accertamenti a tal fine sono stati fatti e se fra questi vi sia anche quello sugli effettivi proprietari del 49,99% di capitale della stessa società che risulta coperto da “segreto fiduciario”?

2. Attività di Hera Comm Mediterranea srl?
Fra i poteri attribuiti al Presidente di Hera Comm Mediterranea srl vi sono:<< Rapporti con la pubblica amministrazione ed altri enti pubblici. Rappresentare la società nei confronti della pubblica amministrazione... Appalti, gare e licenze. Stipulare contratti di appalto; concorrere a gare bandite… da Enti pubblici governativi, regionali o locali ed ogni altra pubblica amministrazione...>>.
Si chiede, se la Società ha avuto rapporti con amministrazioni pubbliche a qualsiasi titolo (lavori, servizi, forniture, concessioni, autorizzazioni, licenze, forniture, etc) e se in questi casi ha omesso di segnalare, in contrasto con le norme antimafia, la propria condizione societaria con il 49,99 di capitale coperto da segreto fiduciario?

3. Identità dei proprietari del Capitale coperto da segreto fiduciario?
Fuori dai risvolti penali ed al di là degli eventuali illeciti, connessi con il comportamento della società con riferimento alle domande precedenti, e ricordando che, a Roma, tutti i partiti che fanno parte della Giunta Regionale hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario Cosentino.
Si chiede al Sindaco se non ritiene opportuno chiedere che nel gruppo Hera non vi siano società delle quali la proprietà del capitale sia comunque sconosciuta e nel caso specifico se non ritiene necessario invitare il Presidente di Hera spa a chiedere la immediata emersione della proprietà del capitale o la immediata uscita da Hera Comm Mediterranea srl?

4. Calenia Energia spa?
Nella ricostruzione delle vicende societarie di Calenia Energia spa, società in affari con Hera Comm Mediterranea srl, si fornisce solo il dato della partecipazione (15% di Hera spa e dell'85% EGL). Informiamo il Sindaco che Calenia Energia spa, gestore dell'impianto di turbogas a Sparanise, ha la sua sede legale a Genova, qui trasferita da Caserta e precedentemente con sede ad Ercolano (NA) e che EGL, presentata come multinazionale svizzera, è in realtà una società con sede in un “paradiso fiscale”, il Lussemburgo.
Si chiede se sono note le ragioni di questi strani trasferimenti e soprattutto se sono note e chi sono le persone che detengono la proprietà o il controllo del capitale di questa società lussemburghese?

5. Sistema delle nomine degli organi delle società?
La questione attiene ad un problema di trasparenza e di sottrazione alla spartizione partitocratica di incarichi guidata da interessi lontani anni luce dalla tutela dell'interesse pubblico.
Si chiede al Sindaco quale iniziativa intende assumere nei confronti di Hera spa per rendere trasparente il sistema delle nomine degli organi societari della capogruppo e delle 51 società controllate o partecipate?

6. Il Collegio sindacale di hera spa ed il controllo?
Hera spa giustifica il cumulo delle nomine dei membri del collegio sindacale sulla base di presunti indirizzi della Consob, citati ad arte per giustificare solo quello che interessa. Quello che interessa i cittadini è la trasparenza delle modalità di nomina e la mancanza di fatto della indipendenza di questo organo di controllo, che i fatti e gli atti stanno a testimoniare.
Si chiede al riguardo se il Sindaco conosce le relazioni del Collegio sindacale sui bilanci consolidati di Hera spa degli ultimi cinque anni e se in queste sono rinvenibili le presenze dei sindaci di Hera spa in tutte le società controllate o partecipate, se sono rinvenibili le indennità percepite, se sono rinvenibili valutazioni su tutte le società del gruppo, con riferimento alla conformità della loro costituzione e delle loro finalità con le norme che regolano l'attività di società “in-house” operanti nei servizi pubblici, le norme del codice dei contratti pubblici, le norme sulle società miste sancite dall’art. 13 della 248/2006, cosiddetta “legge Bersani”?

7. Il caso SEI spa e SET spa?
Nella relazione del Collegio Sindacale di Hera spa sul bilancio consolidato 2008, delle 51 società controllate o partecipate si trovano riferimenti a sole 4 società, con informazioni insignificanti di qualche riga. Nel caso di SEI spa, si informa l'assemblea dei Soci che “Hera spa ha acquistato da Ratia Energie Ag il 20% del capitale sociale di Sei Spa”. Sorvolando sulla inesistenza di una società di nome Ratia Energie Ag, che in realtà è “RAETIA ENERGIE A.G.”, nulla viene detto sulla legittimità di questa presenza, nulla sui partners presenti e nulla sulla stessa società venditrice. Eppure lo stesso organo di controllo esprime ben due presenze in un'altra società del gruppo, la SET spa, nella quale Hera spa ha come unico partner sempre RAETIA ENERGIE A.G.. Entrambe le società, SEI spa e SET spa, hanno sede legale nello stesso indirizzo a Milano mentre le attività operative, come in altri casi, sono rispettivamente a Montebello Ionico (Reggio Calabria) e Teverola (Caserta).
Si chiede, se è stata valutata la legittimità di queste partecipazioni in capo ad una società tutt'ora affidataria di servizi pubblici monopolistici senza alcuna verifica di mercato e, vista la collocazione geografica delle attività operative, se almeno sono note e chi sono le persone fisiche che hanno la proprietà o il controllo del Capitale di questa società estera operante in Italia?

8. Il costo degli Organi della Società capogruppo e delle società controllate?
Nel sito di Hera spa sono segnalate solo le retribuzioni dei consiglieri della capogruppo. I 15 consiglieri indipendenti, senza incarichi operativi, hanno percepito nel 2008 100 mila euro ciascuno per un impegno di n.12 (dodici) riunioni dell'Organo nel quale sono stati nominati, oltre a non specificati “benefici non monetari” per diverse migliaia di euro. Sullo stesso sito, nulla viene comunicato sulle retribuzioni dei “nominati” negli organi amministrativi e di controllo delle società controllate o partecipate, circa 600 beneficiari.
Si chiede, nell’attuale contesto, se sia politicamente ed eticamente sostenibile una retribuzione pari a circa 3.000 euro per ogni ora di impegno dei Consiglieri di Hera spa, attribuita comunque anche ai Consiglieri assenti alle riunioni del CdA e che cosa il Sindaco intende fare in proposito in occasione della prossima assemblea di Bilancio e se intende chiedere di rendere trasparenti le nomine e le relative retribuzioni nelle società controllate o partecipate?

9. Le politiche e le strategie?
Nei documenti di bilancio del comune degli ultimi 5 anni non è rintracciabile alcuna minima valutazione del Sindaco, della Giunta e del Consiglio sulle politiche industriali di Hera spa e tanto meno la definizione di indirizzi nei confronti di una società nella quale il 58% del capitale è pubblico e nella quale, in netto contrasto con le direttive europee, quasi tutti i soci pubblici hanno conferito la proprietà delle reti e delle infrastrutture.
Si chiede al Sindaco: se intende dare ascolto alla rete regionale di associazioni e di cittadini che hanno deciso di aprire una vertenza per “Un’altra Hera”, se e come intende definire indirizzi per le politiche energetiche ed ambientali della società monopolista di gran parte dei servizi pubblici locali, anche alla luce dell'art.15 della legge 133/2009 che impone la vendita di azioni pubbliche e che trasformerà hera spa, con la connessa proprietà delle reti e infrastrutture, in una società di diritto privato che entro il 2012 non avrà più una maggioranza pubblica?

10. Confronto e trasparenza?
Il caso “Hera-Cosentino” è in realtà solo la punta dell’iceberg di un “caso Hera”. Un caso emblematico e forse la metafora che meglio rappresenta il degrado della Politica e della Amministrazione dei beni pubblici, della privatizzazione della spesa pubblica in una economia senza mercato, degli affari per gli affari con soldi senza odore.

Confidiamo, anche a nome di molti che ci hanno sollecitato a formulare queste 10 domande, nelle pronte risposte e nelle conseguenti iniziative. Restiamo in attesa ed inviamo i nostri più cordiali saluti.

Esiti della sperimentazione del "porta a porta" al quartiere San Giuseppe

Qualche mese fa nostri rappresentati parteciparono ad alcune assemblee pubbliche del comitato cittadino di San Giuseppe dove si discuteva la partenza della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti nel quartiere.
Già allora, esprimemmo tutta la nostra perplessità nella modalità del progetto. I cassonetti in prossimità delle abitazioni non sono la raccolta differenziata porta a porta, mancano di lucchetti ( e quindi accessibili a chiunque di passaggio) e privi di imposizioni e controllo.
In moltissime realtà comunali italiane, il p & p differenziato ha avuto inizio dal 1998 (vedi Novara) data del Protocollo di Kyoto, senza alcuna sperimentazione, con dell’ottima informazione verso i cittadini e con l’obbligo e il controllo effettuato dall’amministrazione comunale.
Ovviamente i risultati sono ben diversi da quelli di San Giuseppe: eliminazione totale dei cassonetti con relativo aumento di spazio per il parcheggio auto, aumento dei posti di lavoro, riduzione delle bollette per i cittadini, chiusura dell’inceneritore e svuotamento della discarica per la salute sempre dei cittadini.
Quest’esempio fu fatto presente al Sindaco, che rispose con un “sperimenteremo”. Ci chiediamo esattamente che cosa si doveva sperimentare con queste modalità? Il metodo esiste già, ed affermato, non c’era nulla da sperimentareolo, ma solo da applicarlo.
Ricordando quell’assemblea cittadina ci sentiamo particolarmente colpiti dagli abitanti del quartiere a cui porgiamo i nostri ringraziamenti di tutto cuore per l’impegno messo nonostante i paletti messi da Hera, la cattiva informativa fatta, e l’assenza delle amministrazioni comunali.
A voi cittadini del quartiere diciamo grazie, soprattutto pensando che tutto ciò che stavate facendo era in funzione di un futuro migliore per i nostri figli.
Il Prof. Tomatis disse “le generazioni avvenire non ci perdoneranno il danno che gli stiamo arrecando”.

E I RIFIUTI RESTARONO IN CENTRO....

VIDEO INAUGURAZIONE ISOLA INTERRATA

Inaugurazione Isola interrata

Inaugurazione isola interrata in piazza A. Costa - Settembre 2009

In riferimento ai commenti dell’Assessore Dradi e dal Sindaco Matteucci riportati dalla stampa odierna relativamente alla nostra presenza all’inaugurazione dell’isola ecologica interrata di Hera in piazza A. Costa, vi porgiamo la nostra risposta.
Definirci “criticoni di professione” è la solita metodologia vecchia per denigrare le legittime domande di cittadini informati. Definirci “ambientalisti” è altresì errato poiché l’ambiente è di tutti, siamo solo liberi cittadini.
L’isola “ecologica” in Piazza A. Costa ha tolto spazio al cittadino, poiché per installare le 5 torrette di spazzatura hanno tolto parte delle portabiciclette, le panchine e le fioriere con esiti estetici quanto meno discutibili.
E’ stata messa mano , e ruspa, a una zona storica di Ravenna eliminando reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi, per ritrovarli, poi, in discarica.
Sottolineare che il servizio dell’isola di Hera sia attivo 24 su 24 non ha senso, in quanto non ci risulta che normalmente i cassonetti chiudano per riposo o per turno serale. Sul servizio “cassonetti” non è cambiato nulla, si continua a conferire nei cassonetti che porteranno tutto in discariche già piene.
Leggiamo sul manuale distribuito da Hera in Piazza Costa, che con la nascita dell’isola ecologica , il servizio di porta a porta in centro storico, particolarmente importante per i commercianti del centro, viene annullato a partire dal 1 di ottobre, inoltre verranno rimossi dal centro cittadino ben 175 cassonetti, di conseguenza i cittadini saranno costretti ad un continuo pellegrinaggio in piazzetta Costa per conferire i rifiuti in contenitori assolutamente inadeguati per capienza e numero, al modico costo per le tasche dei cittadini di 270mila euro.
Sono 10 anni che in molti comuni italiani è partito il servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti con conseguente riciclo del materiale, chiusura degli inceneritori, eliminazione delle discariche, creazione di posti di lavoro, diminuzione della TARSU per i cittadini, totale eliminazione dei cassonetti dando spazio ai cittadini. Con un investimento pari a quello di anche solo di una delle isole interrate in progetto si finanzierebbe il porta a porta in tutta Ravenna.
Alla domanda posta al Sindaco del perché sia stata scelta l’isola interrata piuttosto del porta a porta, la sua risposta è stata che è per abbellire la piazza …..Piazza Costa era già bella com’era, disegnata e costruita dai nostri avi. Rispettiamo il passato e progettiamo il futuro con più umiltà..


Ravenna Punto a Capo