Leggere che la nostra azione/divulgazione dell’arrivo
dei fanghi da Perugia per essere sversati sui terreni sia stato allarmismo era
il minimo che c’aspettavamo come risposta politica.
Vorremmo, a questo punto,
iniziare a fare un po’ di chiarezza e far capire ai cittadini ravennati l’entità
della vicenda. E’ vero sì che l’ordinanza del Sindaco di Perugia parla di “non
corretto smaltimento” e non di fanghi dannosi, ma per un motivo molto semplice:
il terreno sul quale sono stoccati i fanghi a Perugia è sotto sequestro per
danno ambientale, circa 77 ettari (sequestro del NOE), così come i piazzali
della distilleria anche oggetto di altra
indagine per abuso edilizio. Ora in primis il Comune non poteva parlare adesso di
fanghi dannosi, perché le indagini sono in corso sebbene il terreno sia già
stato sequestrato per danno ambientale; secondo è chiaro che questo è un cavillo (l’errato smaltimento) nel quale chi
lotta contro la distilleria si è abilmente infilato. Chapeu al comitato
ambientalista perugino!
Ma, è bene che iniziamo a rendere
noto l’aspetto inquietante che ci porterà, se non verranno fermati, a dover
davvero scappare da Ravenna.
I fanghi in questione sono 11
mila metri cubi. A Perugia hanno l’autorizzazione per smaltirne 15 tonnellate
su un ettaro che equivale ad un tir, che equivale ad un decimo dei fanghi
totali. Smaltirli in 3 anni (questo perché è la metodologia da seguire per
legge). I restanti fanghi arriverebbero
qui a Ravenna. Ma scusate, se la matematica non è un’opinione: per smaltire i
9/10 rimanenti significa che per 3 anni verranno sparsi questi fanghi (che al
momento vedono l’indagine per danno ambientale) su ¾ di Ravenna…..
Oppure, c’è l’intenzione di
bruciarli? E farceli respirare, così scompaiono subito? Visto che i fanghi
classificati R13 si possono anche bruciare…
Perché l’obiettivo di questa
vicenda, è che i fanghi scompaiano da lì, visto che secondo la legge la Di
Lorenzo non può riprendere le attività se non li elimina. Facile capire la
protesta dei cittadini perugini che si trovano in un paese ove al centro vi è l’azienda
Di Lorenzo che vede il “rischio d’incidente rilevante senza possibilità di evacuazione”.
Si allega documentazione sul
rischio d’incidente: http://www.comune.perugia.it/RESOURCES/DOCS/AMBIENTE/Guida%20Informativa%20relativa%20alla%20Distilleria%20Di%20Lorenzo.pdf
Cogliamo l’occasione per
ringraziare il NOE per essere intervenuti subito.

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