Nell’estate 2012 alla nostra
associazione è giunta segnalazione per l’uccisione di un gatto, seguita ad
altre scomparse avvenute sempre nella zona di Godo di Russi. Pensavamo di
trovarci davanti alla solita brutta storia del serial killer dei gatti, invece
ci si è aperto uno dei tanti misteri della Provincia di Ravenna.
Il corpo del gatto morto è stato
ritrovato in una “gabbia a laccio” in un terreno, ove vi erano poi anche gabbie
di larsen. Il gatto è morto perchè trattenuto all'addome e al torace da un cavo flessibile
con nodo scorsoio (denominato "laccio"), considerato strumento di
tortura e di bracconaggio. Il laccio era dentro al terreno di un museo. O
almeno così, dobbiamo per ora chiamarlo. A quell’indirizzo, risulta infatti dal
sito della Provincia di Ravenna, la sede sociale di Acquae Mundi , Via Godo
Vecchia. Nelle lista del sistema museale è il numero 38. Si legge che il museo
ha una nutrita collezione di fossili e pesci ridipinti per ridar loro i colori
originali, ma che è chiuso e vi si può accedere solo su appuntamento (http://www.sistemamusei.ra.it/main/index.php?id_pag=73&id_inf_museo_cat=&id_inf_museo=90&op=crs
). Bene, è dal mese di luglio che “tentiamo” di avere un segnale alla richiesta
di visita su appuntamento (mai come associazione), ma nessuno risponde.
Altresì, apprendiamo che nel posto vi sarebbero animali vivi… Si legge in un articolo
della Voce del 2011, che il museo si è
trasferito, appunto, invia Godo Vecchia al solo scopo di ricerca scientifica.
Quale?
La famiglia che ha trovato il suo
gatto morto ha sporto denuncia, e noi gli siamo a fianco, contro il
proprietario del terreno/museo, il sign. Gattelli, ex fautore di Acquae Mundi
di Russi, forse chiuso dai NAS.
Ricapitolando in domande:
-
Perché tale posto fa parte della rete museale
della Provincia di Ravenna, pur disattendendo la disposizione dell’apertura
(apertura costante nel tempo anche solo su prenotazione)?
-
Prende anche finanziamenti pubblici?
-
Perché non si può entrare nemmeno su
appuntamento?
-
Perché ci son delle gabbie di larson sul
terreno, ove vi trovano la morte i gatti?
-
Che cosa avviene lì dentro?
-
Perché il Gattelli ha “spostato” la sede sociale
di Acquae Mundi a Godo di Russi, dopo che l’acquario era forse stato chiuso dal
NAS?
Le associazioni firmatarie
vorrebbero avere delle risposte.
Alleghiamo materiale fotografico
del posto e di seguito l’interrogazione al Ministero dell’Ambiente sul “fu”
Acquae Mundi di Russi (2004)
Animal Liberation
Animal Freedom
Collettivo Byzantium
Cruelty Free
L’Occho Verde
Ravenna Punto a Capo
Interrogazione:
ACCIARINI - Ai
Ministri delle politiche agricole e forestali, dell'ambiente e per la tutela
del territorio e della salute -
Premesso che:
il Comune
di Russi (Ravenna), considerati i pareri rilasciati dal Ministero dell’ambiente
e per la tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, ha
autorizzato in data 24 marzo 2004 l’attivazione dell’impianto commerciale
"Aquae Mundi" della ditta Gatteli s.p.a., sito in Russi, via
Mozambico 5, di proprietà della Gattelli s.p.a;
l’impianto
Aquae Mundi deterrà animali, anche di cattura, appartenenti alla fauna
autoctona ed alloctona;
per
l’apertura al pubblico della stessa struttura commerciale è in atto altro iter amministrativo presso l’Azienda USL di
Ravenna, Dipartimento di sanità pubblica;
il
Ministero dell’ambiente, II Divisione natura, ha parzialmente accolto la
richiesta dell’impianto Aquae Mundi di poter raccogliere, in deroga al divieto
vigente, anfibi appartenenti alla fauna autoctona italiana, finanche oggetto di
tutela;
risulta
nella documentazione in possesso del Comune di Russi che l’impianto, ancor
prima di essere aperto, fosse in possesso di animali raccolti e detenuti su
richiesta e con la collaborazione del prof. Francesco Zaccanti, Direttore di
biologia evoluzionistica sperimentale dell’Ateneo degli studi di Bologna;
che agli
atti presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi
ove viene riportato il positivo riscontro del Ministero delle politiche
agricole e forestali, Direzione generale della pesca e dell’acquicoltura, che
avrebbe autorizzato la raccolta di materiale marino proveniente dal Mar
Mediterraneo a scopo di didattica e ricerca scientifica;
agli atti
presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove
viene riferita la disponibilità ad incoraggiare la cessione, di fatto già
operativa, di animali provenienti da sequestri da parte del Corpo forestale
dello Stato delle province di Bologna, Forlì e Ravenna;
nella
richiesta per l’autorizzazione sanitaria del centro inviata al Comune di Russi
(prot. n. 16988, cat. 04, classe 02 del 16 dicembre 2003) a firma
dell'amministratore unico della Gattelli S.p.a., ing. Domenico Gattelli, è
allegata la relazione tecnica del Direttore scientifico del centro, dott.
Raffaele Gattelli, a sua volta inviata agli Uffici dell'azienda AUSL di
Ravenna, ove si dichiara che gli animali morti saranno stoccati in un
surgelatore che solo raggiunto un volume congruo verrà svuotato per lo
smaltimento delle carcasse agli organi preposti dalla normativa in vigore;
agli atti
presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove
viene riferita la presenza di fauna di acqua dolce proveniente da tutto il
mondo ed altra è in previsione di acquisto;
agli atti
presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove
viene giustificata la finalità didattica anche con l’esigenza di fare
accarezzare in vasca alcuni degli animali acquatici detenuti;
deve
ritenersi ormai superato il concetto, ancorché funzionale ad un’attività
commerciale, che gli animali, sia autoctoni che alloctoni, possono essere utili
ad una funzione didattica se costretti in fittizie ricostruzioni ambientali;
deve
ritenersi oltremodo contrastante con la stessa finalità didattica che
l’impianto dice di prefiggersi esporre animali in parte di cattura e
provenienti dal circuito internazionale del commercio di fauna selvatica,
l'interrogante
chiede di conoscere:
le
motivazioni per cui il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio,
nonostante le restrizioni apportate all’iniziale richiesta della Battelli
s.p.a., abbia comunque concesso il permesso di raccolta in natura di animali
appartenenti a numerose specie di anfibi appartenenti alla fauna autoctona
italiana;
se il
Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio non intenda revocare
l’autorizzazione alla raccolta da parte della Gattelli Spa di anfibi ed altri
animali appartenenti alla fauna autoctona, ancorché rari e protetti da
Convenzioni internazionali ai quali anche il nostro paese ha aderito;
se il
Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio abbia autorizzato il
prof. Francesco Zaccanti a prelievi di specie di anfibi, ancorché rari e
protetti dalla Convenzione di Berna, e detenuti, su sua richiesta, presso il
centro della Gattelli Spa;
se il
Ministro delle politiche agricole e forestali abbia effettivamente autorizzato
la Gattelli Spa alla raccolta di materiale marino proveniente dal Mar
Mediterraneo;
quale
collaborazione sia in atto tra il Corpo forestale dello Stato delle province di
Bologna, Forlì e Ravenna e la struttura Aquae Mundi, con particolare
riferimento alla cessione di animali provenienti da sequestri;
se il
Ministro della salute ritenga che lo stoccaggio delle carcasse presso un
congelatore, da riempirsi prima della consegna alle autorità competenti, sia
compatibile con la normativa in vigore (Reg. CE n. 1774/2002 del 3.10.2002 e
successive circolari nazionali e regionali);
se il
Ministro della salute non intenda intervenire vietando ogni contatto fisico tra
gli animali acquatici ed i visitatori;
se il
Ministro della salute, alla luce delle finanche recenti notizie relative ai
pericoli di diffusione di malattie infettive veicolate da animali selvatici del
Sud Est asiatico all’uomo, non intenda interdire in via precauzionale ogni
ulteriore acquisizione, anche alla luce dell’apertura al pubblico del Centro
della Gattelli Spa.
(4-06743)
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