domenica 11 novembre 2012

ASSEMBLEA PUBBLICA

Il 13 ottobre a Ravenna sono giunte a Ravenna individui e realtà in lotta da tutta Italia, tutti uniti contro la CMC, i devastatori della Terra. La manifestazione è stata preceduta dalle parole di chiunque, dopo l'evento e il suo successo c'è stato il silenzio. Non lo accettiamo, in una città civile si sarebbe aperto un dibattito. Per questo motivo ci troviamo in assemblea pubblica con i partecipanti e invitando Sindaco, Prefetto, Questore e CMC per fare il punto (senza andare a capo) su alcuni aspetti:
- c
hi erano le persone che hanno manifestato il 13 ottobre
- l'accoglienza di Ravenna
- la città blindata e l'enorme spesa per le forze dell'ordine
- come segue la lotta
- "la CMC ha costruito il muro della vergogna"

Ospiti rappresentanti di diverse città, il no People Mover e collegamento skype con No Expo Milano, Simonetta Zandiri di Torino e molti altri.
Presso la sala ci sarà anche la mostra del coordinamento NO CMC.





Mercoledì 14 Novembre, ore 21,00 presso la sala Buzzi in Via Berlinguer n. 11 a Ravenna.





La CMC ha già declinato l'invito con risposta scritta.

mercoledì 31 ottobre 2012

GATTO CI COVA?




Nell’estate 2012 alla nostra associazione è giunta segnalazione per l’uccisione di un gatto, seguita ad altre scomparse avvenute sempre nella zona di Godo di Russi. Pensavamo di trovarci davanti alla solita brutta storia del serial killer dei gatti, invece ci si è aperto uno dei tanti misteri della Provincia di Ravenna.
Il corpo del gatto morto è stato ritrovato in una “gabbia a laccio” in un terreno, ove vi erano poi anche gabbie di larsen. Il gatto è morto perchè trattenuto all'addome e al torace da un cavo flessibile con nodo scorsoio (denominato "laccio"), considerato strumento di tortura e di bracconaggio. Il laccio era dentro al terreno di un museo. O almeno così, dobbiamo per ora chiamarlo. A quell’indirizzo, risulta infatti dal sito della Provincia di Ravenna, la sede sociale di Acquae Mundi , Via Godo Vecchia. Nelle lista del sistema museale è il numero 38. Si legge che il museo ha una nutrita collezione di fossili e pesci ridipinti per ridar loro i colori originali, ma che è chiuso e vi si può accedere solo su appuntamento (http://www.sistemamusei.ra.it/main/index.php?id_pag=73&id_inf_museo_cat=&id_inf_museo=90&op=crs ). Bene, è dal mese di luglio che “tentiamo” di avere un segnale alla richiesta di visita su appuntamento (mai come associazione), ma nessuno risponde. Altresì, apprendiamo che nel posto vi sarebbero animali vivi… Si legge in un articolo della Voce del  2011, che il museo si è trasferito, appunto, invia Godo Vecchia al solo scopo di ricerca scientifica. Quale?
La famiglia che ha trovato il suo gatto morto ha sporto denuncia, e noi gli siamo a fianco, contro il proprietario del terreno/museo, il sign. Gattelli, ex fautore di Acquae Mundi di Russi, forse chiuso dai NAS.
Ricapitolando in domande:
-          Perché tale posto fa parte della rete museale della Provincia di Ravenna, pur disattendendo la disposizione dell’apertura (apertura costante nel tempo anche solo su prenotazione)?
-          Prende anche finanziamenti pubblici?
-          Perché non si può entrare nemmeno su appuntamento?
-          Perché ci son delle gabbie di larson sul terreno, ove vi trovano la morte i gatti?
-          Che cosa avviene lì dentro?
-          Perché il Gattelli ha “spostato” la sede sociale di Acquae Mundi a Godo di Russi, dopo che l’acquario era forse stato chiuso dal NAS?
Le associazioni firmatarie vorrebbero avere delle risposte.
Alleghiamo materiale fotografico del posto e di seguito l’interrogazione al Ministero dell’Ambiente sul “fu” Acquae Mundi di Russi (2004)

Animal Liberation
Animal Freedom
Collettivo Byzantium
Cruelty Free
L’Occho Verde
Ravenna Punto a Capo

Interrogazione:

ACCIARINI - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali, dell'ambiente e per la tutela del territorio e della salute - Premesso che:
il Comune di Russi (Ravenna), considerati i pareri rilasciati dal Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio e delle politiche agricole e forestali, ha autorizzato in data 24 marzo 2004 l’attivazione dell’impianto commerciale "Aquae Mundi" della ditta Gatteli s.p.a., sito in Russi, via Mozambico 5, di proprietà della Gattelli s.p.a;
l’impianto Aquae Mundi deterrà animali, anche di cattura, appartenenti alla fauna autoctona ed alloctona;
per l’apertura al pubblico della stessa struttura commerciale è in atto altro iter amministrativo presso l’Azienda USL di Ravenna, Dipartimento di sanità pubblica;
il Ministero dell’ambiente, II Divisione natura, ha parzialmente accolto la richiesta dell’impianto Aquae Mundi di poter raccogliere, in deroga al divieto vigente, anfibi appartenenti alla fauna autoctona italiana, finanche oggetto di tutela;
risulta nella documentazione in possesso del Comune di Russi che l’impianto, ancor prima di essere aperto, fosse in possesso di animali raccolti e detenuti su richiesta e con la collaborazione del prof. Francesco Zaccanti, Direttore di biologia evoluzionistica sperimentale dell’Ateneo degli studi di Bologna;
che agli atti presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riportato il positivo riscontro del Ministero delle politiche agricole e forestali, Direzione generale della pesca e dell’acquicoltura, che avrebbe autorizzato la raccolta di materiale marino proveniente dal Mar Mediterraneo a scopo di didattica e ricerca scientifica;
agli atti presentati agli Uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riferita la disponibilità ad incoraggiare la cessione, di fatto già operativa, di animali provenienti da sequestri da parte del Corpo forestale dello Stato delle province di Bologna, Forlì e Ravenna;
nella richiesta per l’autorizzazione sanitaria del centro inviata al Comune di Russi (prot. n. 16988, cat. 04, classe 02 del 16 dicembre 2003) a firma dell'amministratore unico della Gattelli S.p.a., ing. Domenico Gattelli, è allegata la relazione tecnica del Direttore scientifico del centro, dott. Raffaele Gattelli, a sua volta inviata agli Uffici dell'azienda AUSL di Ravenna, ove si dichiara che gli animali morti saranno stoccati in un surgelatore che solo raggiunto un volume congruo verrà svuotato per lo smaltimento delle carcasse agli organi preposti dalla normativa in vigore;
agli atti presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene riferita la presenza di fauna di acqua dolce proveniente da tutto il mondo ed altra è in previsione di acquisto;
agli atti presentati agli uffici di cui sopra sono compresi materiali informativi ove viene giustificata la finalità didattica anche con l’esigenza di fare accarezzare in vasca alcuni degli animali acquatici detenuti;
deve ritenersi ormai superato il concetto, ancorché funzionale ad un’attività commerciale, che gli animali, sia autoctoni che alloctoni, possono essere utili ad una funzione didattica se costretti in fittizie ricostruzioni ambientali;
deve ritenersi oltremodo contrastante con la stessa finalità didattica che l’impianto dice di prefiggersi esporre animali in parte di cattura e provenienti dal circuito internazionale del commercio di fauna selvatica,
l'interrogante chiede di conoscere:
le motivazioni per cui il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio, nonostante le restrizioni apportate all’iniziale richiesta della Battelli s.p.a., abbia comunque concesso il permesso di raccolta in natura di animali appartenenti a numerose specie di anfibi appartenenti alla fauna autoctona italiana;
se il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio non intenda revocare l’autorizzazione alla raccolta da parte della Gattelli Spa di anfibi ed altri animali appartenenti alla fauna autoctona, ancorché rari e protetti da Convenzioni internazionali ai quali anche il nostro paese ha aderito;
se il Ministro dell’ambiente e per la tutela del territorio abbia autorizzato il prof. Francesco Zaccanti a prelievi di specie di anfibi, ancorché rari e protetti dalla Convenzione di Berna, e detenuti, su sua richiesta, presso il centro della Gattelli Spa;
se il Ministro delle politiche agricole e forestali abbia effettivamente autorizzato la Gattelli Spa alla raccolta di materiale marino proveniente dal Mar Mediterraneo;
quale collaborazione sia in atto tra il Corpo forestale dello Stato delle province di Bologna, Forlì e Ravenna e la struttura Aquae Mundi, con particolare riferimento alla cessione di animali provenienti da sequestri;
se il Ministro della salute ritenga che lo stoccaggio delle carcasse presso un congelatore, da riempirsi prima della consegna alle autorità competenti, sia compatibile con la normativa in vigore (Reg. CE n. 1774/2002 del 3.10.2002 e successive circolari nazionali e regionali);
se il Ministro della salute non intenda intervenire vietando ogni contatto fisico tra gli animali acquatici ed i visitatori;
se il Ministro della salute, alla luce delle finanche recenti notizie relative ai pericoli di diffusione di malattie infettive veicolate da animali selvatici del Sud Est asiatico all’uomo, non intenda interdire in via precauzionale ogni ulteriore acquisizione, anche alla luce dell’apertura al pubblico del Centro della Gattelli Spa.
(4-06743)

mercoledì 24 ottobre 2012

UN VUOTO NEI FANGHI



La scorsa settimana abbiamo assistito all’assemblea pubblica a Sant Alberto sui fanghi arrivati da Perugia, ove vi erano come relatori gli Assessori competenti e i tecnici ARPA.  La serata è “esplosa” quando l’Assessore Guerrieri ha, ovviamente, dichiarato che non potevano mostrare le analisi sui fanghi perché vi era un’indagine del NOE in corso a causa del nostro esposto.
Però, c’è un “però” sul quale intendiamo fare il punto: le uniche analisi messe agli atti, atti che la Provincia di Ravenna ci ha rilasciato, sono con date antecedenti all’ordinanza del Sindaco di Perugia, di “liberarsi dei fanghi”, ed altre sì alle indagini del NOE perugino. Cronologicamente, ne sono poi seguite le indagini del NOE di Bologna su nostro esposto nel territorio di Ravenna. Il NOE però non ha posto sotto sequestro i fanghi, quindi, si evince dall’assemblea pubblica e dagli atti, che nonostante l’allarme dato dai cittadini nè la Provincia né l’ARPA siano andati sul posto e abbiano fatto delle analisi. Potevano farlo, nessuno glielo impediva, il materiale non era sotto sequestro e inoltre avrebbero così fornito di dati, forse rassicuranti, i cittadini. Perché non è stato fatto? Oppure ARPA ha fatto le sue analisi, ma non c’è stata la volontà di divulgarle in assemblea ai cittadini, se  così, perché?

martedì 16 ottobre 2012

PRESIDIO CIRCO ROYAL RAVENNA

Il presidio davanti al Circo Royal a Ravenna si terrà domenica 21 ottobre dalle ore 17,30 alle ore 18,30. davanti al Pala De Andrè. Non mancate in nome della pietà.

venerdì 12 ottobre 2012

IL PRESIDIO AL CIRCO ROYAL A RAVENNA

Ieri sera la nostra associazione aveva organizzato un presidio a difesa degli animali davanti al circo Royal, a Ravenna. Nono stante sia stato organizzato all'ultimo momento, in una serata di pioggia e a ridosso della manifestazione nazionale del 13 ottobre, la partecipazione è stata buona. Come al solito presidio pacifico, in zona pubblica e alla cospicua presenza di Forze dell'Ordine, che, purtroppo sono dovuti intervenire quando una persona che parrebbe essere il padre di un circense, forse uno dei proprietari ha minacciato un attivista e la nostra rappresentante di morte e di querela. Chiediamo al Sindaco di Ravenna, che ci legge in copia, dobbiamo ancora vederne di questi spettacoli? Non è oramai chiaro che la sicurezza pubblica, anche visti i precedenti episodi, è venuta a mancare? Cogliamo di nuovo l'occasione per ringraziare il Sindaco di Imola e di Parma. La prossima settimana presidieremo tutte le serate l'entrata del circo, alleghiamo video di ieri sera, purtroppo le minacce d morte iniziali che erano costituite da "so chi sei, vengo a casa tua e ti metto a posto", non si sentono nel video perchè la videocamera era distante, ma chi c'era ha sentito.

giovedì 11 ottobre 2012

13 ottobre: dove parcheggiare

Per chi arriva a Ravenna in auto per la manifestazione del 13 ottobre contro la CMC può parcheggiare in Piazza Mameli, è riservata ai manifestanti e sarà gratuita. Per chi arriva in autobus, gli autobus possono essere parcheggiati lungo il Viale dei Giardini Pubblici.

giovedì 4 ottobre 2012

LA STRATEGIA DELLA TENSIONE



Il 13 ottobre tantissime realtà ed individui in lotta contro la nocività e la devastazione della Terra si sono dati appuntamento a Ravenna, per manifestare contro uno di questi devastatori, la CMC. Da qualche giorno si parla di città blindata e di paura per la manifestazione, non entrando in merito alla posizione presa dal Sindaco perché lo faremo il proprio il 13 ottobre. Ma, proprio negli ultimi giorni stanno accadendo dei fatti degni di scrivere la “strategia della tensione”. 31 persone vengono indagate per una manifestazione di Aprile, ora, ad una settimana dalla manifestazione. Non bastavano avergli notificato ai tempi i “fogli di via” e gli “avvisi orali” (quest’ultimi, lo ricordiamo, procedura della legge antimafia, pertanto provvedimento erroneamente notificato), ma sbattuti sui giornali per la chiusura delle indagini (quali?) con atri articoli del codice penale. Ma guarda un po’, mesi dopo e ad una settimana dalla manifestazione. Parrebbe, altesì, che anche a Torino stiano fioccando le denunce.
Questa notte, il centro sociale Spartaco  è bruciato. Quel centro sociale che doveva ospitare i manifestanti che venivano da fuori Ravenna il 13 ottobre. Ma guarda un po’, un altro caso? Ad una settimana dalla manifestazione…
Certo è, che in tutti i modi si cerca di alzare la tensione e questo non è certo un buon lavoro per la polizia di prevenzione, anzi, un fallimento.
Noi, il 13 ottobre in pieno diritto, in forma pacifica, informativa e di partecipazione, sfileremo nella manifestazione e faremo di tutto per isolare eventuali focolai di violenza, ma loro hanno idranti, manganelli e lacrimogeni. Noi, invece, abbiamo il nostro corpo, la nostra etica e le nostre parole di verità, speriamo che tutto ciò basti a seppellire i devastatori.

martedì 2 ottobre 2012

DALLA GIRAFFA ALL'UCCELLO



Dopo la giraffa fuggita dal circo ad Imola, anche Ravenna non vuol farsi mancare di essere nelle tristi liste di morte certa: qualche giorno fa lo zoo di Ravenna si è giocato l’uccello. Rio, il pappagallo maschio al quale all’interno dello zoo veniva fatto fare di tutto, togliendogli la dignità, dal suonare le trombette a giochini idioti vari, è fuggito. Ha preferito lasciare la sua compagna e trovare la morte certa piuttosto che continuare a vivere così. Ora, la sua compagna si sta lentamente spegnendo.
Un’altra storia triste che non ha visto la posizione intelligente presa dal Sindaco di Imola, e ci tocca, ancora una volta, assistere allo spettacolo dell’orrore che è la morte degli innocenti dopo una vita di barbarie.
Basta! Non ne possiamo più di vedere gli animali usati in questo modo. E’ vergognoso che Ravenna sia un triangolo delle bermuda dove gli animali vengono maltrattati e ammazzati o portati alla morte. E’ uno schifo che aumenta ancora di più quando si legge che lo zoo per riavere il pappagallo ha messo una “taglia”. E’ una città questa? C’è un Sindaco in questa città? 

lunedì 24 settembre 2012

CONFLITTO D’INTERESSI SENZA IMBARAZZO (FANGHI)




Ieri sera presso l’Agriturismo La Valletta (che ringraziamo per l’ospitalità) i cittadini hanno potuto vedere con i loro occhi che cos’è l’attuale politica della nostra amministrazione: un vuoto. Vuoto creato dall’assenza, senza alcuna risposta agli inviti recapitati, degli assessori Roncuzzi, Guerrieri, ed Asioli (che comincia male il suo mandato), del dirigente Arpa e delle cooperativa San Biagio. Insomma, nessuno si è presentato per mettere la parola “fine” ai fanghi che stanno portando da Perugia qui a Sant’Alberto e posti sotto indagine su nostra segnalazione qui a Ravenna dal NOE di Bologna, ma già oggetto di indagini del NOE a Perugia e oggetto altresì d’ordinanza per la loro eliminazione dal Sindaco di Perugia.
Sarebbe bastato accettare l’invito a presentarsi ai cittadini con gli atti in mano e dire “Ravenna Punto a Capo s’è inventata tutto, non è vero ciò che dicono, ecco le prove”e tutto sarebbe finito lì, invece no. Nessuno si è presentato, perché? Bel comportamento dare “buca” ai propri elettori, quelli che vi pagano lo stipendio…
La gente della zona e non, ha partecipato molto attivamente alla serata, al tavolo dei relatori la nostra rappresentate Comizzoli, la biologa Paola Errani e Mauro Prioretti del comitato SAGRACO.
Abbiamo colto l’occasione per spiegare in modo dettagliato gli esposti e gli interventi da noi fatti su questa vicenda, ma soprattutto abbiamo risolto (forse) un interrogativo che in molti si sono posti. Perché da Perugia i fanghi sono arrivati proprio a Ravenna?
Il comitato ambientalista di Perugia aveva dato come suggerimento che la motivazione era del tutto politica e quel collegamento politico è oggi più chiaro:
la cooperativa San Biagio fa parte di Confcooperative (cooperative bianche) così come la Ciclat che parrebbe abbia proposto di portare qui i fanghi eseguendo il trasporto. Uno dei maggiori consiglieri di Confocooperative è Gianfranco Bessi, presidente oltretutto della Ciclat. Gianfranco Bessi anche presidente della Camera di Commercio di Ravenna, padre del Bessi vice presidente della nostra Provincia. Ed ecco il mosaico che si compone del perché i fanghi hanno scelto proprio Ravenna.
Però, scusateci, in base all’Art. 3 del Codice Etico del Partito Democratico: “le donne e gli uomini del partito democratico si impegnano in particolare a:
a)      Rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale , sul patrimonio personale, del nucleo famigliare o dei conviventi, ovvero dei parenti affini.
b)      Rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi del partito qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economici finanziari possa configurarsi un conflitto d’interessi da condizionare i propri comportamenti.
In base al codice Etico del PD, chiediamo che il vice presidente della Provincia Bessi, si dimetta, che sia d’esempio alla politica del centro destra che mai si dimette davanti a conflitto d’interessi. Ed anche se parrebbe che per il vice presidente Bessi il suo sia un conflitto d’interessi senza alcun imbarazzo, è lecito che gli elettori senza vedere le sue dimissioni pensino che il codice etico del PD sia diventato carta da toelette.
Si allega breve video della serata.

domenica 23 settembre 2012

AL SINDACO DI IMOLA E RAVENNA


-          Al Sindaco di Imola
p.c.  al Sindaco di Ravenna


Egregio Sindaco, le scriviamo per ringraziarla per la posizione presa da Lei in queste ultime ore nei confronti di quell’atrocità che è il “circo con gli animali”.
Ciò che è accaduto ad Imola è stato atroce, vedere una scena così ha colpito tutti, vedere un animale che fugge, che cerca la libertà e che viene ucciso è una scena che pochi di noi dimenticheranno. Eppur è un nulla rispetto a ciò che non vediamo, cioè la vita atroce che hanno tutti gli animali nei circhi. Una barbarie che trova pari solo negli zoo, un ‘offesa all’intelligenza umana. Saremo al suo fianco, come individui che non solo tutelano gli animali, ma che tutelano quello strano sentimento oramai sconosciuto: la pietà.
Avremmo voluto vederla, la pietà, per le nostre strade, nelle nostre città; anziché vederla morire negli stessi luoghi da gente in fila con un biglietto omaggio in mano per assistere agli spettacoli degli orrori, agli spettacoli dell’umiliazione, del maltrattamento.
E’ inaccettabile che chi rappresenta il governo di una città, acconsenta a tutto questo. Come lo motiviamo ai nostri figli?
Dovremo forse dir loro che un piccolo, come lui, è stato picchiato, maltrattato, drogato dalla suo primo giorno di vita e poi, quand’egli ha tentato la fuga, impaurito, con la voglia di scappare da tutto ciò, l’hanno inseguito, drogato un'altra volta, spinto con dei bastoni in uno spazio angusto, catturato. I nostri  figli potrebbero solo dire “Mamma, andiamo via, non voglio più guardare”, la giraffa invece, non potendo dire né pensare ciò, avrà solo desiderato che tutto finisse, avrà solo desiderato di morire, l’unica fine alla quale poteva aspirare pur di non tornare più dov’era. E la morte gliel’hanno data, con una dose troppo forte di sedativo, quello stesso sedativo che in medicina veterinaria si usa sia per tranquillizzare l’animale sia per l’eutanasia, basta cambiare il dosaggio.
Sindaco, la esortiamo a mettere in atto ciò che ha detto: via subito quel circo dalla città di Imola e mai più circhi con animali nella vostra città.
Per la nostra città invece, ci penseremo noi a non permettere più che un circo con gli animali metta piede. Questo perché la pubblica sicurezza verrà a mancare, questo perché non permettere il perpetrarsi di un reato è un dovere.  Mai più lagher ed olocausti nelle nostre città. Non da domani, da ora.

mercoledì 19 settembre 2012

UNO CHALET NON FA "VETTA"



Apprendiamo che domenica scorsa ha inaugurato a Ravenna il nuovo “Chalet”, locale dei giardini pubblici, con taglio del nastro del nostro Sindaco.
Un piccolo dejavuù all’inaugurazione del bagno Punta Turquesa, quello costruito sulla battigia,  sempre di Mascia Ferri e Cristiano Ricciardella. Però ,scusateci, ma questa associazione da giorni sta cercando su internet il bando pubblico e l’esito con la cifra d’aggiudicazione dello “Chalet”, senza alcun esito.
Quest’amministrazione taglianastri sarebbe così trasparente da dirci dove è il bando e per quale cifra è stato dato a Ricciardelli/Ferri? Essendo parte pubblica…..è un nostro diritto.

venerdì 14 settembre 2012

I FANGHI SI STANNO SECCANDO




La scorsa settimana la nostra associazione ha mandato regolare diffida alla Provincia di Ravenna e alla Cooperativa san Biagio per i fanghi di Sant’Alberto. Li abbiamo diffidati dal continuare a portare i fanghi della distilleria Di Lorenzo qui a Ravenna fintanto che non ci sia l’esito delle indagini del NOE.
Bene, apprendiamo che da circa una settimana i tir pieni di fanghi non stanno più arrivando a Sant’Alberto. Attendere che le indagini diano esito è la cosa più saggia da fare, anche perchè se i fanghi risultassero realmente quelli oggetto del sequestro del NOE, non sarebbero più fertilizzante da spandere sui terreni agricoli, ma rifiuti speciali da smaltire con altra procedura come si evince dalle parole del PM di Perugia che sta conducendo le indagini in loco.
Nonostante questo non cantiamo certo vittoria e continuiamo nella battaglia, grazie anche alla collaborazione del comitato della zona interessata. Abbiamo, pertanto, organizzato un’assemblea pubblica  invitando l’Assessore all’ambiente della Provincia e del Comune, l’Assessore all’urbanistica del Comune, il Dirigente Arpa che ha seguito l’iter autorizzativo e la cooperativa San Biagio. L’assemblea si terrà domenica 23 settembre alle ore 21,00  presso l’Agriturismo La Valletta in Via Forello n. 21 a Sant’Alberto.

martedì 4 settembre 2012

INTERROGAZIONE ED APPELLO


 A TUTTE LE REALTA’ ASSOCIATIVE, POLITICHE E SINGOLE PERSONE DI RAVENNA

Da un po’ di tempo nella nostra città vi sono stati fatti che hanno creato malcontento e mal di stomaco . La scorso inverno a Ravenna sono state vietate diverse manifestazioni con motivazioni discutibili e disattendendo l’Art. 21 della Costituzione garantendo la tranquillità di imprese private. Sempre lo scorso inverno ad una riunione contro la TAV presso il centro sociale Spartaco, le persone che partecipavano alla riunione sono state identificate all’ingresso, davanti a volante della Polizia e dei Carabinieri e Digos. Qualche mese fa un gruppo antifascista per aver camminato in centro con uno striscione per pochi metri non è stato denunciato per manifestazione non autorizzata, ma ha ricevuto il provvedimento di “avviso orale” (provvedimento nella legge antimafia) e fogli di via. Inoltre fra questi fatti, dobbiamo, purtroppo, inserire gli sgomberi fatti con tenute antisommossa agli extracomunitari che “occupavano” (in realtà “abitavano”) in palazzine nate dalla cementificazione di Ravenna in epoca tangentopoli e che sono ancora lì vuote e in stato d’abbandono e che ora verranno “occupate” ( abitate) solo dai topi.
Ma, ciò che ha fatto scattare per scrivere questo appello a voi tutti è stato ciò che è successo negli ultimi giorni. La riunione ordinaria di Ravenna Punto a Capo, si è svolta presidiata dalla Digos e da volante della Municipale e della Polizia di Stato fuori. Sapete di cosa stiamo parlando? Alla riunione l’età media era di 65 anni. In quella sala, attorno ad un tavolo con dell’acqua da bere, c’erano persone che hanno dato la vita per questa terra, che hanno lavorato una vita nelle cooperative e che ora a modi sputi in faccia si vedono togliere l’ambiente, la salute, e anche l’essere. Aggiungiamoci ora l’umiliazione di essere sorvegliati ad una riunione dalla Questura, infrangendo il diritto della libertà di riunione (Art. 18), trattandoli come pericolosi.
Ed ecco la goccia che fa traboccare il vaso: 13 persone indagate per il 270 bis in base ai libri che avevano in casa? Alle foto, ai posters e ai volantini? Dov’è la libertà di pensiero? Seppellita con i nostri nonni, forse.
Tutto questo è, per noi, inaccettabile. Non vogliamo essere né inermi, né complici. Piuttosto di essere complici della morte della democrazia, dei soprusi, degli abusi, e della violenza inflitta ad innocenti; scegliamo  di passare la vita in carcere.
Per tutti questi motivi, crediamo che mai come ora la battaglia debba essere combattuta non dal punto di vista legale, ma politico. Per tutti questi motivi vi chiediamo di fare fronte comune a difesa della democrazia, della dignità e dell’umanità. Per tutti questi motivi vi chiediamo, di unirvi a noi nel chiedere le dimissioni del Questore di Ravenna.

-          In rif. alla nostra riunione presidiata dalla Digos si allega interrogazione al Ministero dell’Interno e al Prefetto di Ravenna

-       AL MINISTERO DELL'INTERNO
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione
c.a. Sig. Direttore
Piazza del Viminale, 1
00184 – ROMA

-       Al Prefetto di Ravenna
Piazza del Popolo, 26
48100 – Ravenna

p.c.:
- Al Sindaco di Ravenna
- Ai consiglieri comunali di Ravenna
- Agli organi di stampa
Ravenna, 3 settembre 2012

Illustre Direttore della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ed Illustre  Prefetto di Ravenna,

premesso che:
-       La nostra è un’associazione basata sul volontariato, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate in Ravenna, ed ha come scopi la lotta alla mafia, la difesa dell’ambiente e degli animali e dei diritti delle persone;
-       In data 29 agosto 2012 avevamo indetto ordinaria riunione presso l’Agriturismo “La Valletta” in località Sant’Alberto, via Forello, a Ravenna comunicandolo agli organi di stampa per dar modo a chi avesse voluto partecipare di apprendere luogo e ora, anche a nuovi eventuali associati. E che altresì la riunione era indetta in quel luogo per parlare di possibili problematiche ambientali della zona;
-       Giunti sul posto abbiamo trovato una volante della Polizia di Stato con lampeggiante acceso, una volante della Polizia Municipale e due persone non  identificate che sono entrate nella sala adibita a luogo di riunione ove vi erano circa 20 persone di età media 65 anni riuniti attorno ad un tavolo sul quale erano predisposte bottiglie d’acqua naturale da bere. Uno dei due ha esclamato “buonasera Questura di Ravenna, noi restiamo qui”. E che feci presente, quale rappresentate legale dell’associazione, che non trovando motivazione della loro presenza li invitavo ad uscire, ma loro senza rispondermi, rimanevano ai lati della stanza;

Premesso tutto ciò quanto sopra esposto,
e facendo notare che rivolgersi agli avventori del locale (senza comunque porre in  visione il tesserino per accertarne l'autenticità ed il numero progressivo della placca di riconoscimento - non fornita a richiesta...) non configura affatto alcuna  prevenzione, stante la natura riservata di siffatta articolazione dello STATO  con modus operandi cinematografico che ha comunque sortito l'effetto di 
ingenerare un imminente nocumento agli avventori del locale (stante la costante 
presenza dei 2 sedicenti operatori in borghese qualificatisi ...."della 
QUESTURA...")  al punto che alcuni anziani si sono allarmati ed agitati con 
alterazione dello stato di salute di alcuni di loro che hanno avuto paura nel dire il loro nome quella sera data l'abbondante enfasi data dai sedicenti agenti di Polizia in 
borghese... E giova rilevare che gli stessi sedicenti operatori di pubblica sicurezza,  non 
ponevano in atto alcuna attività di identificazione degli scriventi ma 
permanevano in forma intimidatoria appoggiati alla parete del locale ascoltando 
i nostri discorsi. Si ritiene opportuno ribadire come agli avventori del locale 
sia stato precluso il pacifico riunirsi cristallizzato nell'articolo 18 della  Carta fondamentale dello Stato, non avendo la Nostra associazione alcun fine in  contrasto con le leggi dello Stato. 

SI CHIEDE

-       Se la mia persona è in pericolo ed è stata pertanto posta sotto scorta e/o sorveglianza speciale senza essermi notificato.

-       Di conoscere alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, 
da Lei diretta, presidio ultimo dell'attività info-investigativa sul Territorio 
Nazionale, se la scrivente e gli avventori fossero davvero dinanzi ad operatori 
di PUBBLICA sicurezza, e qualora la risposta fosse negativa di accertare 
immediatamente l'identità dei sedicenti operatori usurpatori di titoli di 
riconoscimento con l'effigie dello Stato "spataccati" (ma senza farceli vedere)  dinanzi a tutti.
Qualora invece fossero ahimè pubblici dipendenti, si chiede di conoscere chi 
avesse impartito loro la disposizione di "spataccare" ed intimorire i presenti, 
tanto più rendendoli all'oscuro dell'identità funzionale degli operatori e cioè 
a quale Ente dello Stato appartenessero e quale fosse il dirigente del loro 
Servizio giornaliero. Qualora fossero davvero 2 operatori appartenenti al Vs. Dipartimento, si 
chiede di conoscere quale requisito di efficacia, efficienza e trasparenza 
abbiano fornito alla finalità PUBBLICA del loro operato con siffatto "oscuro,  minaccioso, arrogante" comportamento. Si chiede inoltre a questa Direzione Centrale se l'attività di prevenzione non 
sia invece materia serissima fatta di paziente lavoro info-investigativo , piuttosto che, qualora confermata la veste istituzionale dei 2 operatori della pubblica sicurezza e la responsabilità delle disposizioni, da  tracotanti  esibizionisti che vanifica il lavoro per la tutela delle Istituzioni democratiche.

Cordialmente,
La rappresentante legale dell’associazione
Samantha Comizzoli
Viale Baracca n. 4
48026 Godo di Russi (Ra)
Tel. 340 0997838 

domenica 2 settembre 2012

PERQUISITECI TUTTI


Il malcontento e la rabbia dilagano, l’assenteismo alle elezioni toccherà punte altissime. E’ anarchia? Se per anarchici o terroristi intendete la gente incazzata contro la politica e le multinazionali che ci stanno togliendo la vita, allora la percentuale degli anarchici è altissima.
 Ieri sono state divulgate le immagini di libri trovati nelle perquisizioni di tre ragazzi ravennati definiti da voi con termini coniati secondo la moda. Ebbene, dovreste a questo punto, perquisire anche le abitazioni di tutti quei pubblici ministeri e giudici che stanno indagando da anni su quelle 3 multinazionali che avete nominato. Poi, dovreste anche perquisire tutte le nostre abitazioni, ci troverete libri, volantini contro gli zoo e per la difesa delle persone.  Troverete la pietà (termine a voi sconosciuto), ci troverete la foto di Falcone e Borsellino, ci troverete la foto di Che Guevara, forse anche un megafono per dar voce alla gente e alla libertà di pensiero.
Non troverete soldi, quelli ce li hanno portati via le multinazionali che avete nominato; troverete debiti e rate da pagare, che ci sono dati dalle multinazionali che avete nominato. Troverete il nostro pensiero, libero, forse a fianco una copia della Costituzione Italiana, una copia come quella sulla quale le Forze dell’Ordine hanno prestato giuramento e che non difendono più perché devono difendere le multinazionali che usano la Costituzione come carta per il culo.
Insomma, perquisiteci tutti, entrate nelle nostre case e sequestrate i nostri libri, i nostri manifesti, le nostre foto. Chissà che avendoli sotto mano non vi insegnino qualcosa o semplicemente non vi ricordino che abbiamo già lottato per la libertà di pensiero. Era mio nonno, a fianco al vostro.