A TUTTE LE REALTA’ ASSOCIATIVE, POLITICHE E
SINGOLE PERSONE DI RAVENNA
Da un po’ di tempo nella nostra
città vi sono stati fatti che hanno creato malcontento e mal di stomaco . La
scorso inverno a Ravenna sono state vietate diverse manifestazioni con motivazioni
discutibili e disattendendo l’Art. 21 della Costituzione garantendo la
tranquillità di imprese private. Sempre lo scorso inverno ad una riunione
contro la TAV presso il centro sociale Spartaco, le persone che partecipavano
alla riunione sono state identificate all’ingresso, davanti a volante della
Polizia e dei Carabinieri e Digos. Qualche mese fa un gruppo antifascista per
aver camminato in centro con uno striscione per pochi metri non è stato
denunciato per manifestazione non autorizzata, ma ha ricevuto il provvedimento
di “avviso orale” (provvedimento nella legge antimafia) e fogli di via. Inoltre
fra questi fatti, dobbiamo, purtroppo, inserire gli sgomberi fatti con tenute
antisommossa agli extracomunitari che “occupavano” (in realtà “abitavano”) in
palazzine nate dalla cementificazione di Ravenna in epoca tangentopoli e che
sono ancora lì vuote e in stato d’abbandono e che ora verranno “occupate” (
abitate) solo dai topi.
Ma, ciò che ha fatto scattare per
scrivere questo appello a voi tutti è stato ciò che è successo negli ultimi
giorni. La riunione ordinaria di Ravenna Punto a Capo, si è svolta presidiata
dalla Digos e da volante della Municipale e della Polizia di Stato fuori. Sapete
di cosa stiamo parlando? Alla riunione l’età media era di 65 anni. In quella
sala, attorno ad un tavolo con dell’acqua da bere, c’erano persone che hanno
dato la vita per questa terra, che hanno lavorato una vita nelle cooperative e
che ora a modi sputi in faccia si vedono togliere l’ambiente, la salute, e
anche l’essere. Aggiungiamoci ora l’umiliazione di essere sorvegliati ad una
riunione dalla Questura, infrangendo il diritto della libertà di riunione (Art.
18), trattandoli come pericolosi.
Ed ecco la goccia che fa
traboccare il vaso: 13 persone indagate per il 270 bis in base ai libri che
avevano in casa? Alle foto, ai posters e ai volantini? Dov’è la libertà di pensiero?
Seppellita con i nostri nonni, forse.
Tutto questo è, per noi,
inaccettabile. Non vogliamo essere né inermi, né complici. Piuttosto di essere
complici della morte della democrazia, dei soprusi, degli abusi, e della violenza
inflitta ad innocenti; scegliamo di
passare la vita in carcere.
Per tutti questi motivi, crediamo
che mai come ora la battaglia debba essere combattuta non dal punto di vista
legale, ma politico. Per tutti questi motivi vi chiediamo di fare fronte comune
a difesa della democrazia, della dignità e dell’umanità. Per tutti questi
motivi vi chiediamo, di unirvi a noi nel chiedere le dimissioni del Questore di Ravenna.
-
In rif. alla nostra riunione presidiata dalla
Digos si allega interrogazione al Ministero dell’Interno e al Prefetto di
Ravenna
- AL
MINISTERO DELL'INTERNO
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione
c.a. Sig. Direttore
Piazza del Viminale, 1
00184 – ROMA
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione
c.a. Sig. Direttore
Piazza del Viminale, 1
00184 – ROMA
- Al
Prefetto di Ravenna
Piazza
del Popolo, 26
48100 –
Ravenna
p.c.:
- Al
Sindaco di Ravenna
- Ai
consiglieri comunali di Ravenna
- Agli
organi di stampa
Ravenna, 3 settembre 2012
Illustre Direttore della
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ed Illustre Prefetto di Ravenna,
premesso che:
premesso che:
-
La nostra è un’associazione basata sul
volontariato, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate in
Ravenna, ed ha come scopi la lotta alla mafia, la difesa dell’ambiente e degli
animali e dei diritti delle persone;
-
In data 29 agosto 2012 avevamo indetto
ordinaria riunione presso l’Agriturismo “La Valletta” in località Sant’Alberto,
via Forello, a Ravenna comunicandolo agli organi di stampa per dar modo a chi
avesse voluto partecipare di apprendere luogo e ora, anche a nuovi eventuali
associati. E che altresì la riunione era indetta in quel luogo per parlare di
possibili problematiche ambientali della zona;
-
Giunti sul posto abbiamo trovato una volante
della Polizia di Stato con lampeggiante acceso, una volante della Polizia
Municipale e due persone non identificate
che sono entrate nella sala adibita a luogo di riunione ove vi erano circa 20
persone di età media 65 anni riuniti attorno ad un tavolo sul quale erano
predisposte bottiglie d’acqua naturale da bere. Uno dei due ha esclamato
“buonasera Questura di Ravenna, noi restiamo qui”. E che feci presente, quale
rappresentate legale dell’associazione, che non trovando motivazione della loro
presenza li invitavo ad uscire, ma loro senza rispondermi, rimanevano ai lati
della stanza;
Premesso
tutto ciò quanto sopra esposto,
e facendo
notare che rivolgersi agli avventori del locale
(senza comunque porre in visione il tesserino per accertarne l'autenticità ed il
numero progressivo della placca di riconoscimento - non fornita a richiesta...) non
configura affatto alcuna prevenzione, stante la natura riservata di siffatta
articolazione dello STATO
con modus operandi cinematografico che ha comunque
sortito l'effetto di
ingenerare un imminente nocumento agli avventori del locale (stante la costante
presenza dei 2 sedicenti operatori in borghese qualificatisi ...."della
QUESTURA...") al punto che alcuni anziani si sono allarmati ed agitati con
alterazione dello stato di salute di alcuni di loro che hanno avuto paura nel dire il loro nome quella sera data l'abbondante enfasi data dai sedicenti agenti di Polizia in
borghese... E giova rilevare che gli stessi sedicenti operatori di pubblica sicurezza, non
ponevano in atto alcuna attività di identificazione degli scriventi ma
permanevano in forma intimidatoria appoggiati alla parete del locale ascoltando
i nostri discorsi. Si ritiene opportuno ribadire come agli avventori del locale
sia stato precluso il pacifico riunirsi cristallizzato nell'articolo 18 della Carta fondamentale dello Stato, non avendo la Nostra associazione alcun fine in contrasto con le leggi dello Stato.
ingenerare un imminente nocumento agli avventori del locale (stante la costante
presenza dei 2 sedicenti operatori in borghese qualificatisi ...."della
QUESTURA...") al punto che alcuni anziani si sono allarmati ed agitati con
alterazione dello stato di salute di alcuni di loro che hanno avuto paura nel dire il loro nome quella sera data l'abbondante enfasi data dai sedicenti agenti di Polizia in
borghese... E giova rilevare che gli stessi sedicenti operatori di pubblica sicurezza, non
ponevano in atto alcuna attività di identificazione degli scriventi ma
permanevano in forma intimidatoria appoggiati alla parete del locale ascoltando
i nostri discorsi. Si ritiene opportuno ribadire come agli avventori del locale
sia stato precluso il pacifico riunirsi cristallizzato nell'articolo 18 della Carta fondamentale dello Stato, non avendo la Nostra associazione alcun fine in contrasto con le leggi dello Stato.
SI CHIEDE
- Se
la mia persona è in pericolo ed è stata pertanto posta sotto scorta e/o
sorveglianza speciale senza essermi notificato.
- Di conoscere alla Direzione Centrale della
Polizia di Prevenzione,
da Lei diretta, presidio ultimo dell'attività info-investigativa sul Territorio
Nazionale, se la scrivente e gli avventori fossero davvero dinanzi ad operatori
di PUBBLICA sicurezza, e qualora la risposta fosse negativa di accertare
immediatamente l'identità dei sedicenti operatori usurpatori di titoli di
riconoscimento con l'effigie dello Stato "spataccati" (ma senza farceli vedere) dinanzi a tutti.
Qualora invece fossero ahimè pubblici dipendenti, si chiede di conoscere chi
avesse impartito loro la disposizione di "spataccare" ed intimorire i presenti,
tanto più rendendoli all'oscuro dell'identità funzionale degli operatori e cioè
a quale Ente dello Stato appartenessero e quale fosse il dirigente del loro
Servizio giornaliero. Qualora fossero davvero 2 operatori appartenenti al Vs. Dipartimento, si
chiede di conoscere quale requisito di efficacia, efficienza e trasparenza
abbiano fornito alla finalità PUBBLICA del loro operato con siffatto "oscuro, minaccioso, arrogante" comportamento. Si chiede inoltre a questa Direzione Centrale se l'attività di prevenzione non
sia invece materia serissima fatta di paziente lavoro info-investigativo , piuttosto che, qualora confermata la veste istituzionale dei 2 operatori della pubblica sicurezza e la responsabilità delle disposizioni, da tracotanti esibizionisti che vanifica il lavoro per la tutela delle Istituzioni democratiche.
da Lei diretta, presidio ultimo dell'attività info-investigativa sul Territorio
Nazionale, se la scrivente e gli avventori fossero davvero dinanzi ad operatori
di PUBBLICA sicurezza, e qualora la risposta fosse negativa di accertare
immediatamente l'identità dei sedicenti operatori usurpatori di titoli di
riconoscimento con l'effigie dello Stato "spataccati" (ma senza farceli vedere) dinanzi a tutti.
Qualora invece fossero ahimè pubblici dipendenti, si chiede di conoscere chi
avesse impartito loro la disposizione di "spataccare" ed intimorire i presenti,
tanto più rendendoli all'oscuro dell'identità funzionale degli operatori e cioè
a quale Ente dello Stato appartenessero e quale fosse il dirigente del loro
Servizio giornaliero. Qualora fossero davvero 2 operatori appartenenti al Vs. Dipartimento, si
chiede di conoscere quale requisito di efficacia, efficienza e trasparenza
abbiano fornito alla finalità PUBBLICA del loro operato con siffatto "oscuro, minaccioso, arrogante" comportamento. Si chiede inoltre a questa Direzione Centrale se l'attività di prevenzione non
sia invece materia serissima fatta di paziente lavoro info-investigativo , piuttosto che, qualora confermata la veste istituzionale dei 2 operatori della pubblica sicurezza e la responsabilità delle disposizioni, da tracotanti esibizionisti che vanifica il lavoro per la tutela delle Istituzioni democratiche.
Cordialmente,
La rappresentante legale
dell’associazione
Samantha Comizzoli
Viale Baracca n. 4
48026 Godo di Russi (Ra)
Chi non ha niente da nascondere non ha paura delle forze dell'ordine.
RispondiEliminaGiustissimo Marco ma vale anche per chi subisce passivamente la malapolitica.
EliminaSono d'accordo con te sulla questione democrazia ma forse in questo post hai mischiato situazioni troppo diverse per essere accomunate.
RispondiEliminaNaturalmente questo e' il mio pensiero.
Samantha! come stanno andando le cose in via Forello? ci sono novità? Vi hanno fornito le informazioni che chiedevate? fateci sapere!!!!!!
RispondiElimina